clafoutis alle ciliegie

Classico è classico, roba che in periodo di ciliegie non si può proprio prescindere e anche Marie, che da piccola ha fatto indigestione e non lo mangia da allora, almeno almeno lo cucina per gli altri e si rassegna a ripetere al telefono, per l’ennesima volta, le dosi che qualcuno non vuole cacciarsi a memoria… e dire che non è nemmeno questione di proporzioni, questo è il dolce facile per eccellenza, pieno di coerenza quasi quanto un quattre quarts (stessa parte di zucchero, di farina, di burro) e pieno di noccioletti di ciliegia che nalla cottura diventano viola e cainissimi!

La ricetta

Ingredienti
100 g di zucchero
100 g di farina
100 g di burro
2 tuorli e un uovo intero
1 bicchiere di latte
1 cucchiaio di rum
1 pizzico di sale
ciliegie q. b. per ricoprire il fondo della tortiera
burro e zucchero per il fondo
Imburrare la tortiera e spolverizzarla di zucchero, quindi sistemare le ciliegie senza picciolo (ben lavate e asciugate) in modo da coprire uniformemente il fondo. Montare le uova con lo zucchero, unire a poco a poco la farina e il latte, quindi il burro fuso, il rum e il sale, risuletrà una pastella molto liquida tipo quella delle crepes. Versare nella tortiera sopra le ciliegie e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 30- 40 minuti, prima di servire spolverizzare di zucchero a velo.

maite

20 Commenti a “clafoutis alle ciliegie”

  1. sara scrive:

    Perfetto!!!! ho giusto delle ciliegie da utilizzare…

  2. nina scrive:

    anche io da piccola ne feci indigestione di ciliegie, ma continuo a mangiarne senza pudore. onde per cui, proverò il vostro clafoutis che sembra fine come la neve farinosa.
    baci
    nina

  3. marie scrive:

    @sara, anche se io non lo posso più mangiare lo adorano tutti una volta provato.
    @nina. fine come la neve farinosa… che belle le tue parole poetiche, ci vuole più poesia nella vita, grazie.

  4. Mariù scrive:

    Classico straclassico ma stranamente mai provato a farne uno. Non vedo l’ora.
    m.

  5. jacopo scrive:

    Beh, è il dolce del momento, quello che più di ogni altro rende onore alle ciliegie :-D
    Anche io l’avevo preparato anni fa, ma non certo “fotogenico” come il vostro :-)
    Jacopo

  6. Camomilla scrive:

    Nemmeno io l’ho mai provato, anche se è da tanto che mi riprometto di farlo. Devo decidermi prima che finiscano le ciliegie!

  7. enza scrive:

    va bene ci riprovo mi avete anche convinta. negli anni precedenti ha sempre avuto l’irrimediabile effetto frittatina insieme all’altra bestia nera il far breton.
    ok devo farcela, vado ad allenarmi a far diventare il clafoutis come neve farinosa

  8. Barbara scrive:

    Bello è bello! Come sempre le vostre creazioni mettono l’acquolina in bocca…

    Domana: i noccioli si devono togliere o no?? (se no vado a farlo subito)

    Grazie,
    Barbara

  9. maite scrive:

    a chi non ha provato, provate! ha ragione @jacopo rende l’onore, tutto quanto, alle ciliegie, soprattutto che, @Barbara, i nocciolini vanno assolutamente lasciati, pena la riuscita stessa del dolce, pare pure che i contadini francesi giocassero a sputarseli addoso reciprocamente, ma non so… forse è solo una leggenda, come la storia della tarte tatin ma certo aggiunge gusto alla faccenda…
    per il far @enza, qui deve intervenire il fotografo che discendendo da nonna bretone lo fa buonissimo!

  10. ilfotografo scrive:

    @ enza, no! guarda che il far è facilissimo. guardati FAR BRETON qui.
    trucchetto: molto!! burro sulla teglia, e poi una spolverata di farina e zucchero.

