gelatina di canarino

No, no i canarini, quelli gialli, intesi come uccellini spesso tristi in gabbietta, non c’entrano niente. Però, a ben guardare, qualcosa di un po’ estremo in questo esperimento in effetti c’è, qualcosa giocato sulle consistenze e per di più sulle consistenze del quasi-niente. Il canarino, o acqua-bollita, come si chiama da secoli a casa di Maite è fatto d’acqua (appunto), bollita (appunto!) con alloro, scorza di limone e zucchero a piacere, rimedio digestivo contro ogni ingolfamento da troppo pieno, ma pure da tensione nervosa con interessamento gastrico, insomma rimedio contro ogni male tanto che il nonno Michele (bis-nonno o nonno-grande come si dice con rispetto in Sicilia) ne chiedeva una tazza anche in caso di mal di piedi. Il problema è che l’acqua bollita, che pure eravamo già riusciti a infilare nel pdf detox, è calda. Calda per definizione, poco invitante in estate e per di più così evanescente. Dunque l’idea è stata diamole corpo e freddo, aggiungiamo 2 g di agar agar (che pure lei, pare, ha poteri digestivi) e passiamola in frigo. Il fotografo manco a dirlo era scettico, ma così è stato fatto…

…l’acqua bollita si è trasformata in gelatina o in gelo, il sapore è rimasto un tantino sobrio ma il giochino è divertente. Unica avvertenza abbondare con lo zucchero, che il freddo, si sa, chiama il dolce.

La ricetta (!)

Ingredienti
1/2 l di acqua
la scorza di un limone preferibilmente verde
2-3 foglie grandi di alloro
zucchero a piacere (ma abbondando)
2 g di agar agar
Stemperare a freddo l’agar agar con l’acqua unire quindi le foglie di alloro e il limone e portare a bollore, lasciar fremere le bolle un minuto, quindi spegnere, zuccherare, eliminare (a meno di non usarli a fini decorativi) la buccia di limone e l’alloro, quindi versare in una tazza o in un forma. Lasciar raffreddare, quindi passare in frigo. Al momento di servire si può eventulmente aggiungere zucchero semolato in superficie.

maite

23 Commenti a “gelatina di canarino”

  1. agri scrive:

    eh, sto fotografo sempre scettico, però alla fine è venuto un capolavoro!

  2. nina scrive:

    divertente questo blob canarino qui!
    io lo conosco il brodino dolce giallo limonoso, in famiglia è un toccasana…pure per i momenti melanchoniques, dolori di cuore etc etc.. e finalemente ne conosco il nome…:) baci cipcip

  3. valentina scrive:

    questo gioco con la foglioluina a metà ha proprio dell’artista!!!!

    V

  4. nina scrive:

    (sì vabe insomma, “mélancoliques”. ;)

  5. enza scrive:

    pure con l’acqua càura riuscite a tirar fuori capolavori!
    that’s incredible

  6. Camomilla scrive:

    Il canarino lo conosco fin troppo bene, mia madre me lo preparava sempre quando avevo problemi di stomaco, ma non l’ho mai visto con l’alloro, da provare! Ottima trovata quella di creare la versione estiva ;)

  7. comidademama scrive:

    Ieri vi ho pensato ogni due per tre, in viaggio tra Huelva e Sevilla. Mai viste tante cicogne.
    Ho assaggiato per la prima volta le caracoles al coriandolo e cumino.
    Ho sognato, credo per compensare il caldo, di essere con voi in montagna e in un sentiero c’era la Signora Fausta con il suo banchetto. E ho dato un test non di bioarchitettura, ma di caramelli! I sogni, si sa.
    Il nome canarino e’ veramente di altri tempi.
    Poi vi chiedero’ lumi sull’agar agar, che non so mai dosare bene.

  8. elisabetta scrive:

    Wow, el canarìn in versione sciccosissima!
    Magari non sortirà l’originale effetto raddrizza budella (dopo aver esagerato con la bibita in giro per bàcari…), ma vogliamo mettere???

