flan di tarassaco

La prima volta non si scorda mai.
Così quando per la prima volta ci siamo trovati a maneggiare il tarassaco in prima persona e con le nostre manine la fantasia non sapeva se friggere o cavalcare. Certo la piantina la conoscevamo, sia nel prato che in tavola, ma metterla in pentola (e soprattutto come!) è stata tutta un’altra faccenda. No, perché pareva male e pure banale bollirla e ripassarla in padella, soprattutto considerando tutta la grazia con cui ci era stata regalata. Dunque deciso: ogni fantasia al potere! L’idea di partenza è stata, ovviamente, di individuare qualcosa che associasse al gusto amarognolo dell’erbetta una dolcezza un po’ più corposa della semplice cipolla, forse del formaggio (sì ma quale?), forse pesce (con il rischio però che si perdesse…). Alla fine si è materializzato nella testa qualcosa di simile a una sorta di cheese-cake che, occorre dirlo subito, si è perso per la strada (rintuzzandosi in un angolo del cervello cucinoso da cui un giorno o l’altro salterà fuori). Quel che è rimasto, oltre i voli pindarici, è un flan piuttosto delicato, declinato in due versioni: cocottine e torta con qualche (vago…) eco del cheese-cake perduto.

La ricetta

Ingredienti
1 tazza di tarasaco già curato, lavato e sbollentato
200 g di robiola
3 uova
1 cucchiaio di parmigiano
3 cuchiai di panna
2 scalogni
olio extravergine di oliva
sale e pepe
*nella versione “a torta”: fette biscottate burro q.b.
** se non si ama molto il gusto particolare e amarognolo del tarassaco aggiungere qualche erbetta dolce in gardo di stemperarlo (bieta, ma anche silene o paparina)
Dopo aver lessato brevemente il tarassaco scolarlo bene e rosolarlo velocemente in una pentola larga con lo scalogno tritato, lasciare raffreddare quindi mixare con la robiola, i rossi d’uovo, la panna e il parmigiano, aggiustare di sale e pepe quindi unire gli albumi montati neve. Nella versione cocottine versare il composto nelle formine imburrate e cuocere a bagnomaria per una ventina di minuti in forno già caldo. Nella versione a torta, fare una base con le fette biscottate frullate amalgamate con il burro fuso sul fondo di una tortiera con la cerniera, quindi versare il composto e far cuocere in forno già caldo per almeno mezz’ora, verificando la cottura con uno stuzzicadenti.

maite

16 Commenti a “flan di tarassaco”

  1. Alex scrive:

    Quando lo scorso weekend giravo in macchina lungo la strada del vino, ho visto tutto quel tarassaco fra le vigne e avrei voluto fermarmi e mettermi a coglierlo. Tante le ricette viste ultimamente, ma mai provato.
    Il flan-torta è meraviglioso.
    Ti abbraccio

  2. Dada scrive:

    Anch’io vorrei provarlo! la ricetta e l’estetica del flan sono molto intriganti…

  3. valentina scrive:

    che dire.. geniale!!! complimenti! V

  4. Virginia scrive:

    Ma sapete che ho imparato a distinguere (senza sbagliarne una) le immagini del fotografo da quelle di Maite???
    Ehm, io per il mio tarassaco ho optato per la versione “male e banale”(però dentro delle cocottine da urlo!)…

  5. elisabetta scrive:

    entrambe le versioni hanno fascino da vendere :D
    e di quell’alzatina? ne vogliamo parlare? bellissima!!!

  6. maite scrive:

    @Alex grazie dell’abbraccio che ricambio, del tarassaco da raccogliere meglio non parlare… ormai nei viaggi in treno non faccio che sorvegliare le bordure lungo le rotaie e intravedo bruscandoli, poppole, persino cannatella.. ha della malattia
    @Dada e Valentina: grazie…
    @Virgi, va beh dai ma c’è pure scritto! facciamo invece un test sulla foto del bouquet di ieri ce non ha la firma?
    @elsabetta, sei un tesoro perchè detto da te che sei un esperta ci conforta… dell’alzatina in effetti siamo molto fieri è di una giovane architetto-designer bravissima (ma sul serio!) che fa tutto da sola anche con grande fatica, si chiama Licia Martelli http://www.liciamartelli.com/ceramiche.htm
    ed era sua anche la zuppiera sulla copertina del pdf di Alice

  7. A G Photography scrive:

    I flan sono meravigliosi da vedere (merito sicuramente del Fotografo che ha usato una luce gentile e serale) e l’idea è veramente originale. Adesso mi avete fatto venire la curiosità di conoscere le erbe ai lati delle strade… quante volte vedo simpatiche signore di una certa età prone a raccogliere, io pensavo fosse solo cicoria!

  8. marie scrive:

    @Alessandro, questa volta però non è il merito del fotografo, ma di Maite. Comunque si, devi provare, è molto divertente raccogliere erbette e poi usarle.

  9. Virginia scrive:

    Il bouquet di ieri? Che domande…è del fotografo!

  10. maite scrive:

    hii..hii…

  11. Virginia scrive:

    Eh no, dai!!! Che cattiva! Dimmi se c’ho azzeccato (con una foto così piccola e desueta, non era mica facile…)!!!

  12. maite scrive:

    insomma dai della desueta a una mia fotina Virgi? e non sai il fotografo quanto ha protestato che era orizzontale… uff…

  13. ilfotografo scrive:

    ma insomma, V, ti sei fatta trascinare nella trappola! (c’era la fanciulla sullo sfondo a reggere il mazzatto) ora chi la sente maite che l’avevo pure criticata per quella foto!

  14. Fabien scrive:

    Io ho appena comprato del miele al tarassaco…. deve essere il periodo! ;)
    (sorpresa! sono tornato! hehe)

  15. marie scrive:

    @fabien, si, mi sa che è il periodo del tarassaco, felici di rivederti. a presto.