Più di un decina di anni fa è capitato di andare a sentire un concerto in un peasino sulle colline marchigiane, non lontano da San Benedetto del Tronto. In questi casi, quando si può dormire sul posto è sempre l’ideale. Il concerto fu bellissimo e ci ritrovammo nella pensioncina del paese.
Uno di quei posti un po’ congelati nel tempo, che forse ora, ad andare a ritrovarlo, si scoprirebbe diventato un albergo ultra moderno, ma all’epoca era di quei posti semplici, senza tanti frou frou e di un fascino tutto suo. La pensione in questione aveva anche il ristorante, e con i bagordi della notte di concerto sulle spalle, decidemmo per la grasse matinée come si dice in Francia, dormire fino a tardi e restare poi per pranzo.
Le tovaglie bianche sapevano ancora di amido.
Il cameriere elenca le proposte del giorno annunciando che siamo fortunati perché proprio oggi c’è la loro specialità. La Pasta fritta. Marie molto scettica storce il naso. Ma dopo la descrizione del cameriere (venti minuti nel ricordo), che spiega come sia l’unico paesino a preparare questo piatto, e che anzi (ma qui la memoria è un po’ offuscata) ogni anno c’è proprio una giornata dedicata interamente alla pasta fritta, Marie torna sui suoi passi e si decide ad assaggiare.
Una delizia, un ricordo fantastico.
Poi sempre in questi casi si ha paura di essere delusi in prospettiva, quando un giorno finalmente si ritroverà quel gusto. E ciononostante tante volte si è chiesto ad amici dei dintorni e nessuno ha saputo mai rispondere. Non ci si ricordava del nome del paese (!), figurarsi di quello della pensione (!!), così erano anni ormai che era rimasto solo il ricordo, ben contornato di un’aura di magia.
Poi qualche tempo fa abbiamo preso da Castroni (a voler essere sincere fino in fondo perché totalmente sedotte dal pakaging) un pacco di pasta in una scatola di cartone che potete trovare qui. Tagliolini, che loro chiamano maccheroncini finissimi, quasi dei capelli d’angelo. Dopo averli assaggiati abbiamo provato a preparare quel piatto tanto ricercato nel tempo. Loro lo servivano con un passato di pomodoro molto semplice, noi abbiamo fatto uguale, più o meno, inseguendo il ricordo.
Mar
10
Mar
9
la pastiera della mamma di Aldo
Category: per dolce | 14 Commenti
Un po’ di paura l’avevamo a mettere mano alla pastiera, per quanto in un seminario didattico.
A Napoli ci siamo andate a posta, (quasi) esclusivamente per imparare a farla e imparare alla fonte. Sì perché di pastiere, come di struffoli, abbiamo avuto il piacere di mangiarne in questi anni generose porzioni trasportate in macchina, in treno o in aereo su e giù per la penisola e qualche volta pure oltralpe. Dunque era ora di imparare, era ora di provarci e la signora Anna (la mamma di Aldo, quello goloso di cioccolato per capirci) ci ha aperto la sua casa, il suo libro di ricette e didattica, come solo un’insegnante di lettere in pensione sa essere, ci ha spiegato, mostrato, guidato, insomma crediamo di aver imparato.
Come due bimbette siamo ripartire contente ognuna con la sua pastiera nella teglia di alluminio, una è stata addentata subito all’arrivo a Roma, l’altra è servita per una posa “a pulcinella” che è orrmai quasi una citazione.
Mar
8
polpettine di borraggine
Category: con le dita | 9 Commenti
Siamo dipendenti da tutto quello che è verde, un po’ amarino e si cuoce. Così questa ricetta di salvataggio, messa insieme al ritorno dal week end napoletano, viene fuori da un rimasuglio di borraggine scovata nel frigo e dalla frequentazione di un ristorante a Roma, al quartiere Pigneto che si chiama proprio (letteralmente che più non si può) pigneto 41.
Ci eravamo stati recentemente al gran completo, cioé tutti e tre, ed avevamo mangiato delle frittelle di borraggine (deliziose) che abbiamo riprovato a fare a casa, con qualche inevitabile variazione perché altrimenti non ci divertiamo.
Mar
5
bibita al melograno
Category: porcherie | 10 Commenti
Messa li fra le bottiglie della riserva personale ha un aspetto a metà tra il velenoso e il frivolo. Roba da ragazzi, qualcuno direbbe perfino da femmina! roba da merende sull’erba, roba primaverile, roba smielatamente romantica. Ma chissà poi perché tocca propria a me scriverne. Ho già un po’ di prurito.