  9. maite scrive:

    oh… e meno male! credevo quasi che l’acqua bollita fosse solo una “perversione” di famiglia, invece fa piacere sapere che la condividiamo! ora arriverà marie a dire: “viva l’acqua bollita!” anche se lei ne fa una versione stranissima, poco ortodossa e un tantino nordica che ha più della limonata calda… ehm…

  10. maite scrive:

    @comida: ma quando torni? qui ci manchi, sai? e vogliamo sapere tutto, ma proprio tutto! le cicogne me le ricordo pure io ma in un posto vicino Coimbra che mi pare si chiamasse Caceres, o forse faccio confusione… quando si sveglia il fotografo arriverà a correggermi la geografia. I sogni mi sembrano interessanti e si possono pure girare le variabili: sai che la signora Fausta ha dato un esame (non di bioarchitettura) ma di miscelazione di piante? io invece ho sognato macabro: dodici canarini (intesi come uccellini) nel congelatore…

  11. Babuska scrive:

    Wow, posto che siete dei geniacci, rubo la base della vostra ricetta per una gelatina di the che ho visto decenni fa in una rivista e sempre sognato di riprodurre. Pure io conservo gelosamente l’agar agar in dispensa e non ho mai avuto il coraggio di utilizzarlo.
    ps mia nonna mi faceva il canarino iper zuccheroso e già mescolato quando ero sotto esami… che ricordi!

  12. fra scrive:

    Io mi inchino davanti alla vostra genialità…perfino il canarino mi siete riusciti a rendere chic!!!
    Un bacione
    fra

  13. Dada scrive:

    Troppo forte, sono incantanta da tanta fantasia e essenzialità! Foto molto artistica non c’è che dire. Buon pomeriggio!

  14. alexandra scrive:

    …lo bevevano anche i miei, una volta…ora sembra sparito del tutto. Simpatica la gelatina, con l’agar agar è vero si solidifica anche l’acqua con estrema facilità.

  15. enza scrive:

    maite ma anche a casa tua il nonno grande la chiamava acqua addàuro? (per i non siculi addàuro è l’alloro).
    tutt’ora anche in estate capita che qualcuno abbia esagerato e chieda l’acqua addàuro e mio pdre…acqua addauro? acqua addauro per tutti! un detox collettivo seduti al fresco e con il profumo del gelsomino a ricordarti che sei in paradiso

  16. marie scrive:

    @Maite, si hai ragione, viva l’acqua bollita e viva il Grog…. anche se ci saranno quasi 38 gradi a Roma, quasi, quasi me lo preparo uno piccolino, piccolino…

  17. Mademoiselle Manuchka scrive:

    che beltà..

  18. maite scrive:

    @enza: a casa mia è acqua-ugghiuta (più o meno, non sono un granchè in trascrizioni fonetiche e nemmeno in pronuncia a dire la verità) e tutto attaccato. A parte il nonno Michele, che non ho conosciuto ma di cui c’è questa memoria mitica legata all’acqua-ugghiuta considerata praticamente santa, la nonnagrande pure lei ne è stata assidua consumatrice e produttrice. Non è poi che si sia persa l’abitudine, in inverno come in estate, e a chiudere gli occhi la tazza è sempre la stessa, la stessa la zuccheriera e il profumo del limone sopra a tutto

  19. Elvira scrive:

    che foto magiche, sembra una prestidigitazione :)

    Ricordo ancora qando da ragazzina chiesi una limonata in un bar a Canazei e mi portarono..un canarino!! :)

  20. artemisia scrive:

    bellissimo gioco terrorizzante

  21. ilfotografo scrive:

    @comida, eh, invece io invece credo che sognerò di accompagnarti in una taverna di triana o in una bodega di jerez!
    guarda se mi tocca correggere anche i compiti di geografia, caceres è in extremadura e coimbra dall’altra parte del confine portoghese, bisogna proprio leggersi saramago! le cicogne si fanno da sud a nord (o da nord a sud) tutta la direttrice marocco-nord spagna, le vedi su tutti i campanili da siviglia a leon (compreso caceres). sono bellissime e inquietanti. fanno certi nidi che sembrano pagliericci di giganti in bilico come eta beta. Altro che uova della signora fausta!

  22. Mariù scrive:

    E si sarà ricreduto il fotografo, guarda là che meraviglia!

  23. kosenrufu mama scrive:

    mio padre e il canarino, era presente quasi ogni sera, d’estate, era il momento di riunione dopo cena tra il vicinato “prendiamoci la tisana, per digerire”. credo che se glielo proponessi adesso in versione fredda storcerebbe un pò il naso, ma io penso che potrei finirmene una pentola intera, specialmente freddo con questo caldo, devo ammettere che siete geniali!