polpettine di alici, pinoli e uvetta

Messi da parte i kumquat (anche se qualche tentazione di infilarci almeno la buccia la abbiamo avuta anche qui…) ci siamo dedicati a un classicone della cucina siciliana, che sarebbe poi una versione a polpetta delle sarde a beccafico, con le alici però, e senza finocchietto, che di questa stagione ancora stenta (almeno lontano dalla Sicilia). E a questo punto bisogna dire che se le polpette già di per sè sono allegre queste qui, mescolando il pesce con l’uvetta e i pinoli, hanno proprio un che di estroso che saprebbe persino di foodparing se non fosse dentro, ma proprio dentro la tradizione dell’isola e tutta la sua storia.

La ricetta

Ingredienti
mezzo chilo di alici fresche
200 g circa di pangrattato
50 g di pecorino grattugiato
2 uova
una manciata di uva passa
mezzo pugnetto di pinoli
sale
olio per friggere

Curare le alicette (è la parte più lunga…) eliminando la testa, le lische e le code, lavare bene quindi triturare e tenere da parte. Sbattere le uova con un pizzico di sale, unire il pangrattato e il formaggio, l’uvetta e i pinoli, e infine il pesce. Formare le polpettine con le mani bagnate e friggere in abbondante olio caldissimo, scolare e mangiare.

maite

10 Commenti a “polpettine di alici, pinoli e uvetta”

  1. [...] Guarda Originale: polpettine di alici, pinoli e uvetta | la cucina di calycanthus [...]

  2. enza scrive:

    la tradizione dell’agrodolce è di araba memoria.
    queste sono un must immancabile in sicilia a volte dimenticate perchè considerate troppo povere, in tempi di scialacqua quali questi sono.
    un altro must è calarle nel sugo.
    e il finocchietto è comunque facoltativo.
    il vostro risultato è commovente.

  3. barbaraT scrive:

    e i pinoli?

  4. luca scrive:

    Aahh… le voglio!!

  5. maite scrive:

    @enza: eh sì, sì tutto quanto: l’araba memoria e la povertà presunta, poi per il sugo sì, si sa che a occidente (della Sicilia si intende) tendono a metterci un po’ tutto nel sugo e se qui avessi da difendere una posizione geografica (ma ce l’ho sta vocazione prettamente sicula?) direi che è meglio come fanno a oriente, un po’ più all’asciutto così che i sapori si sentano più netti… ma in Sicilia, lo dicevi tu così bene, è tutto una variazione e una variabile, se no che gusto c’è?

    @barbaraT: mannaggia! me li sono dimenticati (allo scritto) ora li aggiungo.. grazie.

  6. Elvira scrive:

    dove ci sono le polpette ci sono anche io. Purtroppo di finocchietto qui neanche a parlarne anche in stagione, comincio a pensare di congelarmi le barbette dei finocchi invernali :P

  7. buonissime e sfiziose queste polpette che combinano ingredienti dal grande spessore gustativo nonostante la delicatezza che li accomuna. Un’idea interessante. Deborah

  8. fra scrive:

    Questo piatto è per me assolutamente irresistibile. Sa dei profumi della mia amata Sicilia, racchiusi nel in queste polpettine così dorate e sicuramente grasevolissime sia al palato che alla vista. Siete sempre più bravi a presentare piatti tradizionali sotto un nuovo look sempre molto raffinato e accurato
    Un bacione e buona domenica
    fra

  9. cristina scrive:

    ma….sono alici o sarde? nel titolo c’è scritto alici e nella spiegazione della ricetta sarde che effettivamente sono più comuni a beccafico ma anche le alici ci stanno bene….

    • maite scrive:

      corretto ora Cristina! qui è la solita diatriba Palermo-Catania ed io che tifo alici, pure poi mi ricordo che per certe cose ci vorrebbero sarde, allora la lingua va in confusione pensa alici e scrive sarde!