crostini di milza alla san donatino

Allora, visto che in Toscana di crostini neri (di milza, di fegato, misti, ecc. ecc.) ne esistono versioni infinite occorre precisare subito che questa è una tra le tante, anzi tra le tantissime. Le variabili in gioco sono molte e si dipanano non solo tra gli ingredienti utilizzati, ma anche nei modi del confezionamento e pure in quelli della somministrazione. C’è chi dentro ci mette il vino santo, c’è chi bagna la fetta di pane sciapo con il brodo, c’è chi solo milza… insomma difficile se non impossibile stabilire un’ortodossia anche perché non solo tra Siena e Firenze, ma pure tra Castellina e Greve corrono distanze incolmabili, per non dire di quelle tra la pentola di una cuoca e quella di un’altra. Ma questa è buona, sperimentata e a suo modo ortodossa. Si fa per la vendemmia ma non solo, anzi si fa un po’ sempre, quando si è in tanti attorno al tavolo e pane e vino buono non mancano…

le dosi naturalmente, come in ogni ortodossia, sono un po’ a occhio… della serie “oh insomma via, o’ tu ti regoli!”

La ricetta

Ingredienti
1 cipolla
200 g di milza
500 g di fegatini di pollo
300 g di macinato
pasta d’acciughe q.b. a dar sapore
una manciatina di capperi
vin santo
vino bianco
brodo di carne
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Tagliare a fettine la cipolla e mettere a cuocere in un pentolino con poca acqua e un po’ di olio, facendola restringere piano, piano. Nel frattempo scottare in acqua i fegatini e la milza dopo averli ben puliti.Quando la cipolla è morbida e ha asciugato tutta la sua acqua aggiungere i fegatini, la milza e il macinato far rosolare brevemente aggiungendo un po’ di olio extravergine di oliva, quindi bagnare con vin santo e vino bianco. Tutto il preparato va frullato e quindi ricoperto di brodo. A questo punto si deve far cuocere lentamente a fuoco dolce finché il brodo si ritira, si aggiungono la pasta d’acciughe ed i capperi e finalmente ci siamo!

maite, marie e il fotografo

9 Commenti a “crostini di milza alla san donatino”

  1. Virginia scrive:

    Ma dai, anche la pasta d’acciughe…io sono totalmente ignorante in materia di crostino toscano. Prendo appunti e vi mando tanti baci!

  2. enza scrive:

    confermo un pizzico di acciuga lo mettava anche l’Irma indimenticata ex suocera

  3. Gaia scrive:

    Ecco, del vin santo non lo sapevo.

    Lo devo dire alla mamma, che li fa spesso!

  4. fra scrive:

    adoro i crostini toscani (e per dirlo io che non amo le frattaglie…) e questa versione mi fa venire l’acquolina in bocca…
    Un bacione e buon fine settimana
    fra

  5. chiara.u scrive:

    certo che detto così, il crostino di MILZA, non mi fa impazzire. ma quando vado a Bolgheri e spazzo via tutti i crostini che mi portano in tavola non mi ricordo nemmeno più che forse la milza non mi piace! grazie di questa ottima ottimissima ricetta che mi fa venire in mente vacanze favolose :))

  6. agri scrive:

    invece a me, detto così, il crostino di MILZA, mi fa proprio impazzire! gnam

  7. Simo scrive:

    Concordo nel dire che si fa in tanti modi e con tanti ingredienti io aggiungo: solo di milza, con le acciughe e con la mela messa a cuocere in fondo e pane inzuppato nel brodo caldo.Ciao Simonetta, a breve ne farò un post.

  8. brave mi piacete molto.presto sentirete parlare molto di me.
    complimenti per la vostra passione e per il vostro stile.

  9. a questa ricetta in cottura farei un battutino piccolo di aglio, salvia e rosmarino con aggiunta in cottura di una foglia di alloro.perchè no!