pasta per gechi

L’ambiguità vale la pena scioglierla subito: non si tratta di dare da mangiare ai gechi anche se l’idea sarebbe di quelle folgoranti, perché, diciamocelo, sono così carini che la voglia verrebbe di farseli amici, di tenerseli in casa come animaletti domestici, e a pensarci conosco più di una persona che ha almeno provato a passare dall’intenzione ai fatti.
No, no qui si tratta di un problema molto più da femmina, come direbbe qualcuno, ovvero come riuscire finalmente a usare una (ma sono tante) di quelle formine da biscotti comprate in un raptus compulsivo di acquisti da cucina. E qui bisognerebbe aprirla una parentesi perché frequentando case di gente che cucina, spesso, spessissimo anzi, ci si è consolati difronte a collezioni pari e pure qualche volta superiori a quelle di casa nostra. Un po’ come quando da bambine ci si trovava per giocare alle bambole e si voleva mostrare all’amica del cuore tutti i vestitini, gli accessori, le scarpine… ecco, con gli attrezzi da cucina e in particolar modo con le formine la sensazione è un po’ quella. Persino Elena-comida, che pure ha girato mezzo mondo e conosce bene il peso di un trasloco con l’Oceano nel mezzo, ha una sua collezione di formine che ho tenuto tra le mani, rassicurandomi  un poco per quella che continuo a considerare una passione un tantino insana, ma almeno condivisa.


Dunque le formine, i taglia biscotti, figurativi, astratti, con tutte le forme geometriche di tutte le scale possibili, e un bestiario completo di animali favolosi, compresi quelli estinti o mitologici, per non parlare di fiori, farfalle, qualche strumento musicale. Ma poi all’atto, quando le formine si devono usare si finisce per avere in mano solo quelle due o tre, le più consuete, le più banali e il perché è presto detto: sono quelle che riescono. Sì, perché le formine a cavalluccio marino tutto inanellato, o a geco con le zampe palmate sono bellissime da vedere ma poi quando ti trovi a tagliare la pasta maledici tutti i dettagli e al terzo tentativo le metti da parte e torni sul cerchio, il triangolo, il cuore, arrivando al massimo al margheritone. Per non parlare del passaggio dal forno che può cancellare in 3 minuti la fatica di mantenere intatto il disegno e di trasportarlo integro dal piano di lavoro alla teglia.
Tutto questo lungo preambolo per dare un happy end a una frustrazione che posso immaginare condivisa: esistono impasti possibili anche per le formine che più amiamo, esistono paste per i gechi.
Alla mia sono arrivata per caso con i ritagli dell’impasto di una scaccia ragusana, pasta semplicissima e un po’ magica: farina di grano duro, acqua, sale, olio, vino bianco e limone. è elastica, malleabile, non lievita e, quasi dimenticavo, è pure buona.

La ricetta

Ingredienti

500 g di farina di semola di grano duro
1 bicchiere di acqua tiepida (circa)
3 cucchiai di vino bianco
mezzo limone
3 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di sale

Formare la fontana con la farina, unire il sale e con una mano cominciare ad amalgamare l’acqua tiepida versata con l’altra mano. Proseguire impastando e incorporando progressivamente il vino bianco e il succo di limone, la pasta deve essere lavorata a lungo finché non risulta molto morbida ed elastica. A quel punto stenderla e ricoprirla di olio extravergine di oliva, quindi ricominciare a impastare finché tutto l’olio non sarà perfettamente assorbito e incorporato. Stendere la pasta e ritagliare le forme desiderate.

maite

26 Commenti a “pasta per gechi”

  1. roberta cobrizo scrive:

    io ho avuto la brillantissima idea di comperarne pure una scatola (100 pezzi diversi) per fare i biscotti con i bambini. ;-)
    di alcuni non riesco neppure ad interpretarne la forma! ;-DDD

  2. Virginia scrive:

    Pensa che qualche giorno fa, nello sfoggiare uno dei mille nuovi servizietti da caffè ricevuti per il matrimonio ho detto con la mia amica: “non ho mai giocato ‘a signore’ da piccola, vuoi che non possa permettermi di iniare a 27 anni”?
    Credo che la dinamica sia proprio la stessa.
    E comunuqe viva gli impasti che non si deformano!

  3. Reb scrive:

    Wiwa- sì sì, con le doppie w, i gechi siempre! E le formine…chè anche noi finiamo con l’assumere, nel tempo, forme impensate eppure così vivide! Li immagino già, in un pic nic notturno, rimanersene lì ciondoloni dalle persiane in attesa d’esser gustati, appena illuminati da una danza di lucciole.

