il primo dado

… non si scorda mai. Scherzi a parte, confezionare questa polverina è stata una soddisfazione prossima alla magia, perché sì certo il dado glutamannato non lo si usa più, e sì, ci sono in commercio buoni granulari biologici e quant’altro, ma vuoi mettere farlo da soli? E qui non si tratta semplicemente del piacere dell’autarchia (che pure ha tutto un suo fascino: lo yogurt fatto in casa, il pane fatto in casa, il gelato fatto in casa, ecc. ecc.), ma della magia vera e propria dell’attraversare tutti i passaggi. Scegliere le verdure, lavarle, asciugarle, tagliarle a pezzetti, farle essiccare (!) e quindi triturarle, che a descriverlo sembra una fatica, ma a farlo è stato decisamente più un gioco.

..ahimè serve però l’essiccatore, oggetto del desiderio lungamente agognato con il senso di colpa e di ritegno del non ingolfare la casa (e la cucina soprattutto) dell’ennesima caccavella. Poi per fortuna ci sono le amiche, per fortuna c’è Marie, che ha intercettato il desiderio è rotto gli indugi: per se stessa non lo avrebbe mai fatto, ma a me serviva assolutamente! Inutile dire che il primo dado è per lei.


La ricetta

Ingredienti
2 carote
2 porri
2 zucchine
2 fette di zucca
2 pomodori
1/2 peperone piccolo
3 coste di sedano con le foglie
2 pomodori
4 foglie di cavolo rapa
1/2 finocchio
1 spicchio di aglio
2 scalogni
8 foglie di bieta

Lavare le verdure, ridurle in pezzi regolari e piuttosto piccoli e asciugarle bene. Mettere nell’essiccatore fino a che non risulteranno del tutto disidratate (ci vorranno circa 6-8 ore per tutte le verdure tranne che per il pomodoro che avrà bisogno di più tempo). Una volta secche farle ben raffreddare quindi pesarle, e frullarle finissimamente con la stesso peso di sale.

maite

28 Commenti a “il primo dado”

  1. Alex scrive:

    L’essiccatore no, non posso comprare anche l’essiccatore :-) Però ditemi come si fa quella scatolina piccina picciò

  2. Lievito e spine scrive:

    Mi piace molto questa versione essiccata del dado! Io faccio sempre quello cotto. E poi l’essiccatore!!! Che invidia!!
    un bacio
    eva

  3. Micaela scrive:

    ecco … essicca oggi, essicca domani … peccato che in questi essiccatori non ci si possano mettere certe linguacce che so solo io … o no? si può? scherzi a parte … sento il profumo di questo dado in polvere e la “dado-scatola”, quasi come una “bat-mobile”, con quella cappottina che si arrotola, è fantastica!!!!!!!!
    baciamooooo leeee maniiii ai calycanthi in segno di rispetto!!!

  4. Milena scrive:

    Scusatemi se oggi non commento la ricetta (per altro degna di nota): sono affascinata dalla scatolina!
    Tempo fa Elena-Comida lasciò un link simile, ma non avevano il “coperchietto”. E’lo stesso procedimento o ricordo male?

  5. nina scrive:

    il coperchio simil latta arrotolato è la chicca del dado che è stato tratto. essiccato.
    bravi!
    baci
    ninè

  6. Nepitella scrive:

    Ecco adesso voglio anche l’essicatore, ma si può?
    Complimenti la prima foto è bellissima!!!

  7. daniela scrive:

    Anni, anni, anni che lo voglio fare il dado in casa. E la scatolina origami una sciccheria imprescindibile.
    L’essiccatore non potrebbe essere sostituito dal vento del forno?? dimmi di sì, che mi sistemi la giornata!!

  8. ciciuzza scrive:

    bellissimo il vs. dado. Avevo visto l’essiccatore su cookaround e… ne ho già ordinato uno! :) non vedo l’ora di emularvi. foto eccezionali, come al solito.

  9. Reb scrive:

    Alea confezionata est! Evviva. Nell’attesa dell’essiccatore- che è ancora nei sogni moooolto in là a venire- posso avere una miliardata di scatoline origamiche????

