tocinillo de cielo (bocconcino di cielo)

Un nome indovinato è già una promessa. E questo promette delizie infantili: dolce grasso di nuvola distillata (il tocino è il grasso del maiale, il lardo, la parte saporita, “il più buono”!), essenza di sole duro della meseta spagnola o di Andalucia.
Come tutte le ricette tradizionali sono in molti a contendersene l’invenzione: pasticceri di Palencia e monache di Jerez, che usavano le “chiare” dell’uovo per schiarire lo sherry e dovevano pur inventare un modo di usare i tuorli!

Il tocinillo è un flan cotto a bagnomaria, fatto unicamente di uova, zucchero e acqua. Subito vengono in mente mille variazioni, eccone intanto una basica, al sapore di limone.

ingredienti (per 4)
7 tuorli d’uovo
più un uovo intero
200 g di zucchero
un bicchire colmo di acqua
la buccia grattigiata di un limone

per il caramello
50 g di zucchero
un cucchiaio d’acqua

Preparare il caramello e versarlo nel fondo di uno stampo rettangolare oppure in quattro coppette individuali.
Preparare uno sciroppo facendo cuocere a fuoco lento, per 20 minuti, l’acqua con lo zucchero e la scorza del limone. Lasciar freddare.
Battere bene le uova e aggiungere lo sciroppo mescolando con la frusta.
Versare la crema così ottenuta nello stampo e cuocere a bagnomaria per 20 minuti nel forno a 150 gradi.
Lasciar raffreddare in frigo e sformare.

maite e il fotografo

2 Commenti a “tocinillo de cielo (bocconcino di cielo)”

  1. ila scrive:

    Che delizia questo tocinillo de cielo!Mi viene voglia di mettere alla prova le mie limitate capacità culinarie. Mentre leggevo la ricetta la parola caramello ha risvegliato in me il ricordo di una cena di capodanno di qualche anno fa in cui una ‘certa’ cuoca incappò in una spiacevole disavventura:tra i frenetici preparativi,l’incombente arrivo degli ospiti e un’aiutante a dir poco cialtrona,durante la preparazione del dolce ahimè si ustionò le dita per spalmare il caramello nello stampo.Solo lei potrebbe dirvi che momento di pura estasi si prova ad immergere le dita in questo fluido dorato a 100°! Stoicamente, tra atroci dolori e i polpastrelli pieni di vesciche riuscì comunque a realizzare una cena fantastica e a brindare al nuovo millennio.Sono certa che la vigile presenza del fotografo questa volta abbia impedito l’utilizzo improprio del caramello e il ripetersi della tragica esperienza…
    Complimenti siete davvero bravissimi e le ricette,la loro storia, gli appunti di viaggio e le foto sono originali,allegre,invitanti,eleganti, raffinate e soprattutto fanno sognare ad occhi aperti.
    Ciao
    ila

  2. caly scrive:

    grazie ilaria! dei complimenti, ma anche dei ricordi… e in effetti sì, questa volta con il caramello è andata meglio, qualche volta dalle esperienze si impara… baci
    maite