i nostri primi canederli

Ci sono cose che non si è mai osato fare, perché non fanno parte delle abitudini in cui si è cresciuti, perché semplicemente non ci si pensa mai, o perché c’è chi le fa già così bene che pare male volercisi cimentare. Per questa ragione la sottoscritta non ha mai abbracciato i ferri da calza o infilato gli sci da fondo, e per questa stessa ragione sempre la stessa sottoscritta non aveva fino ad oggi mai impastato canederli.
E sì che in Trentino di canederli se ne vedono tanti, specie in inverno, sempre più o meno della stessa forma, di dimensioni leggermente variabili e di molti, molti sapori. Sono pure decisamente buoni, cibo di conforto come pochi, che ha il potere di scaldare da dentro, di aiutare a riciclare il pane e ogni piccolo avanzo di sapore a spasso per la dispensa, con il vantaggio ulteriore, che si scopre solo mettendoci mano, che sono facili, anzi strafacili da fare.

La ricetta (di quelli basici allo speck)

Ingredienti (per 4 persone)
300 g di pane raffermo (del tipo bianco a mollica compatta, poco alveolato e con poca crosta)
1 bicchiere e  1/2 di latte (più o meno)
1 uovo
1 cucchiaio di grana trentino
100 g di speck a dadini piccoli
1/2 cipolla (ma noi abbiamo usato porro)
un mazzetto piccolo di prezzemolo o di erba cipollina
olio extravergine di oliva o burro
pepe e sale

Taglare il pane a dadini piuttosto piccoli, raccogliere tutto in un’insalatiera e bagnare con il latte, mescolando bene in modi da far impregnare il pane.
Affettare la cipolla (o il porro) sottile e saltare con lo speck in una pentolina con poco olio o burro finché non sia trasparente, quindi spegnere e unire il tutto al pane. Mescolare bene con le mani, aggiungere l’uovo, il grana trentino e le erbette tritate, se fosse necessario ancora qualche cucchiaio di latte, aggiustare di sale e pepe. Impastare bene con le due mani finché il composto non sia ben amalgamato, quindi con le mani bagnate formare delle pallette di impasto aiutandosi con pochissima farina.
Lasciare riposare per qualche ora in frigorifero quindi cuocere nel brodo già a bollore per 10-15 minuti.

17 Commenti a “i nostri primi canederli”

  1. Mademoiselle Manuchka scrive:

    che buoni…
    li devo fare absolutely

  2. Sara scrive:

    Bhe, c’e’ sempre una prima volta.
    E direi che hanno un aspetto ottimo! E poi se ti puo’ consolare, io non li ho mai fatti, a casa mia c’e’ gia’ chi ci pensava per me. Qui in California sarebbe un po’ arduo trovare gli ingredienti giusti, magari pero’ dei canederli fusion, che dici?

  3. twostella scrive:

    Non ci posso credere … anche io oggi (n.d.r. ieri) mi sono lanciata sui canederli stuzzicata da un post dei cuochi di carta!
    Affinità :-D

  4. [...] la cucina di calycanthus: i nostri primi canederli Ti piace? [...]

  5. lydia scrive:

    Sono a letto con l’influenza e un bel canederlone sarebbe proprio l’ideale per il mio pranzo.
    Bacioni calicanti, ci vediamo ad identità golose?

  6. francesco da novara scrive:

    Aspetto decine di altre ricette per declinare fino all’impossibile l’argomento!

  7. Virginia scrive:

    L’ho scritto anche da Giulia (Juls). Oggi è la giornata delle “prime volte”. Voi coi canederli, lei con il ragù ed io con gli agnolini…

  8. M. scrive:

    I canederli con lo speck hanno una loro eleganza, non c’è che dire, ma io li preferisco impastati con la luganega fresca (insomma, la mortadèla trentina). Magari quella del Giuliani di via Rialto :))
    Complimenti per il libro toscano, è a dir poco meraviglioso

  9. Eccomi a completare il giro delle prime volte, che in effetti è anche un bel giro nei sapori d’Italia. Ho detto che per me il 2011 sarà l’anno delle prime volte, chissà quanti altri sapori verranno fuori!

  10. maite scrive:

    @Mlle Manu: senza contare che à Paris fanno esotico a palla!
    @Sara: in effetti qualche ideuzza fusion è venuta pure a me, vediamo che salta fuori
    @twostella: io sono sicura che le cose stanno un po’ nell’aria, in uno spazio misterioso e siderale in cui i food-blog sono contigui, insomma ci credo nelle coincidenze e pure nelle affinità
    @lydietta: guarisci presto! sì, ci siamo a Identità, ho già fatto pure il biglietto e messo in valigia lo smalto che tu sai…
    @francesco: contaci.
    @√irgi: li ho visti di là e che dire? professionali, molto professionali.
    @M: verissimo! anzi rilancio: perché non li facciamo insieme così finalmente ci si conosce? Ps merci per i complimenti sulla cucina toscana, ma pure quella siciliana ti direi…
    @Juls: cito la Marie e al diavoli i doppi sensi: viva le prime volte!

  11. lacquadorosa scrive:

    Li ho mangiati proprio in Trentino a novembre, sul fianco della montagna e il sole in faccia. Meravigliosamente semplici…

  12. agnese scrive:

    E’ da una vita che non sentivo parlare di canederli! Mia zia è di Bolzano e quando da piccola andavamo a passare le vacanze là li mangiavo spesso…mi avete fatto tornare alla mente un po’ di ricordi piacevoli con boschi, montagne e neve!

  13. babs scrive:

    vero, sono facili da fare e ad altissimo indice di coccolosità, ma com’è che quest’inverno ancora non li ho preparati? devo provvedere…. in brodo questi classici allo speck son perfetti, devo dire che adoro quelli agli spinaci con il formaggio grigio all’interno…. deliziosi! mi sa che ritiro fuori il mio libretto “canederli”. ciao!

  14. M. scrive:

    Se si indice la giornata mondiale del canederlo (ma anche del brobrusà o del musetto di porco o del bollito con la peverada) non mancherò. Ogni volta che organizzate qualche diavoleria nella città della quercia tengo qualcosa da fare e non sono mai riuscito a dirvi bravi con una stretta della mano.
    Comunque lo sfogliaricette siculo è già nella lista dei desideri, presto sarà mio.

  15. sara scrive:

    buonissimi…. ma come quelli che fa la mamma non ce n’è…..

  16. agiu scrive:

    madò… i canederli, anzi i canèèèderli. eheh
    troppo buoni.

  17. Ludovica scrive:

    Letti, amalgamati, cotti e mangiati. Buonissimi (con qualche correzione da apportare… non sono stata ligissima a tutto…)