zuppa in carrozza

Ci sono volte che ritornare è difficile. Pesano le valigie, il tempo è grigio, il treno lungo e tu dimentichi sempre qualcosa, in genere di molto amato, lì da dove vieni. Questa volta tornando da Barcellona ho perso, dimenticato, insomma lasciato lì un berrettino di lana rosa, regalo molti anni fa di Marie, che riteneva a ragione fossi l’unica persona tanto cocciuta da poterlo indossare. Mi è scivolato, credo, in un trasbordo di mani e di borse, probabilmente tra Gracia e il Raval in quell’unico giorno di freddo, ma avrei preferito immaginare che fosse volato via in un colpo di vento, leggero e poetico come un palloncino sopra e non sotto la città. Pazienza, bisognerà rimanere ancorati alla terra e fantasticare da lì di zucche carrozze, di topolini bianchi con piccoli guanti da prima comunione, di gatos borrachos, di tavolini a tre gambe e di una borsa fantastica senza mai fondo con cui portare sempre tutto con sè senza perdere nessuna briciola mai, nemmeno una miga..

La ricetta

Servono una zucca grande e integra, pane nero, due bicchieri circa di panna e un bicchiere circa di latte, formaggio fondente e puzzone (gruviera, ma anche puzzone di moena, cantal, ecc.), sale e pepe.
Si procede in primo luogo a incidere la calotta (è l’operazione più difficile), sollevato il “tappo” si scava la zucca per eliminare i semi e i filamenti senza intaccare la polpa, quindi si sala e si pepa l’interno, si dispone il pane a fette e il formaggio grattugiato a strati bagnando man mano con la panna e il latte e salando e pepando. Si rimette la calotta, si copre con carta alluminio e si inforna in forno già caldo a 180 °C per circa 3 ore (dipende dalla dimensione della zucca). Si serve in tavola con tutta la zuppiera e si scava con un cucchiaio grande o con un mestolo per incidere bene anche la polpa della zucca.

maite

17 Commenti a “zuppa in carrozza”

  1. betta scrive:

    beh… io giuro che se me ne preparate una e me la fate mangiare, troverò magnifici cappellini rosa per tutte e due…
    :)

  2. enza scrive:

    a scavare la barucca che ho in casa la vedo dura semmai la inforno prima per renderla più arrendevole.
    per il resto….speriamo non la veda la mia marta lei è cenerentola chissà che effetto potrebbe farle.
    io e te abbiamo anche un cappello in comune, avevamo, avremo, chissà la cocciutaggine mica ci manca.

  3. sara scrive:

    slurp

  4. MissWubi scrive:

    favolosa questa roba, cioè proprio da favola :-D

  5. carola scrive:

    veramente sembra la carrozza di cenerentola!! splendida ;-))

  6. Alex scrive:

    Da qualche giorno c’è un filo rosso fiabesco che pervade la rete. Prima Marie-Cappuccetto Rosso, il fioraio innamorato della neve e ora mi sento catapultata nella favola di Cenerentola che stavolta non ha perso la scarpetta bensì il cappellino rosa. E la carrozza è ancora più bella di quella che mi immaginavo da bambina.

  7. Diletta scrive:

    Che bella queta zuppa in carrozza!!!
    Io sono una sbadata e ogni due per tre perdo qualcosa anche quando mi sembra di starci molto attenta (questo perchè ho sempre troppe cose in mano…la borsa sempre troppo piena…)e quando mi capita con le cose a cui sono particolarmente affezionata mi prende un dispiacere proprio “fisico” e rimango con le nuvole sulla testa per qualche giorno.

    Un sorriso ben tornata,
    D.

  8. Reb scrive:

    Tutto il rosa di questo mondo, Marie te lo dona ogni volta che ti sorride…e quel cappellino, se lo rimpiazzassimo con un cappelletto? Un abbraccio, ventimila abbracci

  9. Mademoiselle Manuchka scrive:

    cavoli, o meglio zucche..
    mi dispiace per il cappellino..
    ma sono sicura che se n’é svolazzato verso il cielo e le stelle..
    la zucca poi.. magica e impegnativamente scultorea direi.. :)

  10. Edda scrive:

    Questa carrozza è più bella e più vera di quella delle favole. Ti auguro ancora tanti cappellini..

  11. symposion scrive:

    semplicemente BELLISSIMA!

  12. [...] la cucina di calycanthus: zuppa in carrozza Ti piace? [...]

  13. elisa scrive:

    Bonjour,

    Je suis française et lire votre blog (connu depuis peu) est enchanteur, très élégant dans sa forme,donnant une envie forte de notre chère Italie où je vais régulièrement.
    Une belle découverte assez stimulante ! Merci pour ce rendez-vous, cet état d’esprit artistique autour de la cuisine et la vie qui va avec !
    Bien à vous
    Elisa

  14. roberta cobrizo scrive:

    forse è un pegno che si paga per essere stati bene in un luogo?
    o la “monetina” che si lascia per ritornarci?
    [anch'io rimpiango ancora una sciarpa viola perduta lo scorso inverno, durante un weekend piacevolissimo]

    zuppa conforta zucca (scoperta e sbadata), non v’è dubbio.

  15. maite scrive:

    @betta: te la facciamo appena vengo a Roma, ma per il mio berrettino non ci sarà nulla da fare, come lui nessuno mai…
    @enza: direi che no, non ci manca la cocciutaggine… il cappello invece mica me lo ricordo, sai l’età fa questi scherzi… bella Mart-erentola
    @sara: finita, mannaggia!
    @Miss: qualche volta tocca contarsele e cucinarsele da sole…
    @carola: grazie
    @Alex: sì, sì, l’ho pensato anche io vedendo la mraviglia a due mani tua e di Nina e come direbbe marie: viva le favole e viva le “bambine” che le mettono in pentola!
    @Diletta: ho la stessa sindrome, ma non ho trovato ancora cura: borse troppo grandi, ma se le rimpicciolisco allora le moltiplico e invece che perdere cose perdo direttamente borse moltiplicando il danno… insomma non intravedo soluzione. Ti ricambio però il sorriso.
    @Reb: cappelletto in effetti è un’idea mica male, quello poi scalda da dentro..
    @Mlle: se lo dici tu io ci credo. Guarda però che aspettiamo la tua ricetta d’artista, ci conto, davvero.
    @Edda: grazie! appena mi riprendo ci penserò su, ma per ora vado a testa scalza
    @Symposium: grazie
    @Elisa: merci, merci!
    @roberta: sì, consoliamoci la zucca e la gola.

  16. Sele scrive:

    Meraviglia

  17. Laura scrive:

    Davvero complimenti!
    non vedo l’ora di provarla
    baci
    Laura