frittelle di fiori di acacia

Insistiamo con i fiori, ma questa volta a differenza che con il miele di tarassaco, l’unico serio problema è la reperibilità. Sì perché la fioritura delle acacie è breve, talvolta, in caso di primavere piovose (ehm, sigh!) persino brevissima e così quest’anno le abbiamo sorvegliate costantemente e per mezza Italia. Anche perché ci ha spiegato Stefano, un amico perugino esperto di istrici e di ogni storia di campagna, la fioritura delle acacie è fondamentale per le api che su quel primo nettare ci contano assai. Dunque in qusto caso pazienti (più che operose) come api abbiamo aspettato di cogliere l’attimo, poi, per metterle in pentola e sbaffarsele calde le frittelle di acacia, problemi non ce ne sono stati

NB proprio ieri, poi, Nicoletta suggeriva di farne una gelatina che promette d’essere parecchio profumata, ma mi sa che a meno di ri-spostarci nuovamente molto a nord di roma, se ne parla il prossimo anno…

La ricetta

fiori freschissimi d’acacia
1 uovo x
2 cucchiai di farina
un pizzico di sale
eventualmente un goccio di acqua o di latte
zucchero semolato per spolverare

La pastella che abbiamo usato è di quelle ipersemplificate, deve risultare vischiosa ma liquida. Ci abbiamo intinto i fiori a grappoli e di lì nell’olio di arachidi bollente. Carta assorbente per asciugare l’eccesso e poi zucchero semolato.

PS siccome i fiori non si lavano vanno scelti con cura e in posti il pù possibile al riparo da inquinanti di qualunque genere.
PPS esiste anche la versione salata, stesso procdimento ma sale al posto dello zucchero.

maite, marie e il fotografo

27 Commenti a “frittelle di fiori di acacia”

  1. la gaia celiaca scrive:

    bellissima l’idea di friggere i fiori di acacia (che sospetto essere robinia pseudo-acacia, probabilmente)

    ne vedo tantissimi in questi giorni quando vado al lavoro in macchina, ma dato che prendo la superstrada non credo sia il caso di friggere quelli :-(

  2. Valeria scrive:

    l’idea di friggere i fiori è meravigliosa, l’ho scoperta recentemente in un blog in cui c’erano le frittelle di glicine…peccato che il mio, causa nubifragi, è rimasto in fiore pochissimo. E di fiori d’acacia nemmeno l’ombra, immagino per lo stesso motivo. Quindi si, se ne riparla il prossimo anno, sigh, intanto mi riempio gli occhi di questi :D

  3. enza scrive:

    ma ragazzi e le frittelle di fiori di sambuco dove le mettiamo? adesso è il periodo perfetto e senza problemi di umidità che il sambuco ci sguazza sulle rive dei fossi.

  4. maite scrive:

    @enzina: eccole qui http://lacucinadicalycanthus.net/?p=1244 , ma quest’anno meditavo sullo sciroppo, così il fegato lo mettiamo a riposo per un po’….
    @valeria: mannaggia povero glicine
    @la gaia celiaca: sì sì credo proprio che sia la robinia pseudo acacia, ma in fatto di piante sono l’ultima della classe mi sa..

  5. cavoliamerenda scrive:

    desidero farle da tempo immemoraile ma so già che i fiori non li troverò mai… =)
    che sapore hanno queste croccanti frittelline?

  6. nina scrive:

    meraviglia, nina mangiafiori, il mio prossimo sogno.

  7. maite scrive:

    @cavoliamerenda: in effetti più che sapore (si sente soprattutto la granella di zucchero e la pastellina croccante) è il profumo che meraviglia un po’…

  8. agiu scrive:

    sono buonissime, io le ho provate, proprio quelle della foto eheh
    gnam!

  9. roberta cobrizo scrive:

    invidio la disinvoltura calicanta della frittura.
    un ronzio d’api (in attesa) nello stomaco… ;-))
    che voglia questi fiorfiori di frittelle!

  10. Luisa scrive:

    vi prego… fate una raccolta di ricette con i fiori…
    ma i boccioli di tulipano si potranno friggere?