  10. Glu.fri scrive:

    E adesso l’essiccattore lo voglio…il problema e´il solito trasportarlo tra una sponda e l’altra dell’atlantico…

  11. maite scrive:

    @Alex: giusto per la cronaca ho passato un anno (dalla prima volta che l’ho visto in un negozio sotto casa) ha recitarmi questa litania come un mantra, è che nella vita mai dire mai (per fortuna a volte…). per la scatolina è opera del fotografo che si è scaricato un tutorial da internet e ci ha pure soffiato dentro per farlo aprire, io però ho suggerito l’apertura arricciata del coperchio (ad ognuno i suoi meriti).
    @eva: ma quello cotto, che mi interessa parecchio, lo tieni in frigo? e per quanto?
    @micaela: come direbbe marie: viva il bat-dado! (PS la tua lettura, anzi la tua visione, è geniale. Ho riso 10 minuti)
    @Milena: appena becco il fotografo gli faccio linkare il tutorial che ha usato, cmq il coperchietto è semplicemente ritagliato e poi arricciato su una matitina Ikea
    @nina: baci a te!
    @nepitella: si può, si può…
    @Virgi: eh..
    @daniela: credo proprio di sì, solo un po’ di pazienza in più
    @ciciuzza: facci sapere come ti trovi
    @reb: come sopra, aspetto di mettere le mani sul fotografo
    @Glu.fri: vabbè, ingombrante un pochino lo è, però in compenso pesa poco

  12. Virginia scrive:

    Non si fa così però!

  13. Azabel scrive:

    Mi sa che aspetterò l’accensione dei termosifoni, se entra l’essiccatore esco io ;)
    Bella però questa versione, pure io lo faccio sempre cotto… quanto dura non so, finisce sempre troppo presto anche se questa volta ne ho preparato per un reggimento proprio per testarlo. Comunque data la quantià di sale credo mooolto a lungo…

  14. [...] la cucina di calycanthus: il primo dado Ti piace? [...]

  15. manuela scrive:

    bellissima questa ricetta..io sono alle prime armi, ma quanto dura il dado fatto così? e poi, il contenitore migliore?plastica, alluminio, vetro?..grazie

  16. la gaia celiaca scrive:

    bellissimo questo dado!
    l’anno scorso ho fatto quello cotto, ma questo secondo me sarebbe più buono.
    penso che però non avendo l’essiccattore non si possa fare nulla, vero?

  17. maite scrive:

    @manuela: ancora non lo so quanto dura, ma non credo che il vero problema sia il deperimento quanto la perdita degli aromi. Per la conservazione escluderei la plastica che è troppo porosa (e pure la carta dell’origami!) e mi concentrerei sul vetro.
    @gaia: credo che si possa fare in forno ventilato al minimo, ma non ho dati esperenziali diretti

  18. Salvato! Ho anche io da poco l’essiccatore e credo proprio che mi divertirò a fare anche questo.
    Ringrazio unazebrapois che mi ha segnalato questo post e piacere di aver conosciuto il tuo blog.
    Se ti interessa ho un paio di voci sotto il tag “essiccatore”.
    A presto! :)

  19. [...] e prelibatezze* è ridotto allo stremo, frigo vuoto e riserve esaurite deve ricorrere al famoso brodo liofilizzato per avere una tazza di liquido caldo. Perfino il vestito nuovo, con tanta sollecitudine annunciato, [...]

  20. [...] e prelibatezze* è ridotto allo stremo, frigo vuoto e riserve esaurite deve ricorrere al famoso brodo liofilizzato per avere una tazza di liquido caldo. Perfino il vestito nuovo, con tanta sollecitudine annunciato, [...]

  21. [...] rumoroso e continuato. Ma è pur vero che ci si abitua e poi vuoi mettere la soddisfazione? Dopo il dado, i lamponi e le meringhe, i funghi, i porri e l’erba cipollina è venuto il momento dei fiori [...]

  22. [...] rumoroso e continuato. Ma è pur vero che ci si abitua e poi vuoi mettere la soddisfazione? Dopo il dado, i lamponi e le meringhe, i funghi, i porri e l’erba cipollina è venuto il momento dei fiori [...]

  23. stefania scrive:

    no
    no
    no
    l’essicatore non esiste
    l’essicatore è un’invenzione della mente
    non comprerò un essicatore
    non mi serve
    non ho posto
    il papa non vuole
    finirò all’inferno

    cattivi ;)
    bellissima idea e bella la foto :)

    un grosso abbraccio a voi tentatori :)

  24. K scrive:

    Eccomi… ci sono cascata anch’io nel girone…
    Babbo Natale mi ha portato un essicatore semi-professionale… ;-)
    Tutta colpa del vostro dado… :-)))

    • maite scrive:

      benevenuta K! qui siamo stati dotati di macchinetta per la pasta, si chiama Titania è tutta di un pezzo e si è messa a chiacchierare con l’essciccatore, chissà che ne salta fuori…

  25. [...] l’essiccatore (sì, sì proprio quell’asciutto oggetto del desiderio con cui abbiamo fatto dadi a profusione) che saremo tentati pure di voler cavare sangue da una rapa. Scherzi a parte [...]