passata di pomodoro

Prima che sia tardi, prima che i pomodori diventino “falsi” di serra olandese, conviene organizzarsi, cimentarsi, mettercisi!
La faccenda del resto non è complicata come potrebbe sembrare, né roba da autarchiche nonne del sud (o del nord che sia), ma al contrario è un lavoro facile e persino piacevole, anche se naturalmente tutto dipende dalle proporzioni: se si intende preparare barattoli per tutto l’inverno per sè e magari pure per regalarli agli amici a Natale, un po’ di coraggio o di incoscienza vanno messi in conto.
Ma che siano grandi o piccole quantità è un “gioco” che val la pena di giocare, magari coinvolgendo i bambini, come si faceva a casa di nonna Pina (la nonna siciliana di maite) sul finire dell’estate, quando per un’intera giornata tutti ma proprio tutti avevano il loro ruolo nella preparazione delle buttigghie

La nostra passata è stata preparata con pomodori san marzano maturi e sani. Li abbiamo tagliati in grossi pezzi e messi a cuocere in una pentola fino a quando non si sono sfatti, a quel punto li abbiamo messi in uno scolapasta largo perché perdessero l’acqua in eccesso quindi li abbiamo passati al setaccio stretto (il passaverdura con il disco dai buchini più sottili, NB l’operazione viene meglio quando il composto è ancora tiepido).
La passata è stata versata in barattoli di vetro pulitissimi, in ogni barattolo abbiamo aggiunto un pizzico di sale e un rametto di basilico (l’ideale sarebbe quello riccio).
Una volta chiusi con i coperchi ermetici abbiamo avvolto i barattoli in strofinacci e li abbiamo messi in una grossa pentola, coperti di acqua fredda (almeno un centimetro e mezzo sopra il tappo), è importante far bollire l’acqua con i barattoli una quindicina di minuti, quindi lasciar raffreddare i barattoli senza toglierli dall’acqua (per esempio tutta la notte).
Nel momento di riporli in luogo fresco e asciutto controllare  che il tappo del barattolo sia piegato all’ingiù nel centro.

maite, marie

8 Commenti a “passata di pomodoro”

  1. Sere scrive:

    La passata, che bontà e soddisfazione….Soprattutto in pieno inverno, quando vien voglia di una semplice pastasciutta o di una golosa pizza!
    Foto… strepitose, come sempre del resto!
    Un abbraccio..

  2. barbaraT scrive:

    adoro la conserva di pomodoro, mia nonna la faceva mettendoci dentro anche tutti gli odori (sedano, carota, cipolla e tanto basilico), faceva cuocere il tutto e poi passava al “moulin a légumes” e rimetteva la salsa nel pentolone sul fuoco a sobbollire piano piano fino a che non si era ristretta di circa un terzo. ci voleva quasi tutta una giornata per prepararla, poi stessa procedura per i barattoli. ma che gioia quando in pieno gennaio si aprivano quei barattoli pieni d’estate, quel profumo ti riportava immediatamente ai lunghi mesi spensierati trascorsi sulla costa insieme a lei, quel sugo denso e saporito da mangiare anche con le dita!

  3. Maite scrive:

    sembra proprio che la conserva di pomodoro abbia la capacità di conservare anche i ricordi… dell’estate, delle nonne, di tempi lunghi…
    la salsa della nonna di Barbara, poi, mi ha ricordato una cosa che si faceva anche a casa mia con il vago nome di “ragù vegetale”, quanto prima (magari quando torno a Firenze) mi ci metto!
    grazie Sere, grazie Barbara

  4. marie scrive:

    sarà la nostalgia dell’estate che sta finendo, sarà la voglia di ritrovarsi in campagna davanti ad un camino, sarà la voglia di stare tutti insieme a preparare le conserve per l’inverno, sarà…buona giornata

  5. ilfotografo scrive:

    e vabbè, allora, visto che tutti si ricordano, anch’io mi ricordo che la facevo con mia zia, in campagna, ma con una macchinetta che sembrava un tritacarne. Gli scarti, poi, si ripassavano tre volte, perché ce la faceva passare che vicino alla buccia c’è il più buono.

  6. afrodita scrive:

    In questa giornata piovosa questo post mi porta indietro di diversi anni quando la preparazione della “salsa” e delle famose “buttigghie” era un rito che coinvolgeva diversi parenti anche perchè le quantità di pomodori erano industriali!
    Quando ero molto piccola questa giornata segnava un pò la fine dell’estate, noi bambini giocavamo tutto il giorno e magiavamo i pomodori a morsi, conditi solo con il sale… poi crescendo anch’io ho avuto il mio ruolo: lavavo i pomodori e li tagliavo in quattro… torturando mio padre perchè volevo occuparmi anche dell’imbottigliamento…
    che ricordi… grazie

  7. susanna scrive:

    i miei ricordi si sono fatti più vivi negli ultimi anni da quando, con vari e validi aiuti, ho iniziato ad occuparmi della “passata”di famiglia: morale quest’anno buona annata ne sono usciti una 70ina di bottiglie! Dovremo farcela a passare l’inverno…
    Noi i pomodori li tagliamo a metà, spremiamo l’acqua e i semi in eccesso (con le mani), cipolla a pezzi grossi e poco olio. Quando si dividono le bucce dalla polpa si passa ed eventualmente si aggiusta la densità rimettendo il tutto sul fuoco con aggiunta di basilico fresco. Dimenticavo fondamentale la scelta del pomodoro!!!

  8. agiu scrive:

    …mmmm ma che bei pomodori… *rido*