… e pure prezzemolo e finocchio. Quando certe associazioni sono così collaudate da diventare patrimonio nazional popolare la tentazione di giocarci un poco sopra si fa forte.
In questo caso l’aglio della triade della cucina del quasi niente (quella degli spaghetti a mezzanotte, quella del frigo desertico, quella della casa al mare appena arrivati, quella del non sa fare nemmeno un uovo fritto, ecc) si è trasformato in foglie, di aglio orsino appunto. Dalle foglie, transitate per l’essiccatore si è giunti a una polvere finissima che è stata impastata nei tagliolini, senza uovo però percarità! che qui occorre sentire il grano, solo lui e solo quello.

