  11. enza scrive:

    fotografo chiedi quel che vuoi.
    che ne so posso scambiare il far breton con una parmigiana? l’unico modo che ho per ringraziarvi http://iodagrande.blogspot.com/2008/08/spccia-e-il-vecchio-tavolo.html

    non ho ancora chiesto…maite, ti sei ripresa?

  12. walter scrive:

    Da circa una settimana non mi decidevo ad affrontare il grande ciliegio di fronte casa. Le foto di questo clafoutis mi hanno convinto: debitamente imbragato, sono salito e ne ho raccolto un cesto. Poi, con due lievi modifiche (latte di riso anziché vaccino – ché questo il mio fisico lo rifiuta – e la più nostrana grappa anziché rum) ho seguito le vostre indicazioni.
    Bè, basta una sola parola: spettacolare :)
    Grazie
    w.

    p.s. io i nocciolini li ho tolti

  13. Cinzia scrive:

    Introduzione:
    Scrivo per la prima volta, ma vi ammiro da 1 anno. La nostalgia per la MadrePatria mi tiene incollata ai foodblogger…e’ un po’ come stare a casa.

    Fotografo: le tue foto sono dei piccoli capolavori.

    Maite e Marie: c’e’ un segreto affinche’ il claufotis non sappia di frittata?
    Macche’ poi per forza con le ciliegie s’ha da fa’?

  14. il poeta scrive:

    ho una obiezione e una domanda.
    obiezione: non concordo sulla presenza del nocciolo. io lo faccio aprendo i frutti in due. se l’unica ragione della presenza del nocciolo è il colore che assume, allora dico che la ciliegia aperta a metà spande lo stesso colore nella psata attorno a sè.
    la domanda: qualcuno sa l’origine del nome? ho provato a googolare e mi risultano due scuole di pensiero: che clafoutis sia friulano (e si pronuncia clafùtis), e che sia francese (pr. clafoutì).
    comunque ne ho uno pronto, solo una fettina l’ho regalata a una mia amica (che mi ha fornito le ciliegie del campo di suo padre). ciao!

  15. maite scrive:

    @poeta: sull’origine del nome non so bene, anche io avevo sentito di un contenzioso friulano-francese che mi pare difficilmente risolvibile, ma in fondo c’è in entrambe le versioni tutto il saporito sapere di tradizioni contadine..
    per la questione nocciolo o non-nocciolo, sono (siamo) della scuola con per ragioni di affezione (l’abbiamo sempre fatto e quasi sempre mangiato così) ma anche per qualche giustificazione di metodo: la ciliegia integra cuoce meglio e conserva il succo, inoltre la pasta rimane più compatta, meno umida ed è più facile evitare l’effetto frittatina, ma poi sai come tutto è questione di gusti!

  16. Sara scrive:

    oso intromettermi nella questione nocciolo… c’è chi dice che serva anche a dare un aroma particolare

  17. il poeta scrive:

    obiezione: a me questo dolce piace perchè è umido. mi ricorda la “pinza” che le mie zie venete facevano con il pane raffermo, uva passa e latte. quindi il fatto che sia più bagnato, per me è una benedizione. ma de gustibus… quindi passo direttamente ad assaggiare un’altra fetta e domani inforno un secondo clafoutis con i noccioli…

  18. [...] misura precisa del dolce che per definizione si fa da solo, o quasi, il clafoutis. Quello classico con le ciliegie (appunto)  lo avevamo fatto qualche tempo fa, ma avevamo declinato anche versioni più audaci con [...]

  19. [...] misura precisa del dolce che per definizione si fa da solo, o quasi, il clafoutis. Quello classico con le ciliegie (appunto)  lo avevamo fatto qualche tempo fa, ma avevamo declinato anche versioni più audaci con [...]

  20. Micaela scrive:

    Ecco … la versione “altra” è sperimentata: metà farina 00 e metà di grano saraceno; al posto delle ciliegie l’uva … con l’uva fragola è meglio, ma ci accontentiamo anche di versioni con uva bianca e uva nera … ai posteri l’ardua sentenza! Ma che buono ‘sto clafoutis …