dolcetti alle mandorle (Guràibya)

Questi dolcetti inzaccherati di zucchero a velo escono fuori, diritti diritti, dal libro Cucina d’Armenia di Sonya Orfalian (Ponte alle grazie editore). Hanno fatto un viaggio lunghissimo, nello spazio e nel tempo ma anche lungo le mani e le bocche di persone che si sono incontrate, conosciute, scambiate tra loro anche attraveso il cibo e la sua tradizione. Perchè se il libro è bellissimo, nella misura in cui racconta la faticosa esistenza (anche alimentare e gastronomica) di un popolo (e della sua ricchissima cultura) nella diaspora, è soprattutto vivo, perchè la maggior parte delle ricette portano visibili e orgogliose le tracce delle persone che le hanno inventate, tramandate, cucinate. Così ogni ricetta ha una madre, o un padre e una storia: i biscotti di zia Epruhì, le finte polpette di Ferida , la crema di melanzane di Khanùm, il mantì della zia Anna e questi dolcetti di mandorle e burro che un’amica egiziano-libanese preparava alla famiglia di Sonya tanto da diventarne parte, perché siamo quel che mangiamo anche e soprattutto nella relazione, nello scambio, nella contaminazione…

La ricetta ha dunque sempre un suo contesto, riportiamo quindi quello che Sonya Orfalian racconta di queste palline di pasta frolla con le mandorle: “la ricetta di questi gustosissimi dolci orientali viene da Sylvie, una cara amica araba di mia madre che, pur nata in Egitto visse a lungo in Libano. Nella versione originale araba si lavorano senza unire all’impasto le mandorle tritate che vanno invece posate intere su ciascun dolcetto. ma per tradizione famigliare abbiamo sempre utilizzato la ricetta suggeritaci da Sylvie, collaudatissima e assai più appetitosa” (da La cucina d’Armenia, di Sonya Orfalian, Ponte alle grazie, Milano 2009; pag. 173)

La ricetta

Ingredienti
150 g di burro
250 g di farina
80 g di mandorle spellate
1 bustina di vanillina
100 g di zucchero a velo

Tostare le mandorle velocemente e tritarle molto fini in modo da ottenere una farina. Impastare parte della farina con la vanillina e aggiungere poco alla volta il burro fuso e il resto della farina, quindi le mandorle. lavorare l’impasto e regolarsi un po’ a occhio: se risultasse troppo morbido e appiccicoso aggiungre farina, se si sbriciolasse invece aggiungere burro. La pasta deve risultare morbida in modo da poter formare delle paline tonde e regolari che vanno poste sulla placca foderata,schiacciate leggermente con la punta delle dita quindi infornate a 200 gradi per circa 15 minuti (vanno collocate un po’ distanziate perchè nella cottura si gonfiano un poco) finchè non siano appena dorate sotto, ma piuttoso pallide in superficie. Lasciare raffreddare quindi tuffarle nello zucchero a velo.

maite

25 Commenti a “dolcetti alle mandorle (Guràibya)”

  1. Elena scrive:

    …Buongiorno, sono mesi che vi seguo tutti i giorni affascinata dall’originalità delle ricette e dalla poesia delle foto…. Per “colpa” vostra ho ricominciato a cucinare. Complimenti….
    Elena

  2. marie scrive:

    @Elena, grazie, grazie, non sai quanto questa cosa ci renda felici, grazie.

  3. marie scrive:

    Lo so può sembrare autoreferenziale, ma visto che la foto l’ha fatta Maite e non io… la prima dove ci sono i biscotti che si nascondono tra lo zucchero a velo la trovo stupenda…
    Concedetemi di fare complimenti a Maite in pubblico, per farla arrossire.

  4. maite scrive:

    ehm… ecco appunto…

  5. nina scrive:

    sono proprio i docletti di un romanzo questi qui. o di una neve poetica direi.

