sale alla calendula

Che la faccenda dell’essiccatore non fosse chiusa, ma che al contrario fosse una storia di quelle destinate a durare era nell’aria secca e ventolata che si respira in casa da quando lui è arrivato.
L’unica difficoltà è che richiede tempo e un po’ di pazienza, perché quasi tutte le materie che mangiamo sono zuppe d’acqua e perché lui, l’essiccatore, ci mette ore a toglierla producendo nel frattempo un respiro rumoroso e continuato. Ma è pur vero che ci si abitua e poi vuoi mettere la soddisfazione?
Dopo il dado, i lamponi e le meringhe, i funghi, i porri e l’erba cipollina è venuto il momento dei fiori e soprattutto dell’alchimia dei sali. Barbara, qualche settimana fa mi aveva portato dei fiori di calendula raccolti nel bosco assieme a una nidiata di finferli. Il bouquet era arancione e profumato ed è durato parecchio. Poi, quando è stato chiaro che non avrebbe avuto molto altro futuro davanti, dal vaso è finito nell’essiccatore e di lì di corsa in un barattolino in vetro per sigillarne il profumo. L’idea di farne sale è venuta poi, e quasi per caso, maneggiando il sedano rapa: ad aroma infatti sono forti tutti e due e c’è qualcosa che li accomuna pur distinguendoli, che sia l’odore dell’autunno?

La ricetta (dosi molto ad occhio)

Ingredienti
un bouquet di fiori di calendula
mezzo sedano rapa
sale fino

Separare le corolle dei fiori dallo stelo e seccarle con l’essiccatore o in alternativa nel forno a bassa temperatura con lo sportello socchiuso. Sbucciare il sedano rapa, affettalo sottilmente e seccarlo allo stesso modo.
Una volta secchi, separare i petali dei fiori, raccoglierli in una ciotola assieme al sedano rapa (perfettamente disidratato) pesare il tutto e aggiungere una pari quantità di sale. Mettere tutto nel frullatore e polverizzare. Conservare subito in piccoli barattoli di vetro per non perdere nulla del profumo.

maite

30 Commenti a “sale alla calendula”

  1. sara b scrive:

    veramente bello il nuovo abitino, molto sciccc ma anche funzionale :-)
    già, la calendula, questo fiore ingiustamente sottovalutato! credo di non averne mai trovate nei boschi ma ora mi avete messo la pulce nell’orecchio… l’assonanza col sedano rapa è una genialata :)

  2. daniela scrive:

    Bentornate!
    Questa è una vera meraviglia. E so quello che dico.

  3. Micaela scrive:

    questo lo provo …. non so come e soprattutto quando, ma certissima sono che lo provo!!!!!!!
    foto sempre meravigliose

  4. maite scrive:

    mannaggia! che brutto è stato l’oscuramento…

  5. alexandra scrive:

    Ho visto l’essicatore nella tua cucina!!! è da un pó che ci faccio la corte…mmm…troppo duttile, troppo utile!!!

  6. nina scrive:

    che poesia, sempre

  7. lydia scrive:

    E basta con quest’essiccatore, anche se devo ringraziarlo…

  8. zucchero d'uva scrive:

    Bello il nuovo aspetto!

    Mi avete fatto venire voglia di comprare l’essiccatore!

  9. sara scrive:

    è da un pò che vi seguo e vorrei farvi proprio i complimenti…non solo per le ricette, ma anche per le vostre recensioni! devo proprio provare l’agriturismo al Gallo di Barbara…sono anche qui vicina

  10. stefano scrive:

    ancora non mi sono abituato del tutto, ma ammetto che mi piace. Bravi.

  11. Rossella scrive:

    Idea fantastica. Lo voglio. Siete sempre inimitabili.

  12. Reb scrive:

    Eccoli, eccoli, li abbiamo ritrovati alla fine dell’arcobaleno :)
    mumble…questa cosa del rumore mi fa quasi- dico quasi- desistere dal pensiero dell’essiccatore. Ma questo sale…dovessi svenire, voglio esserci ripresa!!

  13. maite scrive:

    l’essiccatore a questo punto è una condizione dell’anima, rumore compreso…
    e scherzi a parte lo rifarei domani, cioè lo ri-comprerei domani, anche se a dire la verità lo devo a marie che è l’unica che roesce veramente a viziarmi.

  14. marie scrive:

    Ma cosa dite, se lo prendo anche io l’essiccatore, Luca mi fa salatare dalla finestra? diciamo che la nostra cucina è un po’ intasata dalle mie cose :)
    @maite, sono felice di viziarti. bacio

  15. MissWubi scrive:

    Detto e fatto.
    Ho preso lo stinco e ce l’ho rollato sopra ….. profumo di nonna.
    Grazie grazie del regalino

  16. MissWubi scrive:

    Ehmmmmmmmm
    Ovviamente non ho rollato nel sale alla calendula lo stinco di nonna, ma quello di un maiale (sconosciuto, non mi è parente a me!!!!!) …

  17. MissWubi scrive:

    Infine:
    un desiderio recondito di porre una domanda tecnico-pratica: ma si può essiccare tutto? ad esempio anche la bottarga e il tartufo e magari anche i fegatini? ho pensato (e scritto) un’eresia? all’uopo, perché non ci deliziate con un PDF, e magari anche un bel libro, tutto dedicato agli essiccamenti possibili e impossibili?

