polpettine di tagliolini et souvenirs

Più di un decina di anni fa è capitato di andare a sentire un concerto in un peasino sulle colline marchigiane, non lontano da San Benedetto del Tronto. In questi casi, quando si può dormire sul posto è sempre l’ideale. Il concerto fu bellissimo e ci ritrovammo nella pensioncina del paese. Uno di quei posti un po’ congelati nel tempo, che forse ora, ad andare a ritrovarlo, si scoprirebbe diventato un albergo ultra moderno, ma all’epoca era di quei posti semplici, senza tanti frou frou e di un fascino tutto suo. La pensione in questione aveva anche il ristorante, e con i bagordi della notte di concerto sulle spalle, decidemmo per la grasse matinée come si dice in Francia, dormire fino a tardi e restare poi per pranzo. Le tovaglie bianche sapevano ancora di amido. Il cameriere elenca le proposte del giorno annunciando che siamo fortunati perché proprio oggi c’è la loro specialità. La Pasta fritta. Marie molto scettica storce il naso. Ma dopo la descrizione del cameriere (venti minuti nel ricordo), che spiega come sia l’unico paesino a preparare questo piatto, e che anzi (ma qui la memoria è un po’ offuscata) ogni anno c’è proprio una giornata dedicata interamente alla pasta fritta, Marie torna sui suoi passi e si decide ad assaggiare. Una delizia, un ricordo fantastico. Poi sempre in questi casi si ha paura di essere delusi in prospettiva, quando un giorno finalmente si ritroverà quel gusto. E ciononostante tante volte si è chiesto ad amici dei dintorni e nessuno ha saputo mai rispondere. Non ci si ricordava del nome del paese (!), figurarsi di quello della pensione (!!), così erano anni ormai che era rimasto solo il ricordo, ben contornato di un’aura di magia. Poi qualche tempo fa abbiamo preso da Castroni (a voler essere sincere fino in fondo perché totalmente sedotte dal pakaging) un pacco di pasta in una scatola di cartone che potete trovare qui. Tagliolini, che loro chiamano maccheroncini finissimi, quasi dei capelli d’angelo. Dopo averli assaggiati abbiamo provato a preparare quel piatto tanto ricercato nel tempo. Loro lo servivano con un passato di pomodoro molto semplice, noi abbiamo fatto uguale, più o meno, inseguendo il ricordo.

Poi naturalmente l’appello è implicito ma ci sta tutto: chiunque abbia qualche informazione su questo piccolo paese in collina nelle Marche dove si prepara una cosa del genere ci faccia sapere, mi raccomando!

La ricetta

Ingredienti 125 g di tagliolini all’uovo di campofilone
2 uova
parmigiano quanto basta per renderlo consistente pangrattato
Far cuocere la pasta per un minuto, a questo punto dopo averla passata sotto l’acqua fredda per fermare la cottura si mette a scolare, si taglia con il coltello e si mette in un recipiente dove si sono mescolate le uova con il parmigiano ed il pepe. Si vede se aggiungere un po’ di pan grattato se è troppo morbido pre formare della polpettine. Friggere in abbondante olio molto caldo, ascigare dall’unto su carta e servire con una salsa di pomodoro.

marie

9 Commenti a “polpettine di tagliolini et souvenirs”

  1. enza scrive:

    ma che strano.
    i campani si vantano di essere i maghi delle frittate di pasta, i siciliani la pasta fritta la fanno da sempre ma senza uova e con gli spaghetti al sugo (e se i campani la chiamano scàmmaro, i siciliani la chiamano fròcia) e adesso ci si mettono i marchigiani.
    comunque sia ben venga.
    non ho esperienza dei paesi marchigiani e non vi posso aiutare, semmai aiutare a mangiare, quello si.
    ma a me tocca il basmati :)))

  2. Elvira scrive:

    E’ vero, qui a Napoli la frittata di pasta e’ un mito senza tempo, soprattutto dei pic nic di primavera. La frittata di pasta a forma di polpetta e’ la sua versione portabile e piu’ chic :) quando smetto di mangiare pure io riso basmati e legumi (non nello stesso pasto) ci provo pure io :)

  3. maite scrive:

    @enzina: eh, hai ragione te l’ho detto… ma sono “privilegi” riservati a quelli/e di famglia..
    @Elvira: come direbbe Marie, Viva la pasta fritta!

  4. nina scrive:

    Visita alle Marche in differita :D

    allora, di luoghi in cui fanno pasta fritta non ne conosco, ma so di diversi paesini in provincia di ascoli che attraversai 2 anni or sono per un servizio fotografico… in uno in particolare, per caso mi ritrovai a un concerto in piazza: precisamente qui, a Moresco, http://www.borghitalia.it/html/borgo_it.php?codice_borgo=900, in cui so che spesso fanno rassegne musicale nella piazza, incastonata – è proprio il caso di dire – nella collina e tra i pochi tetti del paese..
    Potrebbe essere? oppure altri papabili (e belli davvero) sono S. Vittoria in Matenano o Montelparo…vi dicono qualcosa?

  5. nina scrive:

    qui ci sono un po di foto di quelle zone del piceno, magari vendendole vi ricorda qualcosa! quanto mi sento miss marple (magari un po da giovane eh)…: http://www.picenopromozione.it/

  6. marie scrive:

    @nina-miss marple. Mi sembrava più piccolo di Moresco, ma chissà…le ricerche devono continuare, sarebbe bello con un viaggio, no? vieni con noi?

  7. nina scrive:

    ci sto! :))
    dimenticavo! fotografo viaggiatore, non feci in tempo a chiamarti! ci sentiremo presto tuttinsieme per organizzarci!
    alla fine per l’esposizione son tutta presa tra morsetti e cavi e pareti …spero di aver fatto la cosa giusta…riusciranno i nostri eroi? ;)
    baci a voi!

  8. maite scrive:

    @ninetta: certo che sì! avrai fatto la cosa giusta e sarà un successo. Intanto tantissimi complimenti per la tua bella colomba per le sorelle Nurzia. Baci a presto

  9. Jacopo scrive:

    Beh trattandosi dei “Maccheroncini di Campofilone” il paese potrebbe essere proprio quello, o al massimo uno nelle immediate vicinanze. Una bella gita sarebbe l’ideale per ritrovare tanta bontà, anche se mi pare l’abbiata replicata proprio alla grande :-D