biancomangiare all’arancia (o meglio a quel che ne resta)

Le vacanze sono finite e per certi versi era ora. Spremuti, strizzati, consunti fino all’ultima goccia questi giorni ci hanno transitato in un nuovo anno, ci hanno addobbato le scale di buoni propositi, ci hanno fatto mangiare (e bere) molto (ma molto!) più del dovuto, ci han fatto abbracciare gli amici e trascurare (almeno un poco) questo blog.
E adesso? Adesso è tempo di aprire un nuovo quaderno grigio che quello in corso non ha più spazio ed è stracolmo di foglietti e annotazioni volanti, di comprare la Moleskine rossa (anche quest’anno in ritardo come al solito) e di buttarsi in nuovi inizi ancora tutti candidi di incompiuto.
Ma la prima vera ricetta dell’anno è roba di recupero, per cercare di avere ragione anche degli scarti delle arance spremute, ovvero i gusci carichi di profumo e di colore ancora ben impregnati di polpa. Anche nell’anno nuovo non si butta via niente, o quasi.

La ricetta è tratta dal libro sulla cucina a impatto quasi zero (http://www.edizionigribaudo.it/scheda_libro.php?id=4202) a cui già abbiamo attinto qui (per altro in uno post scelto da una delle vincitrici del give away di comida). è riuscita molto bene di sapore, mentre qualche dubbio lo abbiamo sulla consistenza anche perché siamo incappate nella annosa questione tutt’ora irrisolta della colla di pesce.
Mia madre (ndr quella di Maite) per partito preso e frustrazione da ricette inesatte diffidava fino all’atenersi da tutte le ricette indicanti genericamente il numero di fogli di colla di pesce e non il peso in grammi perchè, mi spiegava, i fogli non sono tutti uguali. Qualcuno più tardi ha cercato di convincermi che in realtà tutti i fogli di gelatina, anche se di dimensioni variabili, sarebbero fatti in modo da avere la stessa grammatura, ma qualche pregiudizio mi è rimasto, ciò detto:

Ingredienti

gli avanzi di 4 arance biologiche spremute (polpa e scorza)
2 fogli di colla di pesce (bof)
1 lt di latte
300 g di zucchero

Fate ammorbidire i fogli di gelatina in una tazza di acqua fredda. In una casseruola raccogliete il latte, lo zucchero, la polpa e le scroze di arancia tagliate. Portate ad ebollizione e lasciate cuocere per 10 minuti a fiamma bassa, mescolando continuamente. Filtrate il latte con un colino e rimettetelo nella casseruola. Strizzate la gelatina e unitela al latte aromatizzato. Fatela sciogliere mescolando con cura, versate il biancomangiare in stampi monoporzione, lasciatelo intiepidire e ponetelo in frigo per almeno 3 ore.

12 Commenti a “biancomangiare all’arancia (o meglio a quel che ne resta)”

  1. enza scrive:

    tua madre aveva mille parti di ragione.
    io la scala non l’ho addobbata stento come sempre e questo malessere mi sta trascinando verso punti bassi.
    ma si va.
    si deve e si va.
    le arance della spremuta finiranno dritte dritte nel bianco anche se vorrei cominciare anche a capire come funziona il latte di mandorla che del bianco mangiare è il genitore vero

  2. maite scrive:

    @enzina: quello di mandorle è stato un classicone anche quello della mia mamma, ma si andava di amido e non di colla. Per il resto prossima settimana dovrei essere capitolina, ci si vede? come stai messa?

  3. Virginia scrive:

    Se si dice che “la mamma ha sempre ragione” ci sarà un perchè, no??
    Quoto anch’io appieno…qualche tempo fa feci un post bestemmiante in proposito.
    Già per quanto riguarda le gelatine da supermercato i pesi sono diversi (Paneangeli differisce da Rebcchi) per non incappare nei prodotti professionali per cui i fogli di colla di pesce hanno poteri addensanti ben maggiori.
    E’ sempre un gran casino!

  4. ho comprato il libro degli avanzi per natale..
    la storia delle ricette con gli avanzi è geniale..
    chissà se mai preparerò una cena offrendo le lische di pesce..
    mi piacerebbe vedere la reazione dei commensali..
    le avete già provate?

    il bianco mangiare mi pare più buono..
    più morbido quanto meno..

    che bello rileggervi..
    già mi mancavate..

    ps. ma alla fine sti due fogli di gelatina bof quanto pesano?!!

    vale

  5. Edda scrive:

    Come sempre la forza delle idee…che si trasforma in un bicchierino delicato e candido :-)

  6. Ginger scrive:

    Ma che bella questa semplicissima ricetta!!!!!
    Quasi quasi la provo!!!!!!

  7. marie scrive:

    @valentina, si, diciamo che le lische fritte sono un po’ hard… però…

  8. maite scrive:

    lische fritte? roba da leccarsi i baffetti.

  9. igea scrive:

    Recentemente ho fatto delle composte di frutta (non le si può definire marmellate) tratte da questo libro:Confetture al naturale
    di Federica Del Guerra
    Terra Nuova Edizioni
    Quasi sempre consigliano di usare l’agar agar .Considerato che ha una consistenza gelatinosa,è praticamente insapore ed è un addensante e si può misurare precisamente in cucchiaini ,mi chiedo;non si potrebbero sotituire i fogli di colla di pesce con l’agar aagr? O ,quest’ultima,non è altrettanto addensante?

  10. maite scrive:

    @igea: assolutamente sì, in effetti ultimamente siamo decisamente fan dell’agar agar che addensa eccome, anzi volendo addensa pure troppo nel senso che bisogna essere molto precisi nella misura dei grammi (e quindi dotati di bilancia sensibile), muoversi a cucchiaini è un po’ rischioso, soprattutto quando non maneggi litri di composto

  11. sara scrive:

    io con la colla di pesce ho litigato spesso e proprio per il discorso grammatura/nr di fogli. Le mamme hanno sempre ragione e anche su questo io concordo! Vogliamo i gr di colla di pesce o gelatina!!!!

  12. M scrive:

    …rieccoci con la mia interpretazione fashion di questa foto-ricetta http://lortodimichelle.blogspot.com/2011/01/biancoarancio.html
    grazie calicanti per l’ispirazione!!!!! M