miele di tarassaco

Sottotitolo di questo post: non lo faro mai più!
Il che certo non rende la faccenda invitante, ma occorre pure dire le cose come stanno: e cioè che sì, probabilmente è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita e che, certamente sì, il gusto è così particolare e profumato da valere la fatica,  per non dire dell’idea stessa di essere operose e creative come api, ma appunto operose è un termine da non sottovalutare.
I fiori di tarassaco quest’anno, viste le piogge e la primavera in ritardo hanno avuto vita lunga e così, quest’anno, non c’è stato verso di sottrarsi, perché l’idea veniva e poi tornava e alla fine si è fatta urgente: gelatina di fiori di tarassaco!
Ben due libri tra quelli degli scaffali ne proponevano ricette e dunque, incrociandoli tra loro, è partita la raccolta…  solo che le dosi di uno prevedevano 450 g di petali di fiori di tarassaco, le dosi dell’altro 800 g di fiori di tarassaco. Il paniere alla fine era, o sembrava, pieno a sufficienza ma a casa si è poi scoperto che per fare un grammo di petali ci vogliono due fiori di media grandezza… facciamo i conti….

e ci si scoraggia. Poi ci si arma di pazienza e si iniziano a sfogliare i fiori per ricavarne i petali consolandosi pensando che questo miele dicono faccia benissimo per la tosse. (E in più il fotografo l’ha messo nel gazpacho di zucchine, ma di nascosto, rimettendo poi tutto in ordine nella credenza che un cucchiaiono vale più dell’oro!)

La ricetta

incrocia come detto due versioni quella di Marianne Paquin e quella di Elisabetta Tiveron

200 g di petali di fiori di tarassaco
1 mela succosa con tutta la buccia
400 g di zucchero
1 limone

Lavare la mela e tagliarla in grossi pezzi, spremere il succo del limone e mettere tutto in una pentola con il fondo spesso, unire i petali di fiori e circa un litro di acqua. Lasciare andare a fuoco lento per un’ora, quindi filtrare attraverso un panno pulito, pesare il succo e unire una pari quantità di zucchero. Rimettere sul fuoco e far andare sempre lentamente per circa mezz’ora, quindi invasare.

maite

16 Commenti a “miele di tarassaco”

  1. enza scrive:

    fotografo, non si fa!!!
    d’altra parte dopo una fatica così niente sembra abbastanza meritevole da accoglierne un prezioso cucchiaino.
    insomma altri due motivi per non imbarcarsi in un’impresa così

  2. Luisa scrive:

    é semplicemente fantastico… anni che sogno di farla… dovrò convincere qualche amico ad andar per fiori questo fine settimana.

  3. terry scrive:

    Già un bel lavoraccio davvero… io l’ho fatto semplice semplice così
    http://crumpetsandco.wordpress.com/2010/04/26/miele-di-fiori-di-tarassaco/

  4. maite scrive:

    @terry: grazie la rendi una cosa possibile!
    @Luisa: c’è sempre qualche amico da convincere per andare a raccogliere fiori….
    @enza: meno male che tu mi capisci! PS sono a Roma, come sei messa ci vediamo?

  5. enza scrive:

    ricchi premi e cotillions questo we, se ne parla da lunedì in poi.
    :))

  6. agiu scrive:

    uh
    io ci ho messo un dito dentro per assaggiare, di nascosto ovviamente. è grave?

  7. Azabel scrive:

    No, decisamente, credo che non proverò mai… m’ha fatto fatica solo a leggerlo! ;)

  8. gaia scrive:

    ma dopo tutta la fatica di questo m’ama non m’ama quanto ‘miele’ siete riusciti a fare?
    complimenti per la pazienza!!

  9. maite scrive:

    @gaia: due vasetti Wek come quelli in foto e nemmeno troppo pieni…

  10. M scrive:

    a propostito di miele, Maite sai che nella Tenuta di SanRossore a Pisa si produce il miele di spiaggia?…davvero particolarissimo, da provare! Mirco

  11. Nicoletta scrive:

    Sto preparando una gelatina di fiori di robinia, ma è molto più semplice raccoglierli tutti su un bell’albero lontano dalle auto, in piena fioritura. Basta staccare i fiori, riempirne una pentolona, coprire con 1 l. d’acqua, portare e ebollizione, lasciare in infusione tutta la notte, filtrare premendo bene, unire 1/2 kg. di zucchero e 1 busta di pectina 2:1, far bollire 5′ e invasare.
    Il prossimo anno cercherò 200 fiori di tarassaco e proverò questa vostra delizia.

  12. maite scrive:

    @Nicoletta: l’anno prossimo ci si prova, ma sulla robinia ti abbiamo preso alla lettera comunque facendole fritte

  13. manuela scrive:

    io uso il miele di spiaggia da quando l’ho assaggiato la prima volta… abito a pisa e lessi che tony blair aveva degustato e apprezzato il miele di spiaggia nel parco di san rossore a due km da casa mia. allora ho indagato e scoperto che sapori mediterranei produce questo fantastico miele bio. ve lo consiglio, è unico!

  14. [...] piccoli fiori di pâte à quiche, ripieni di caprino fresco, miele e noci. Beh, il miele non era il miele di tarassaco, l’ultima sua spettacolare [...]

  15. anna scrive:

    e’ buonissimo fatelo!!!io raccolgo anche i boccioli di fiore e li cucino come da ricetta”capperi di tarassaco”. Evviva la natura!!!Un consiglio: raccogliete i fiori in montagna… incontaminata…tipo Alta Valtellina. Buon lavoro e buon appetito.