Immaginiamo Maigret che batte la manona sul bancone di zinco e chiede all’oste, Oggi una bibita al melograno. Assurdo! qui va immaginata tutta un’altra situazione, è roba da poeta arabo-amdaluso, da fanciulla seduta sull’erba nei giardini dell’alcázar circondata dagli aranci in fiore, roba tremedamente romantica, profumo inebriante e freschezza di primavera. blee, per fortuna che domani sono in spagna e posso rifarmi con ben altri nettari (pursempre andalusi) e fortuna, soprattutto, che le cuoche sono partite per un seminario di pastiera napoletana a napoli e che quindi, per una volta, non avranno da ridire.
Mar
4
croccanti siciliani
Category: per dolce | 7 Commenti
Ci sono sempre delle prime volte, soprattutto in cucina. In questo caso si tratta per noi di croccanti moltiplicati per tre, ma croccanti a non voler fare i precisi, i puntigliosi e i filologi perché il primo dall’alto, quello con i semini di sesamo si chiama in Sicilia cubbaita o giuggiulena (come ricordava recentemente Enza), mentre il secondo quello verde è di frastuca, e quanto al terzo, quello di sole mandorle, in realtà è un po’ “invenzione”, perché le mandorle, almeno in Sicilia, usa sempre mescolarle ad altro.
Licenze poetiche a parte, per il procedimento la cosa è facilissima, unico inconveniente il supplire (almeno nel nostro caso al tavolo di marmo) e l’indovinare (perché in fondo in fondo è proprio un indovinare) la percentuale giusta tra zucchero, miele e frutta secca.
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Mar
3
La citazione è di quelle notissime. Ma è pur vero che la parola stessa, timballo, fa pensare alla Sicilia, all’esagerazione suntuosa (e decadente), al pranzo domenicale e festivo come niente altro al mondo. Tavola bianca e ricamata, il servizio, i bicchieri, una lentezza esasperata dello stare a tavola e prima in cucina, e dello starci tutti, in molte generazioni accostate e in molti rami.
Inauguriamo così, in modo un po’ letterale, una nuova serie, un nuovo gioco di associazioni tra forchette e parole (come già avevamo fatto per le fiabe) perché leggere e mangiare, oltre che cucinare (e fotografare?) sono tra le cose che più ci picciono e ci fanno felici.
Mar
2
arrosto alle visciole
Category: carni, per secondi | 6 Commenti
Non è stagione per le visciole fresche, quelle che, nell’infanzia del fotografo (!), si chiudevano in un barattolo con lo zucchero e si lasciavano ubriacare tutta l’estate al sole, per poi averne diritto in inverno, ma con moderazione.
Le visciole in questione sono secche, disidratate, comprate nel banco fornitissimo di un mercato romano che abbiamo saccheggiato in un lungo e largo, dal lime al mirtillo rosso.
A casa le abbiamo messe in posa con un’arista di maiale, come spesso abbiamo fatto con la carne e la frutta, e poi in pentola e in forno con poco scalogno e un bicchiere abbondante di vin santo tanto che alla fine anche queste sono risultate ubriacate.
Mar
1
biscotti da matrimonio messicani
Category: per dolce | 16 Commenti

Sarebbe bello dire che questa ricetta è stata presa da un taccuino con le pagine ingiallite riportato indietro con mille cure da un viaggio in Messico, fatto naturalmente proprio in occasione di un matrimonio. E anzi, volendo proprio esagerare, sarebbe bello dire che conserviamo le ricette dei matrimoni del mondo intero raccolte in mille viaggi: biscotti, pani, confetti, persino anelli di riso.
Purtroppo, no, la faccenda è meno romantica e questa ricetta viene più prosaicamente dal libro di biscotti di Martha Stewart di cui in altre occasioni abbiamo parlato e che in realtà è pieno di spunti carini.
Detto questo alla raccolta ci pensiamo, sul serio.
Feb
26
polpettine di alici, pinoli e uvetta
Category: con le dita, pesci | 8 Commenti
Messi da parte i kumquat (anche se qualche tentazione di infilarci almeno la buccia la abbiamo avuta anche qui…) ci siamo dedicati a un classicone della cucina siciliana, che sarebbe poi una versione a polpetta delle sarde a beccafico, senza finocchietto però, che di questa stagione ancora stenta (almeno lontano dalla Sicilia).
E a questo punto bisogna dire che se le polpette già di per sè sono allegre queste qui, mescolando il pesce con l’uvetta e i pinoli, hanno proprio un che di estroso che saprebbe persino di foodparing se non fosse dentro, ma proprio dentro la tradizione dell’isola e tutta la sua storia.
