manjar blanco (biancomangiare, un altro)

Qualche tempo fa avevamo postato la ricetta di un tradizionale biancomangiare, siciliano e di mandorle, una di quelle ricette di famiglia che si considerano proprio di casa, salvo poi scoprire che le versioni sono tante e diffuse, perlomeno in quell’area mediterranea accomunata dall’olio d’oliva, dall’aglio, dal pomodoro e da lingue e dialetti che si richiamano e si inseguono.
Così nel libro di cucina minorchina, che tanto abbiamo spiluccato (Menorca, gastronomía y cocina, Triangle postals, Menorca 2005), ne abbiamo trovato un altro di biancomangiare: una specie di versione povera fatta solo di latte, amido e aromi, ed in effetti scavando nella memoria (e chiedendo alle mamme e alle nonne) è saltato fuori il ricordo di questo sapore (un po’ antico a dire la verità) e di una versione più ghiotta che prevedeva che la crema una volta rappresa su un piatto piano venisse infarinata e fritta.
Qui ci siamo limitati alla versione quasi light, limitando (di poco) anche la proporzione di amido…

Ingredienti
1 litro di latte intero fresco
150 g di zucchero
180 g di farina di riso, o frumina o maizena (noi abbiamo usato frumina)
1 bastoncino di cannella + abbondante cannella in polvere per servire
1 stecca di vaniglia
1 limone
1 dl di acqua

Scaldare sul fuoco l’acqua con la scorza del limone, la vaniglia e la cannella. Nel frattempo diluire l’amido nel latte facendo attenzione che non si formino grumi, aggiungere lo zucchero e mettere sul fuoco, appena comincia a scaldarsi aggiunere l’acqua con gli aromi. Cuocere mescolando continuamente fino a ottenere la consistenza desiderata (fare attenzione perchè la crema tende ad addensarsi molto velocemente e può assumere l’aspetto di colla da parati!), versare in scodelline e lasciare raffreddare. Si serve molto freddo spolverizzato di molta cannella e di scorza grattugiata di limone (meglio se verde).

maite

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