i krapfen e il dirigibile

Per ricordarsi di questo dirigibile bisogna:
essere romani;
essere di una generazione… insomma non proprio dell’ultima;
essere usciti qualche sera con gli amici in direzione di Ostia;
non essere allergico a dolci e zucchero.

Chi colleziona tutti questi requisiti è probabile che già abbia assagiato i krapfen della pasticceria di Dino, proprio sulla piazza di Ostia, prma della Rotonda… qualche anno fa.
L’eredità di Dino è ora tutta nella memoria di Laura e Cristina, che rispolverano la ricetta (segretissima) dei krapfen ogni tot anni (l’evento era in attesa da parecchio tempo questa volta) a beneficio dei loro ghiotti invitati, che accorrono da ogni dove per addentare con bramosia succulenti e cremosi pezzi di memoria.

La ricetta

… segretissima (che vi credevate)

il fotografo

22 Commenti a “i krapfen e il dirigibile”

  1. jacopo scrive:

    ASSASSINO !!!!!
    Nooooo, senza il dirigibile non sarà mai lo stesso :-D
    Non conoscevo quello di Ostia ma essendo praticamente cresciuto (tutte le estati dal 68 all’82) a Nettuno posso dirti che lì c’era il “dirigibile”, proprio davanti lo stabilimento Le Sirene. Qualche anno fa si sono spostati nel borgo antico, proprio dietro la fontana della strada principale che poi, poco più avanti, diventa il lungomare: spero ci siano ancora, purtroppo manco da Nettuno da due o tre anni….

  2. maite scrive:

    oh ecco @Jacopo! perché non vieni al pic nic in bianco di domenica così tu e il fotografo chiacchierate di dirigibili, krapfen, Ostia e Nettuno? che noi “bambine” cresciute in altri lidi non abbiamo troppi appigli su questi ricordi. Però i krapfen di Laura e Cristina erano buonissimi e leggeri, posso dirlo questa volta con cognizione di causa che, tra una prova e l’altra per inquadrare bene il morso della foto, ne ho mangiati sei! ma c’è chi è arrivato a otto e pure oltre…

  3. enza scrive:

    6…mica pettinare bambole o spellare anguille vive. :D

  4. nina scrive:

    che bellissimo ritratto.. (evado per troppo ardore quei krapfen..)
    baci buona giornata!

  5. lucia scrive:

    Anche io ho un luogo legato ai krapfen, che per fortuna ancora sforna meraviglie… è la pasticceria Ugetti di Bardonecchia (val di susa, torino). Il rito della passeggiata in via medail si concludeva immancabilmente davanti in coda davanti a quel banco dove per un paio d’ore arrivavano senza interruzione krapfen proprio come quelli che vedo nelle vostre foto, caldi e bruni, spolverati di zucchero e ripieni di una buonissima marmellata di albicocche che, malandrina, spesso finiva su magliette o piumini (a seconda della stagione). Ora, per i meno puristi, i krapfen sono anche farciti di crema pasticcera, ma io rimango fedele a quelli alla marmellata! E, passagio di generazioni, anche i miei bimbi li amano! Ciao

  6. marie scrive:

    @enza, ti prego, non parliamo di anguille… :)

  7. ely cinescopio scrive:

    SIII il dirigibile a nettuno c’è ancora, vado poco a ostia ma questa volta andrò non per il mare ma per queste meraviglie di zucchero…:->

  8. Francesca scrive:

    complimenti al fotografo :-)

  9. Jacopo scrive:

    Maite, purtroppo l’avevo già detto: siamo in Umbria da venerdì per tutta la settimana prossima :-(
    Ma vi penserò intensamente… mentre divorerete bomboloni e altre delizie :-D
    E voglio pure fare una capatina a Nettuno, per confermare al “fotografo” che il dirigibile c’è ancora :-D
    Ciaooo

  10. laura e cristina scrive:

    Visto che ci avete stuzzicato, vi raccontiamo una bella storiella.
    C’era una volta la famiglia Mazzi, che dal 1935 aveva un bar pasticceria in Via Cola di Rienzo a Roma. Negli anni ’60 due dei fratelli, Dino e Gino, aprirono due pasticcerie di soli krapfen rispettivamente ad Ostia e Nettuno. Avevano ormai raggiunto il perfetto equilibrio degli ingredienti! Dino ci raccontava, di onde di pendolari del mare scandite dall’arrivo del trenino, annunciati dal vociare, ma soprattutto dal sonoro rumore di zoccoli di legno. Negli anni ’80, ormai stanchi di tanti anni trascorsi chini sul loro prezioso tavolo di marmo, decisero a malincuore di cedere le loro attività.
    Possiamo confermare che il dirigibile di Ostia è quello originale, ed è ancora lì. Altri due sono nelle stanze dei nostri bambini. Noi nostalgiche, sostenendo orgogliosamente che i krapfen non sono più quelli di una volta, organizziamo questi rari eventi per condividere con gli amici i profumi e sapori della nostra giovinezza.
    Cari Calycanthi, grazie davvero!
    Laura e Cristina