Feb
25
cake agrumato
Category: per dolce | 8 Commenti
Quando un ingredienti lo si ha in testa, oltre che tra le mani, e quando soprattutto si è fieri di una specie di auto-produzione a metri zero (come qualcuno ieri suggeriva…) si finisce per infilarlo dappertutto, l’ingrediente feticcio…
Così, nell’impastare un po’ di corsa un piccolo cake per un tè, i kumquat dell’alberello del fotografo ci sono finiti diritti diritti, in scorza e succo (pochissimo) e in rondelle preventivamente candite (o meglio sciroppate?). Il fotografo è rimasto scettico, per lui è un dolce troppo salutista e troppo “panoso” (”ma la crema non c’è?, un po’ di burro?“) ma il profumo era dolcissimo, il sapore morbido e rassicurante. Vi pare poco?
Feb
24
alici ai kumquat
Category: con le dita, pesci | 7 Commenti
Nel trascuratissimo giardino del fotografo cresce ben poco: ortiche soprattutto, i peperoncini che Mirna ha generosamente piantato con la forchetta, una zucchina rampicante tailandese ormai esautorata, prezzemolo spuntato non si sa bene come, qualche sparuto limone. Ma in mezzo a questo deserto, a cui presto dovremmo mettere mano (a proposito si accettano consigli e pure aiuto), c’è un alberello di mandarini cinesi che se ne frega bellamente e, incurante di tutto quello che ha intorno, continua a far frutti, tanto che è più arancione che verde.
In una settimana dominata dall’arancione e dal mandarino qualcosa dovevamo farci per forza e allora ci abbiamo avvolto delle alicette lasciate prima a marinare in limone e zenzero. A questo punto speriamo proprio che l’alberino continui a fare di testa sua così potremmo farne ancora ancora e ancora… magari pure il giorno (lovedremo?) in cui festeggeremo l’inaugurazione del giardino tornato finalmente a fiorire
Feb
23
Ieri eravamo rimasti con un fumetto di pesce in parte inutilizzato e con ancora qualche mandarino da parte. Dunque la variazione prevede di declinare la faccenda a zuppa, di sostituire le cozze agli scampetti (l’arancione è comunque sempre lì), di tenere fermo il coriandolo, ma di aggiungere zenzero e latte di cocco, il tutto con il fantasma fumettoso (inteso come brodo scampato) sullo sfondo.
Feb
22
spaghetti scampini e mandarini
Category: paste, per primi | 9 Commenti
La settimana si annuncia arancione, complici gli ultimi mandarini e certi scampini (o scampetti, insomma scampi piccoli piccoli) scovati sempre, come succede ultimamente, al mercato di San Giovanni di Dio (Roma).
A tenerli tra le mani facevano tenerezza e così, ponderando attentamente come onorarli al meglio, è saltata fuori un’associazione di colore con i mandarini (appunto) che stavano nell’altra mano, ovvero nell’altra borsa delle spese per il week end. Il colore ha guidato tutto e abbiamo fatto bene a fidarci, a tal punto che domani si replica con qualche variazione…
Feb
19
Allora grazie. Grazie davvero. E qui veramente avremmo voglia di fare l’elenco lungo lungo, nome per nome di chi ieri sera ci ha dato una mano o anche due, di chi ci ha messo la macchina, di chi ci ha messo la pazienza, di chi ci ha aiutato a gestire l’ansia. Insomma grazie a tutti, a chi c’era, a chi faceva il tifo da casa, ai modelli tutti quanti (in presenza e in assenza), alle amiche ritrovate e a quelle nuove nuove. Grazie.
Un grazie grande e tutto particolare va a Stanislao Satta (Lao per gli amici e noi ci consideriamo tali) che ha percorso la serata di ieri in lungo e in largo tracciando una scia colorata di bigliettini disegnati e cifrati. Lui in-seguiva (da presso) la serata e il fotografo in-seguiva lui il risultato lo vedete qui sotto in mezzo alle altre foto della serata.
Feb
17
Eccoli qui tutti e 12 come moschettieri ma in fila per tre e senza riporto. Questa volta è proprio il caso di dire che sono in (bella)mostra perchè domani alle 18.30 saranno ”appesi” nello spazio di Antù (via di Libetta 15) in una serata dedicata ai libri e al cibo. Qui tutte le informazioni.
Noi oltre ad allestire la mostra di ritratti alimentari prepareremo qualche cosina da mangiare e saremo lì al gran completo in compagnia anche di alcuni modelli/e.

