  18. [...] questo articolo | Leggi tutto: sale alla calendula Scritto da la mia dolce cucina in Gastronomia [...]

  19. Alex scrive:

    Salve, non c’entra nulla con il sale alla calendula ma con i prodotti bio sì. Se passate in Svezia, a Stoccolma, non mancate di fare un salto qui: http://www.rosendalstradgard.se/section.php?id=0000000051
    Il caffè è stupendo e si mangia benissimo, tra le piante della serra e decorazioni natalizie. Così, se volete sapere qualcosa sulla cucina svedese.
    Mi complimento con il blog, davvero ottimo. Bravi!

  20. marie scrive:

    @reb, non dire così che mi emoziono e maite lo sa :)
    siete troppo… baci
    @alex, a stoccolma, magari e se un giorno ci andiamo sicuramente andremo lì e grazie per il blog. :)
    intanto qui a roma, cerco di sfuggire alla partita tra lazio e roma… mah…ehm…

  21. Symposion scrive:

    bello il restyling del sito, complimenti!
    anche questo sale è interessante :)

  22. la gaia celiaca scrive:

    Ciao trio, sono qui per parlarvi di un’iniziativa non solo golosa.

    Mi scuso per l’effetto “spam”, ma il tempo è poco.

    Per farla breve, io ed altre blogger, esasperate dalle continue esternazioni sessiste e omofobe di Chi-Sai-Tu, abbiamo deciso di fare qualcosa. Il qualcosa sarebbe un contest-lampo (mercoledì) “Metti un finocchio a cena… – Buon appetito Mr.B! – Blogger contro l’omofobia”
    Trovi tutte le info qui e
    qui!

    scusatemi ancora per l’intrusione

    • maite scrive:

      gaia, ma figurati e con piacere cercheremo di partecipare, solo una domanda vale anche il minestrone? no perché in effetti le categorie sono sempre un po’ antipatiche perché facilmente diventano recinti…

  23. la gaia celiaca scrive:

    ci va bene anche il minestrone, l’idea dei finocchi l’abbiamo “copiata” da una manifestazione che ha organizzato sabato scorso l’Arcigay Firenze, che si chiamava appunto “Porta un finocchio a Silvio”
    ci era parso spiritoso e ironico, ed essendo noi cucinieri…

    ma il minestrone va benissimo, non vogliamo recintare nessuno, anzi, il contrario assoluto!

    e grazie dell’intenzione di partecipare, so che il tempo è strettissimo!

  24. [...] “Per prima cosa sbollenta due grossi cuori di sedano e mettili da parte. Poi diluisci 250 g di farina di riso (decisamente troppo!) in mezzo litro di latte freddo. In una pentola porta alle soglie dell’ebollizione mezzo litro di brodo di pollo. Aiutandoti con una frusta versa la farina di riso diluita nel brodo senza far grumi. Aggiungici i due cuori di sedano e due spicchi di aglio e fai cuocere il tutto per almeno un’ora e mezza a fuoco dolce. passa il contenuto della pentola alla stamigna (cioè frulla). Rimettilo sul fuoco. Aggiungici n bicchiere di panna liquida fresca, un pizzico di noce moscata, uno di pepe e regola di sale. Al momento di servire questa crema in una zuppiera riscaldata, spolverala con un paio di cucchiai di gruviera (noi abbiamo omesso sia il gruviera che la noce moscata e sostituito con sale al sedano rapa e calendula). [...]

  25. [...] “Per prima cosa sbollenta due grossi cuori di sedano e mettili da parte. Poi diluisci 250 g di farina di riso (decisamente troppo!) in mezzo litro di latte freddo. In una pentola porta alle soglie dell’ebollizione mezzo litro di brodo di pollo. Aiutandoti con una frusta versa la farina di riso diluita nel brodo senza far grumi. Aggiungici i due cuori di sedano e due spicchi di aglio e fai cuocere il tutto per almeno un’ora e mezza a fuoco dolce. passa il contenuto della pentola alla stamigna (cioè frulla). Rimettilo sul fuoco. Aggiungici n bicchiere di panna liquida fresca, un pizzico di noce moscata, uno di pepe e regola di sale. Al momento di servire questa crema in una zuppiera riscaldata, spolverala con un paio di cucchiai di gruviera (noi abbiamo omesso sia il gruviera che la noce moscata e sostituito con sale al sedano rapa e calendula). [...]