sarde a beccafico

Ci sono strane primevolte e questa è proprio una di quelle. Perché le sarde a beccafico sono più palermitane che catanesi, perché a casa le hanno comunque sempre fatte le donne “grandi” (nonne, bisnonne, mamme e zie) e non noi “le bambine”, o più semplicemente perché capitato non era capitato mai.
Poi un giorno capita, ci si dice perché no e dunque ci si mette al lavoro. Strada facendo si scopre che danno soddisfazione (e non solo quella dell’emancipazione), perché sono buone, si fanno in un minuto (facciamo due va…) e sono così naturalmente cibo-da-dita (=fingerfood antelitteram) che ci si può giocare a fare geometrie e simmetrie, oltre che piramidi, trenini, collanine…

La ricetta

Ingredienti

mezzo chilo di sarde (non troppo grosse ma nemmeno troppo piccole)
100 g di pangrattato (circa)
2 cucchiai di pinoli
2 cucchiai di uvetta passolina
1 spicchio di aglio
succo di limone
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Pulire le sarde togliendo la lisca centrale e la testa e aprirle a libro (è il lavoro più grosso), quindi tenere da parte. Tostare il pangrattato in una padella con il fondo spesso mescolando con attenzione con un cucchiaio di legno finché non sarà dorata nella sfumatura “tonaca di monaco”, quindi togliere dalla padella (che altrimenti continua a tostare) e mescolare a poco olio, l’aglio tritato, i pinoli e l’uvetta fatta rinvenire in acqua tiepida. Quando il composto sarà omogeneo distribuirne un cucchiaino su ogni sarda (dal lato interno) e arrotolarla su se stessa. Disporre i rotolini di sarde in una teglia oliata alternando foglie di alloro e stringendole bene in modo che si sostengano tra loro e non si aprano in cottura. Spremere il succo del limone e unire sale, pepe e olio extravergine in modo da ottenere una marinata con cui bagnare le sarde, quindi infornare per circa 10-15 minuti in forno non troppo agressivo. Si mangiano benissimo anche fredde.

maite, marie e il fotografo

10 Commenti a “sarde a beccafico”

  1. gaia scrive:

    buongiorno calicanti al completo!
    Ecco, mi avete preceduto nella mia prima volta!
    Terro’ di conto anche la vostra versione, quando mi decidero’ a scongelare quei filetti di sardina che ho con tanta pazienza preparato… Un po’ meno pazienza di quella che mi ci è voluto per pulire gli agretti, ma comunque tanta pazienza lo stesso!
    ;-)

  2. lydia scrive:

    Oggi la blogsfera è un pullulare di sarde e alici!!
    Ammetto la mia grande ignoranza, non ho mai mangiato le sarde alla beccafico

  3. maite scrive:

    anticipo Marie e grido nella blogosfera: viva le sarde! e pure le alici!!

  4. Sottoscrivo: evviva sarde, alici &co! Non ho mai provato le sarde alla beccafico ma la ricetta me gusta assai e sembra alla mia portata. Appena trovo delle sarde “comprabili” la provo.
    E complimenti, bellissimo blog!
    un saluto
    simona

  5. kosenrufu mama scrive:

    buone buone buone!!!!!!!!!!!
    che voglia!!!

  6. Sara scrive:

    garantisco io, le sarde a beccafico sono splendide, e sicuramente lo saranno state pure queste :)

  7. [...] Per approfondire consulta articolo originale: sarde a beccafico | la cucina di calycanthus [...]

  8. chiara.u scrive:

    magnifico piatto le sarde a beccafico… credo che dovrò vincere la pigrizia e provare prima o poi! buon fine settimana!
    chiara

  9. Alessandro scrive:

    Semplice curiosità!! Ma mia nonna e mia mamma le hanno sempre fatte fritte e anche in maniera un pò diversa: imbottiscono 2 sarde chiaramente deliscate e aperte……premetto che siamo Catanesi, può essere questo:-)

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