  4. lydia scrive:

    Accidenti, lo stampino a geco mi manca e mi piace da morire.
    Chissà cosa succede ad aggiungere dello zucchero

  5. maite scrive:

    @roberta: 100 in un colpo solo in effetti è compulsivo…
    @virgi: che mi inviti a prendere il tè? mi metto il cappello e la collana di perle, giuro.
    @reb: mi sa che mi dai delle idea per una cosetta che avevo in mente, vediamo se ci scappa il tempo di farla…
    @lydia: in effetti è carino, io lo “esibisco” addirittura sul ripiano della cucina accanto alla bilancia. Con lo zucchero non ho osato provare, ma la prima volta che riusciremo finalmente a incrociarci te lo regalo per sfornare gechi dolci.

  6. roberta cobrizo scrive:

    beh, ora se li gestisce lui con das e pasta di sale… me li ha chiesti lui: io non ne voglio sapere! :-DDD

  7. Azabel scrive:

    Questa temo diventerà pasta per gattini e… per la morte! Ebbene si, ho una formina a forma di oscura signora, ovviamente con tanto di falce e relativo manico. Mi fosse mai venuto un biscotto completo, mannaggia!

  8. graziella scrive:

    Ho appena comprato in un banchetto del mercato “a fera o luni”tra le bancarelle dei vestiti dei nuovi stampini per mini budini; come vedi l’acquisto compulsivo è condiviso, comunque mi giustifico pensando che possano servire ai calycanti!!Ho notizie sul panificio domani sarò più precisa.Arrivederci.

  9. Glu.fri scrive:

    Ah non sono l’unica…ho in casa una scatola con 150 stampini.
    Ma non l’ho traslocata da questo lato dell’atlantico, rischiavo il divorzio (ho lottato anche per uno indispensabile sparginutella, ma li’ avevo anche appoggi esterni, ossia mia figlia, ed e’ stato facile date le dimensioni minime), ma io lo sapevo che facevo male, adesso come faccio senza il geco…

  10. [...] la cucina di calycanthus: pasta per gechi Ti piace? [...]

  11. comidademama scrive:

    Ebbene sì, pure io ho i miei gechi nell’armadio.
    Le forme da biscotto sono bellissime, a volte è difficile resistervi.

    Proverò di certo questa pasta, immagino sia buonissima.
    Vi aspetto, calycanti, appena approdate qui sui monti.

  12. luca scrive:

    Basta che non li veda Martino…

  13. marie scrive:

    @luca, baci al piccolo martino

  14. UnaZebrApois scrive:

    ahhh se hai ragione!!!Questa ricetta però mi ha fatto venir voglia di tirar fuori le mie formine assurde e di “provarla” (tanto so che vado sul sicuro ;P )

  15. comidademama scrive:

    Quali sono le vostre forme da biscotto più strambe e/o arzigogolate?

  16. aurore scrive:

    Bella ricetta,in onore dei miei primi 100 sostenitori ho creato la mia prima raccolta: La Cuisine en Rose …. http://biscottirosaetralala.blogspot.com

  17. agata scrive:

    Questa ricetta la vorrei tanto provare anche perchè i gechi sono degli animaletti che amo molto. Il guaio è che non possiedo nemmeno una formina…che strazio!
    Comunque complimenti per il vostro blog, è stata una scoperta incredibile!

  18. MMM scrive:

    fantastica!! troppo divertente..
    se ti va passa a trovarci su
    http://www.modemuffins.blogspot.com

  19. lydia scrive:

    Maite, grazie ;-))

  20. comidademama scrive:

    Ma poi, la ricetta della scaccia ragusana ce la raccontate, vero?

  21. maite scrive:

    speriamo di sì comida! a proposito da mercoledì puntiamo sul nord, dimmi che c’è fresco ti prego…

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  23. comidademama scrive:

    c’è fresco, c’è fresco, ma solo da oggi

  24. Silvia scrive:

    @ Azabel: ti prego, la formina della morte la voglio anch’io! è geniale :)

    @ Calycanti: grazie mille! Ora finalmente prenderanno forma note musicali, cavallucci a dondolo, omini, e persino forse la stramaledetta (ops… si può dire?) casetta del Mulino Bianco! :D

  25. miciapallina scrive:

    Che bello!
    Anche la mia collezione di formine sta iniziando a sussultare di gioia!
    Ho giusto appunto un gatto che non ne voleva sapere di essere addomesticato… adesso riuscirò finalmente a sgranocchiare la sua coda!
    E bello essere qui da voi… intimidita, ma alfine spunto anche io!
    nasinasi dolcissimi

  26. maite scrive:

    ciao @miciapallina! intimidita davvero no… che ragione c’è? piuttosto vero amore di gatti il tuo, per le formine e non solo a quanto ho visto…