ziti al bloody mary (favole al telefono)

C’era una volta un fotografo di monteverde che era tenuto sotto l’influsso di un potente sortilegio da una fata (anzi due), ancora non si sa se buona o perfida. Ogni giorno la fata(e) lo obbligava a mangiare prelibati manicaretti, preparati con le sue due (quattro) magiche manine, su tavole imbandite di tutto punto, con nastrini e alzatine e bicchierini di cristallo. Non solo, ma prima di poter assaggiare boccone il fotografo era costretto a fotografare, finché, stanco ed affamato poteva finalmente essere ammesso al desco. Un giorno, stanco della solita vita, e approfittando del viaggio della fata dispettosetta in un’isola lontana dei mari del sud, si disse che era arrivato il momento di un bel piatto di spaghetti, poveri e banali, da mangiare su una tavolaccia ingombra e ben disordinata, senza neanche un tovagliolino. Racconta la storia (sfiorando qui la leggenda) che il fotografo, distratto, abbia rovesciato il bicchiere del suo bloody mary (che sia stata sbadataggine, dispetto di fantasma, terremoto o incantesimo non è dato sapere) nel piatto di spaghetti appena scolati. Da quel giorno gli spaghetti al bloody mary divennero il suo piatto preferito, e perfino la fata, impietosita, di tanto in tanto glieli lascia mangiare senza neppure fotografarli…

… macché, sono tutte bugie! il sugo al bloody mary se l’è inventato maite andando in bici sulle pendici dell’etna, e l’ha dettato al telefono a roma. Il fotografo racconta solo storie!

La ricetta

Ingredienti (per uno)
100 g di spaghetti (i nostri erano ziti garofalo)
300 g di passata di pomodoro
mezzo bicchiere di vodka (abbondante)
il succo di mezzo limone
una costa di sedano
tabasco
pepe sale

Soffriggere velocemente un dente d’aglio con il sedano tagliato a rondelline fini, tenerne da parte alcune (rondelle di sedano) appena sono croccanti. Versare il passato di pomodoro, due pizzichi di sale, un cucchiaino scarso di zucchero e lasciar cuocere per dieci minuti. Aggiungere il succo di limone, la vodka, poche gocce di tabasco e far bollire per un minuto ancora.
Saltare la pasta con il sugo e decorare nel piatto con le rondelline di sedano croccanti.

il fotografo (e maite)

6 Commenti a “ziti al bloody mary (favole al telefono)”

  1. Valeria scrive:

    povero fotografo…ci eravamo QUASI cascati!:) geniale il nome (basta un poco di vodka, diceva MARY – Poppins…) :D
    non urlatelo troppo forte qst effetto favolesco delle biciclettate sull’etna o parte l’invasione degli aspiranti scribacchini su due ruote! :D

  2. salsadisapa scrive:

    potrebbe tranquillamente essere la pasta alla vodka del nuovo millennio :-)))

  3. emidiomansi scrive:

    La vera storia del sugo restera’ PER SEMPRE la favola. Non sono accettate da noi che leggiamo altre versioni!
    :-)))

  4. cesca scrive:

    Que bonita história y que rica receta!
    Un saludo

  5. fra scrive:

    un bella favola per spiegare la magia di come pochi ingredienti possano trasfmormarsi in un piatto così speciale!
    Un abbracccio a tutti e tre
    fra

  6. Acilia scrive:

    Questa è la favola dell’unione, dell’amicizia, dell’intesa :-)
    Siete adorabili.