  11. MarinaV scrive:

    Anch’io, anch’io mi ricordo il dirigibile di Nettuno!
    Ci partivamo da Lavinio io e l’amica mia con l’autobus il pomeriggio (uno strazio, un forno umano) per andarci a mangiare un krapfen a Nettuno, per festeggiare tutte le volte che riuscivamo a perdere un etto sulla bilancia :)
    Era una delle tante follie (con il sottofondo di La notte no e Selling England by the pound) che ci aiutava a superare tre mesi di villeggiatura a Lavinio. Ho ancora il trauma, 30 anni (abbondanti) dopo…

  12. luca scrive:

    Ma… aho a me non me n’è toccato nemmeno uno!?

  13. ilfotografo scrive:

    @jacopo, sembra dunque che anche la fonte originale ci conferma nettuno.
    @luca, no, mi sa che non ce so rimasti, manco uno.
    e grazie a laura e cristina della bella storia

  14. comidademama scrive:

    ci sono post come questo che sono belli a partire dal titolo fino all’ultimo dei commenti
    belli, bellissimi!

  15. Chocolat scrive:

    Ci ho passato infanzia , adolescenza, ed ancora adesso quando posso una scappata e’ d’obbligo.I ricordi sono gli stessi,zoccoli di legno, file,il dirigibile ,il profumo.Vorrei tanto venire domenica, ma mi sa che non riesco.La location quale e’ ? Chocolat.

  16. maite scrive:

    @Chocolat: dai provaci! se scrivi nella mail del sito ti mandiamo la mappa.
    Baci

  17. jacopo scrive:

    LAURA e CRISTINA: non conoscevo la storia dei due fratelli, e sinceramente ignoravo fosse anche a Ostia. Ma il dirigibile (o siluro) di Ostia ci sono cresciuto :-D e vi ringrazio di questo bellissimo “recupero mentale” :-D
    ELY, grazie anche a te per la conferma: ci tornerò quanto prima :-D

  18. laPitta scrive:

    Anche io sono una cultrice dei Krapfen di Paglia a Ostia, prima ancora di quelli di Nettuno (ma ero troppo piccola per ricordarne il nome: mi ricordo solo che si partiva a piedi da Via Gramsci ad Anzio e il premio erano i krapfen di Nettuno!). A questo punto, essendo un’esperta chiedo un assaggio per verificare la validità della ricetta! :-)
    Peccato per il pic-nic bianco, io e mio marito l’abbiamo lisciato causa schiena incriccata.

  19. Massimo scrive:

    Io a nettuno ci abitavo (ormai tanti anni fa). Nel giretto in bicicletta ci infilavo sempre una sosta davanti a quel posto, sul lungomare, dove da una parete con un foro usciva il “dirigibile”. MISTERO!
    Arrivava sopra un contenitore alto e stretto e … “sganciava” il krapfen, che rimbralzava su delle lamelle che ne deviavano il percorso sino all’atterraggio. Seguivo quel percorso come un cane segue la ciotola del pasto che arriva. ACQUOLINA!
    Un giorno conosco Laura e cristina.
    - Nooo, non ci credooo! Quelle di Nettuno!?
    - No. Quelle di Ostia. Quello di Nettuno era zio.
    Nettuno, dirigibili, crema, Ostia, bambino goloso. Adulto, ancora goloso. Confuzione da eccesso di zucchero!

  20. Netter scrive:

    Scusate ma mi sapete dire di preciso dove si trova la pasticceria a Nettuno?Perchè ci sono stato e sono passato ma non l’ho più trovata.Grazie ancora e scusate l’intrusione!:D

  21. Paolo scrive:

    Hanno ragione Laura e Cristina. Negli anni a metà del 1950 in via cola di rienzo verso P.za Risorgimento, accanto al negozio lanificio meconi, esisteva il bar dei fr.lli Mazzi con il dirigibile che dal laboratorio trasportava i krapten al bancone e li immetteva in un contenitore di vetro con le alette ove si mischiava con lo zucchero, in via cola di rienzo esistevano altre attività commerciali, di cui ormai si è perduta la memoria, tali tra tanti altri, il confettificio Loreti,la farmacia Peretti con gli espositori in vetro di medicinali, di forme anatomiche, strumenti chirurgici, il bar Latour, Richard Ginori, il negozio di fiori ludovici, la sala Bigliardi Restaldi, Tra questi ultimi due vi era una discesa con un enorme cortile interno ove si trovava una fabbrica di biscotti e di dolci di proprietà della famiglia Sabba, una squisitezza!! Che magnifici tempi.

  22. waldemar scrive:

    io abitto a nettuno e quando ho sentito che i muzi hanno chiuso ho detto “che peccato” però ho sentito che forse tra poco Danilo Muzi riaprirà un negozio di kraffen chiamato ” il dirigibile Muzi” a Nettuno