  11. maite scrive:

    @agiu: sempre di mezzo tu…
    @roberta: disinvoltura non so bene, però è vero che come si dice in toscana, fritta è buona pure la scarpa
    @Luisa: ecco magari i tulipani anche no, sebbene nelle leggende familiari a casa mia si narra di un risotto con i bubli di tulipani scambiati per cipolle, insomma come dire soffritto di tulipani

  12. Carla scrive:

    Qui nelle Marche credo siamo al massimo della fioritura… ne vedo ovunque e sono profumatissime. Dovrò sbrigarmi se voglio provare questo fior fiore di frittelle : )

  13. Alex scrive:

    Morirò di avvelenamento da fiori di acacia inquinati, ma ho visto stamattina il post, scoperto la pianta sulla strada che porta al lavoro (ahimé trafficata) e ho fatto le frittelle. Di qualcosa si dovrà pur morire, ma almeno sarò morta avendo provato questa delizia.

  14. maite scrive:

    @Carla: potremmo fare una mappa delle fioriture in italia e non solo… visto che c’è chi si accinge a cucinare le sue in Germania…
    @Alex: però così ci fai preoccupare e rimordere le coscienze

  15. Alex scrive:

    Non mi accingo, l’ho già fatto :-) E voi non vi preoccupate, so’ tosta

  16. Marie scrive:

    @alex, non preoccuparti la frittura ammazza tutto, direi.. o meglio mi dice un topolino vicino a me.
    Allora ti sono piaciute queste frittelle?

  17. Marie scrive:

    @alex, viva le Toste :)

  18. lucia scrive:

    Li ho assaggiati anni fa fatti dalla mia mentore, mia suocera. E quest’anno volevo provarci anche io. Siamo pieni di alberi di acacia nei dintorni e il loro profumo inebriante ti stodisce. Ma questi temporali li hanno buttati tutti a terra. Sarà per l’anno prossimo, così ho tempo per pensare anche alla gelatina… Ciao, è sempre un piacere passare da voi!!

  19. fabrizia scrive:

    ciao
    mi permetto di darti un suggerimento, in famiglia facciomo queste frittelle da generazioni… mia madre ed ora io i fiorellini li mettiamo anche i frezeer, da usare nei mesi a venire, sono sicuramente più profumati appena raccolti.. però la fioritura dura così poco che è un peccato non approfittarne. l’anno passato con questi fiori ho anche fatto il liquore, buono:-) e la marmellata, pessima:-( ciao

  20. maite scrive:

    @fabrizia: wow! quando si dice “addicted”, è bellissima questa idea di congelare la fioritura ma la cosa mi porta a pensare che dovrei avere un congelatore molto più grande e soprattutto che dovrei essere molto più ordinata, invece ci infilo le cose dentro e poi puntualmente non mi ricordo assolutamente cosa siano quei pacchettini rigidi, la battuta è facile ma nel mio congel ci sono le ere glaciali stipate in disordine.
    PS molto curiosa della marmellata (pessima)

  21. fabrizia scrive:

    assolutamente d’accordo con il problema congelatore, mi dimentico cosa ci metto, da quanto tempo ecc. penso che l’essere più felice dei vari svuotamenti ciclici sia il pastore tedesco di mia sorella che trangugia tutto!
    i fiori tra l’altro occupano poco spazio perchè li pigi, pigi, pigi.
    (ho reso l’idea!) se vuoi farti male ti mando un vasetto di marmellata che non ho avuto ancora il coraggio di buttare, più che altro ho seguito alla lettera la ricetta trovata in internet ed è dolce da paura, pensavo sempre di metterne un cucchiaio in uno strudel ma alla fine non ho fatto l’esperimento.ciao

  22. [...] ed i Calycanti ne avevano parlato qui e qui , io da tempo avevo pianificato questa gita e devo dire che siamo arrivati proprio al limite, la [...]

  23. [...] insalate, condito con aglio scottato e aceto, e i fiori di acacia, con cui abbiamo sempre fatto le frittelle in estate, e che inevitabilmente mi ricordano l’infanzia e pranzi di Maggio in terrazzo. [...]

  24. zia Chià scrive:

    Spettacolari i fiori di acacia. li adoro!… io ho provato a farci una pazza ‘pizza’, il mio ultimo post sul mio blog se vi interessa, è veramente niente male :)

  25. Cristina scrive:

    E’ la prima volta che sento parlare di frittelle di fiori d’acacia… anzi… è la prima volta che penso ai fiori come a qualcosa da friggere. Mi avete sorpreso! Purtroppo sarà difficile riuscire a trovare a Roma delle acacie poco inquinate, rimarrò appesa alla curiosità di sapere che sapore hanno almeno fino a primavera prossima..
    Mi piace tantissimo la luce dell’ultima foto.
    Ciao Cri