Comida de mama ha compiuto sei anni e le amiche
annalibera pm10 Sandra di Un tocco di zenzero Romina di Bonasorte Elisabetta di Pane e miele Enza di Da grande Genny di Al cibo commestibile Sally di Burro latte e Alex e Mari dell’Altro Mondo le hanno fatto la festa: ognuno ha portato qualcosa, un pacchetto (perché Comida non ama i diminutivi…) curato e sentito, tenuto dai lacci della rete e accompagnato da un biglietto (…sempre perché Comida non ama i diminutivi…). Ci siamo anche noi, un po’ in ritardo come spesso ci succede, perché per provare a dire quello che Elena è, abbiamo impastato quello che per noi è il suo pane. Sì, perché certo la ricetta non l’ha inventata lei, ma è profondamente sua. C’è il suo modo di condividere, di farsi attraversare dall’entusiasmo delle cose e dal saperle restituire. Elena è una cucina. Un mondo magico di trasformazioni, di contaminazione e di senso. Da Boston al Giappone, passando per l’India e Amsterdam, la fiera dell’artigianato di Trento e le campagne piemontesi. Elena è un libro di avventure. Elena è questo pane magico, che è magico due volte. Sembra che si faccia da solo, bisogna solo aspettare e ascoltare le istruzioni, sia che lo si faccia in inglese che in italiano. Ma mentre ascolti ed aspetti (18-24 ore di prima lievitazione, poi 15 minuti di lievitazione intermedia, 2 ore di ultima di lievitazione e poi ancora 40 minuti di cottura nel forno coperto e poi infine 10-15 minuti scoperto) il pane ti si gonfia tra le mani come una formula magica, sussurrata all’orecchio: dice che è facile, che è bello, che devi provare, che è da sbattersi per terra…


La ricetta

è qui:
No knead bread

e noi vorremmo tanto portarlo davvero a Elena il suo pane, avvolto in un furoshiki, un altro dei suoi regali preziosi.

Grazie Elena!

maite, marie e il fotografo



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Commenti


This entry was posted on Sabato, Giugno 6th, 2009 at 23:40 and is filed under appunti, con i bambini, con le farine. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

13 commenti


  1. Mademoiselle Manuchka on Giugno 7, 2009 00:21

    che bello..
    auguri a Elena..

  2. Mademoiselle Manuchka on Giugno 7, 2009 00:21

    o meglio, a Comida.. ;)

  3. agri on Giugno 7, 2009 00:50

    moltissimi auguri a Comida

  4. VerA on Giugno 7, 2009 03:07

    uuuuuu, che voglia questo pane!!!! qui in usa non si trova niente degno di tale nome…. mi sa che dovrò farlo :P

  5. Alex on Giugno 7, 2009 08:14

    Che meravigliosa e calzante descrizione di Elena.
    Il pane lo avete fatto con i semi di zucca? Da provare :-)
    Un abbraccio

  6. comidademama on Giugno 7, 2009 13:09

    Voi tre avete il potere di farmi tremare le mani, anche a distanza.

    Avete fatto il pane.
    Il pane!
    Saltato fuori nei nostri discorsi con i citrons confitstra un furoshiki e l’altro.

    Grazie.
    Una signora dell’Ucraina mi ha insegnato che nel suo paese si usa donare il pane, con un po’ di sale messo in un avvallamento, in segno di amicizia.

  7. comidademama on Giugno 7, 2009 13:37

    La storia del solitaire di mia nonna.
    Una settimana fa ho indossato questo solitaire, che metto ogni tanto se non cucino, per andare a vedere l’opera in cui Marta ha cantato.
    Arrivo a casa, tolgo l’anello per cucinare e il diamante non c’è più.
    Mi sento mancare, mi riprendo e inizio una ricerca matta e disperatissima e senza speranza.

    Credo che non sia passata inosservata questa signora in cerca di conchiglie tra l’asfalto della Bolghera. Sapete quanti piccoli cocci di vetro ci sono tra casa mia e il teatro Santa Chiara?

    Torno a casa sconfitta.
    Penso a mia nonna che ha sempre ritrovato i suoi gioielli. Sempre.
    Una volta la sua macchina è caduta in una scarpata.Aveva rimediato una frattura alla gamba e la perdita di un orecchino di perla.
    Una volta guarita ha sognato il posto in cui l’aveva perso. E’ andata a riprenderselo. Ed era lì.

    Svuoto la borsa, just in case. Niente.
    Ma mentre rimetto le cose dentro un punto di luce bianchissima che non poteva essere la carta del Brooklyn verde chiaro mi ha fatto dire: “Marco, mi verseresti un po’ di vino bianco gelato?”

    Il solitaire era più vicino di quanto immaginassi.
    Sono stata molto fortunata.
    Mi auguro che lo sia anche tu con il tuo piccolo quaderno, che, ho visto con i miei occhi, è scritto con una calligrafia finissima e bella.

  8. comidademama on Giugno 7, 2009 13:41

    Una parentesi domestica divertente della storia del solitaire è che me ne sono accorta mentre stavo preparando la frittata con l’erba di san pietro e la menta.
    Prima di andare per cocci di vetro abbiamo mangiato la frittata e Marta masticava pian piano perchè sperava di trovare il diamante tra le foglioline verdi.

  9. Dada on Giugno 7, 2009 15:06

    Ho un po’ i brividi per le vostre parole…
    Grazie ancora Elena per questo racconto e in bocca al lupoooone a voi per il quaderno!

  10. comidademama on Giugno 7, 2009 15:12

    Dada, prego. Sai che, a distanza di giorni, vado a vedere se per caso non ho scambiato il diamante per una sorpresa dell’uovo di Pasqua?

  11. Comida de Mama: 6 anni di blog | Un Tocco di Zenzero on Giugno 7, 2009 16:37

    [...] La festa in onore di Comida continua anche da Annalibera, pm10, Alex e Mari, Elisabetta , Romina, Enza, Genny, Sally e i Calycanti [...]

  12. enza on Giugno 7, 2009 23:21

    serata finita in calando con le prime proiezioni dei risultati elettorali.
    mi consolo con le vostre parole e con la storia del solitario.

  13. gianna on Giugno 9, 2009 11:40

    Io propongo un’altra ricetta: quella che Rocco Tanica ha preparato a Quasi Tg. Non sarà il più buon pane del mondo, ma di certo è il più divertente. Posto il link al video, che si può vedere anche con i podcast di iTunes.

    http://www.youtube.com/watch?v=VUjT5D5wUN4

    http://itunes.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewPodcast?id=269841617

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