  6. comidademama scrive:

    Questo libro lo regalerò alla mia amica padovana che vive ad Amsterdam perchè ha una zia armena e mi ha raccontato un po’ di quella cucina.
    Il memoir di famiglia con ricette è una ottima formula. Devi quindi avere anche i libri di Claudia Roden, assolutamente!

  7. comidademama scrive:

    Dimenticavo, ricetta e fotografie bellissime. Credo di poter schiantare due cuori in famiglia con questa ricetta (anche se Marta fa pressioni perchè faccia il baklava in questo periodo). Proverò.

  8. ila scrive:

    Questi dolcetti armeni sono strepitosi e le foto talmente belle che sembra di sentirne persino il profumo.
    Viene voglia di fare un tuffo nello zucchero a velo.Un urrà per Maite e un saluto a Marie e al Fotografo.
    Comida, più ti leggo e più scopro che sei una fonte inesauribile(mi associo alle pressioni di Marta per il baklava, piace molto anche a me).
    Ciao a tutti e buona giornata

  9. manu e silvia scrive:

    Son bellissimi e molto originali!! noi amiamo i dolcetti alle mandorle e questi son proprio perfetti!!
    bacioni

  10. fra scrive:

    I dolcetti a base di mandorle sono per me irresistibili…questi hanno anche il profumo della storia di una famiglia…non si potrebbe volere di più da una ricetta
    Un bacio
    fra

  11. comidademama scrive:

    Ila sei troppo gentile. Ti piace quindi il design scandinavo. E pure i baklava. Allora qui s’impone una merenda con i dolcetti armeni di maite e e i mie baklava. A Pasqua torno in Piemonte e prendo le teiere, il vassoio tavolino e i bicchieri dorati per il tè, tanto per estendere i confini della merenda.

  12. Mariù scrive:

    I complimenti a Maite li faccio anch’io, quella foto é geniale: romantica, gentile, disarmante.

  13. ila scrive:

    Comida direi che a una merenda cosi è impossibile resistere. Facciamolo presto!

  14. cobrizo scrive:

    pur non mangiando lo zucchero non sono indenne ed insensibile alla sua bellezza e alla seduzione di queste foto polverose! ;-)

  15. marie scrive:

    voglio venire anche io a bere il tè con voi…

  16. sara scrive:

    anche io voglio venire a bere il te….

  17. comidademama scrive:

    sara e marie siete le benvenute, lo sapete ben! anche se a marie tocca fare un bel po’ di km

  18. Azabel scrive:

    La voglia di tuffarsi in quella nuvola di zucchero e’ quasi irresistibile…

  19. Laura.lau scrive:

    Posso domandare cosa usate per tritare le mandorle?

  20. comidademama scrive:

    Laura.lau.
    Non so cosa usino i calicanti, che a giudicare dalla fotografia che fanno probabilmente hanno un esercito di cherubini che risolve queste cose così terrene.

    Normalmente io uso la parte piccola del mio robot da cucina, mettendo le mandorle poco per volta, altrimenti si rischia di non tritarle bene o, peggio ancora, di rendere il tutto una massa oleosa.
    Un a cucchiaiata di zucchero può essere utile.

  21. comidademama scrive:

    cobrizo negli USA ero riuscita a limitare lo zucchero ai rari dolci che facevo.
    Quando è arrivato il fratello di Marco cercava lo zucchero per il caffè e l’abbiamo trovato relegato in fondo allo scaffale più alto della dispensa. Ci siamo stupiti anche noi.

    Tornata a vivere in Italia mi concedo queste mollezze.

  22. maite scrive:

    ehm, con meno precisione di comida ma sì anche io uso il robot di cucina…

  23. gunther scrive:

    sono meravigliosi questi dolci, sempre delle foto magnifiche che sembra di stare lì anche noi, beh si il robot da cucina lo uso anche io, un difetto lo ammetto, ma è molto comodo

  24. Ely scrive:

    che meraviglia che sono… devo essere deliziosi, non ti conoscevo ma ora ti metto nei miei preferiti così potrò seguirti spesso, ciao Ely

  25. Laura.lau scrive:

    @comida e maite
    Grazie!