palets bretons (di Pierre Hermé)

In questi ultimi giorni ci siamo resi conto più che mai che rimanere senza connessione diventa una faccenda quasi surreale. Quando finalmente Maite ed il fotografo sono andati a trovare Marie in campagna, sperando di riuscire a connettersi dopo giornate di varie peripezie connettive, Marie li ha accolti dicendo che dopo un temporale era rimasta senza telefono e senza rete. Neanche a farlo apposta proprio ieri mattina sul davanzale della sua finestra si è appollaiato un piccione viaggiatore, uno di quelli veri con un anellino di un colore diverso a seconda dell’appartenenza al proprietario… ovviamente si è provato a catturare il volatile nella speranza di riuscire ad adoperarlo per le sue funzioni di postino volante, ma adoperandosi da inesperti nel settore, il volatile, un po’ scocciato, ha deciso di andare a proporre i suoi servigi altrove, peccato! perché avremmo voluto attaccargli un sacchettino di tela bianca al collo, se non proprio alla zampetta per certi biscotti non esattamente leggeri ma buonissimi. La ricetta è un classico, declinato auprès Pierre Hermé, noi la dedichiamo alla nonna Fanette del nostro fotografo e a lui. Ormai per noi la Bretagna ci fa pensare sempre un po’ anche a lui, sarà per le sue magliette da marinaio, sarà per la sua aria da vero bretone, sarà per la sua passione per il burro… e possiamo dire che questi biscotti per chi non li conosce, sono davvero il tripudio del burro.

La ricetta

Ingredienti
325 g di farina
1 cucchiaino di lievito
300 g di burro
175 g di zucchero
1 cucchiaino di fiore di sale
5 tuorli d’uovo

Mescolare il burro morbido con lo zucchero ed il sale, aggiungere uno ad uno i tuorli delle uova. A questo punto si aggiunge la farina ed il lievito, già mescolati precedentemente. A questo punto si formano dei cilindri con la pasta e si mette a riposare in frigo per minimo 4 ore, meglio se tutta la notte. Cuocerli possibilmente in cerchi di ferro di un centimetro per conservare la forma per circa 20 minuti a 165 gradi.

marie

22 Commenti a “palets bretons (di Pierre Hermé)”

  1. Mademoiselle Manuchka scrive:

    ehm, burrobuonissimi, in effetti quando ce vo’ ce vo’.. ;)

  2. Konstantina scrive:

    Non ho capito, 325 g o 175 g di farina? Oppure è uno scherzetto e dobbiamo effettuare complicate operazioni aritmetiche per fare questa ricetta??:)))

  3. Marie scrive:

    @Konstantina, si, scusaci i 175 erano zucchero, grazie.

  4. sara scrive:

    come inizio settimana non c’è male! mi dispiace che il piccione viaggiatore non abbia voluto farsi postino di tali delizie! Io le avrei apprezzate molto :)

  5. fra scrive:

    Per fortuna però la connessione è tornata e io posso iniziare la settimana rimirando queste delizie!
    Un abbraccio
    fra

  6. Virginia scrive:

    Ma…arriveranno fino a giovedì? E soprattutto, il fotografo si presenterà a strisce?
    E, ancora: con tutti i piccioni che ci sono a Mantova, dite che non ne troviamo neanche uno nell’”arena blogger”???

  7. Virginia scrive:

    Più che ” a strisce”, direi ” a righe”…

  8. nina scrive:

    il piccione stesso dopo avervi conosciuto avrebbe fatto il pigro e sostato al vostro tavolo..
    baci bentrovati!

  9. Azabel scrive:

    Per fortuna ce l’avete fatta!
    No eh, senza connessione no, io potrei impazzire! Sarò malata? 0_o

  10. paola scrive:

    Adoro il burro. Li devo provare assolutamente. Grazie, bellissimi, come sempre. Vi aspetto a Mantova per conoscere voi e Viginia. Un bacione. Paola

  11. carla scrive:

    Buongiorno a tutti e tre! e ben ritrovati in rete…
    Quindi bisogna mettere i biscotti già tagliati nella loro forma in frigo? e poi cucinarli con dei cilindri…ho capito bene no?

    Per Mantova: credo proprio che verrò anche io e mi piacerebbe molto conoscervi (voi, Virgina e se viene comida anche lei!)però leggevo non mi ricordo più dove (se nei vostri commenti o chissà) che voi tre restate sino al 4 luglio o no? Spero che ci siate per il 5 luglio perchè io arrivo quel giorno e sarebbe un peccato non incontrarvi per una manciata di ore :)

    Baci

  12. comidademama scrive:

    Sono arrivata nottetempo oltre il Fersina. Mi ci volevano questi biscotti questa mattina.
    Cercherò di venire a Mantova con Marta, vi scrivo per vedere come e quando incrociarci.

  13. comidademama scrive:

    carla, dai che spero proprio di incontrarti!

  14. Virginia scrive:

    Elena, sarei contentissima se venissi pure tu…che bello!

  15. comidademama scrive:

    virginia, anche a me farebbe piacere incontrarti di persona!

    vedo come siamo messi, che qui cambiamo piani ogni cinque minuti

  16. Fabien scrive:

    anch’io adoro i dolci e i biscotti bretoni e tra l’altro sto solo aspettando che torni un po’ di freddo (vabbè ci vorrà un po’) per preparare un dolce niente male (che però trasuda burro ovunque)…
    cmq prima o poi dovrete prestarmi il fotografo perché a me ‘sti scatti piacciono davvero tanto tanto :)

  17. carla scrive:

    Ops! ci sono il 4 :-) che sbadata…sabato mi sembrava il 5 invece…

    @comida: cerca di venire che lo sai sono contenta di conoscerti :)

  18. salsadisapa scrive:

    ogni volta che prendo in mano il librone di hermé mi ungo :-)))

  19. isafragola scrive:

    che bel nome Fanette… Ma il fotografo fuma anche la pipa?

  20. Elisabetta scrive:

    buonissimi i palets, io li avevo gustati in loco, in Bretagna… che bello trovare qui la ricetta originale di P.H., visto che il suo PH10 è esaurito!! grazie e ciao a tutti- complimenti!

  21. Silvana scrive:

    Buongiorno!
    Dopo aver assaggiato le mitiche palets, in famiglia siamo diventati veri fans di questi biscotti per cui poterle fare a casa mi sembra un sogno ma voglio provarci!! Chiedo cosa sia il fior di sale, dove trovarlo ed eventualmente se si può sostituire. Grazie. Vi farò sapere il risultato!

    • maite scrive:

      Ciao Silvana, ti copio qui sotto quel che dice wiki sul fleur de sel, giusto per essere precisi:
      La fleur de sel (il fiore di sale) è un tipo di sale grezzo, prodotto nel nord della Francia, nella Bretagna meridionale. La caratteristica di questo prodotto è quella di non essere raffinato, e ha un valore pari a 250 – 300 g/litro, né addizionato con antiaddensanti o conservanti. Altra caratteristica è quella di essere particolarmente friabile al tatto e in cucina copre meno gli aromi dei cibi su cui viene utilizzato perché a parità di quantità contiene meno cloruro di sodio.

      Lo dovresti trovare facilmente nei negozi di alimentari un po’ sofisticati, ma anche facilmente nei negozi di alimentazione naturale. Se proprio non riuscissi a trovarlo sostituisci pure con il sale normale, ma magari riduci un po’ la dose…
      facci sapere e auguri per l’anno che arriva, che sia pieno di biscotti e di scoperte!