ricetta d’artista N 5. Il supplì

Di ricette d’artista era un po’ che non ne facevamo, e a dire la verità ci mancavano, parecchio. Di questa siamo particolarmente contenti, perché ha un contenuto semplice, “sferico” e poetico che sta nella mano di Andrea Satta, la voce dei Tetes de bois. Roba consolidata il supplì, ci veniava da dire, e invece al primo morso (e pure al secondo e così via…) la versione di Andrea aveva un timbro caldo, una sorpresa dentro, arancione e profumata… buonissimo!

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Ma la ricetta la lasciamo raccontare a lui Perché anche in questo è specialmente sua e specialmente speciale:

Suppli di riso per otto persone.

Si possono ricavare da 500 grammi di riso circa ventuno
supplì con relativo “supplì dello scandalo”, quello conteso. Si tratta di un piatto che nasce dalla semplicità domestica e ispirato alla povertà, alla buona economia della casa, al riutilizzo di quello che resta dal pranzo del giorno di festa. Si prepara con alimenti tradizionali non costosi, ma di buona qualità. Alla fine risulterà un piatto da invito, che regala allegria e molto amato dai bambini. Preparare un sugo di pomodoro con olio extra vergine di oliva, salare a necessità, soffriggere la cipolla (io uso i porri che sono meno invadenti). A cipolla imbiondita, aggiungere pomodorini di collina, lasciar bollire a fuoco lento con coperchio. Quando abbastanza sbollentati, schiacciare i pomodorini e lasciarli un po’ asciugare senza coperchi, in modo da rendere il sugo uniforme (per supplì è necessario). Nel frattempo lessare, per il numero di supplì previsto, circa 500 grammi di riso. Scegliere riso “Carnaroli”. A metà cottura del riso e avanzata cottura della salsa, versare il riso nel sugo di pomodoro e lasciare bollire, vigilando con mestolo in legno e a fuoco lento. Questa operazione va fatta al massimo entro la mattinata, affinchè il riso abbia il tempo di raffreddarsi (necessarissimo). Prima della fine della cottura, grattare nella salsa di pomodoro due pugni di carote, versare mezzo bicchiere di vino bianco secco e una manciatina di sedano e prezzemolo, tutto tritato finissimamente. Adesso il riso col pomodoro è pronto. Sbattere due uova con chiara, miscelarle con il resto e aggungere una ulteriore manciata di prezzemolo tritato. Rendere tutto omogeneo. Preparare quadratini di mortadella e mozzarella di mucca, tagliati molto piccoli e grattare scorza di arancia biologica nel riso (nella quantità desiderata). L’arancia regala, se in modesta quantità, quel passaggio di freschezza che apparirà addentando il suppl ìcaldo. A questo punto “fare i supplì” diventa un gioco colettivo, anche i bambini possono aiutare intorno al tavolo. Si prende maciatina di riso, lo si apre nel palmo della mano, si inseriscono mozzarella e mortadella in una ragione sufficiente, si richiude il supplì. E’ necessario stringere bene per lasciare compattezza. S’impana il supplì con pan grattato. I supplì vanno fritti con olio ben caldo (io utilizzo olio di oliva, ma dato il suo punto di fumo più basso bisogna seguire bene la frittura). I supplì vanno salati in superficie una volta fritti, un pizzico di sale regala smalto se riaggiunto dopo il primo morso.

Andrea Satta

maite, marie e il fotografo

11 Commenti a “ricetta d’artista N 5. Il supplì”

  1. luca scrive:

    Ebbene li ho mangiati questi supplì di Andrea: buonissimi e incredibilmente leggeri, proprio niente a che vedere con quelli che si mangiano di solito. Ma mi raccomando provateli con la scorzetta di arancio, saranno una sorpresa!

  2. Mademoiselle Manuchka scrive:

    un ovazione..
    non vedo l’ora di provarli.. magari ascoltando un buon disco di musica.. :)

  3. Elvira scrive:

    carota e scorza d’arancia, l’arancione mi ha già rapito :)

    Bellissimo post, con sottofondo di bella musica che mi sono andata a sentire :)

  4. annapic scrive:

    i supplì di Satta sono poetici e stupefacenti, come lui.

  5. Betta scrive:

    Io li ho mangiati questi supplì, direttamente nella cucina di Satta. E siccome mi ritengo esperta della materia (nel mangiarli, sia chiaro! non nel farli) e considerando il supplì come un amante lontano che raramente incontri, ma quando succede il suo bacio ha sempre lo stesso sapore appagante (e purtroppo anche di questo sono esperta…), vi posso assicurare che il supplì di Satta annulla per un attimo quella distanza e allevia le inquietudini del cuore… ecco!

  6. maite scrive:

    wow!

  7. marie scrive:

    e io dopo tutto ciò cosa posso dire…
    che ho avuto la fortuna di mangiare questi supplì, che sono poetici, eh si, il supplì può essere poetico…
    insomma grazie Andrea, per tutto.

  8. peppe scrive:

    compà mi fai morire con questi supplì
    mamma me li faceva la domenica che non lavorava
    ci metteva solo un pisellino e un po di caciocavallo
    sale zero

    pero’ quel cubetto di mortadella
    nascosto all’interno è molto erotico
    satta-piccante

    satta-pungente

    satta-supplente

  9. erika scrive:

    buoni i suppli’,
    ma la cosa che mi piace è la foto della sua cucina, meravigliosa. viva!

  10. enza scrive:

    come marie paro paro
    wow

  11. enrico scrive:

    Io per questi supplì verrei fino a Roma apposta, a casa di Andrea, nel suo ambulatorio, ospite di Luca, nella tenda che mi fa sempre trovare Gino, in qualunque posto, pur di assaggiarli.