la pasta degli studenti

Me lo ricordo ancora bene. La distinzione fondamentale correva diritta diritta sul crinale del genere. Nelle case delle femmine non è che fosse necessariamente migliore, ma ci si impegnava a infilarci qualche verdura, in genere zucchine (in qualunque stagione, sigh!), ma pure melanzane, o peperoni sempre indistintamente spalmati su tutti i mesi dell’anno accademico. Nelle case dei maschi era un trionfo di proteine (e di grassi!) con quasi sempre l’imprinting del soffritto di mammesca memoria. E poi capperi ovunque (immancabilmente sempre e solo quelli sott’aceto), la salsa di pomodoro vergognosamente acida. Anche lo speck andava, inspiegabilmente, moltissimo, persino a Siena. Qualche nostalgico degli anni ’80 ci infilava la panna, i più arditi si spingevano fino a un’idea di carbonara, ma su tutto trionfava la pasta al tonno. Le ragioni sono ovvie pure a ricordarsele da qui: poco tempo, poca voglia, poca testa per fare la spesa e così quando qualcuno ti invitava a cena era sempre con quel che c’era, ovvero spesa di resistenza, lunga scadenza e poco, pochissimo fresco.
Eppure. Eppure a ripensarci è stato lì, studentessa fuori sede, che ho cominciato veramente a metterci le mani, non solo nelle pentole (che questo si faceva anche a casa), ma soprattutto nel mercato, nel supermercato, nel frigorifero, ovvero nella gestione dell’approvigionamento, dove si deve imparare a raggiungere l’equilibrio tra troppo e troppo poco, a trovare un ritmo di variazioni nel menù dei giorni, insomma uno spazio condiviso tra libertà e responsabilità. è stato lì, ad esempio, che io ho trovato il mio pesto di cavolo nero ed è sato sempre lì che ho imparato a congelarlo nei barattolini di vetro dello yogurt, un barattolo bastava per 4, da lì poi si moltiplicava.
Tutto questo amarcord per introdurre l’iniziativa di Chiara dedicata proprio a quesa palestra alimentare, un concorso di pasta degli studenti, massimo 5 ingredienti.

tutte le informazioni qui:

21 Commenti a “la pasta degli studenti”

  1. maia scrive:

    favoloso!!
    ho quasi un ideuccia.

    CIAO

  2. Grazie!! Eh si le zucchine in qualunque stagione ;)

  3. agri scrive:

    da noi (bo) i maschi si facevano penne all’arrabbiata con passata di pomodoro e molto(!) peperoncino. probabilmente eravamo pure noi “arrabbiati”. E allora propongo a tutti gli studenti di oggi (ma solo quelli della scuola pubblica) un bel piatto di penne all’arrabbiata.

  4. Tery scrive:

    Che ricordi con questo post!
    La pasta e tonno…. in assoluto la pasta cult degli studenti!
    Io ero quella dei toast…. dei pomodori a non finire…. della panna con le fragole con le coinquiline… ehhhh (sospirone)!! :))

  5. guglielmo scrive:

    vedo se mi viene in mente qualcosa… che anche io ho i miei classici :P

    p.s. ma quanto e’ complicato partecipare?

  6. Simonì scrive:

    I maschi da noi lavavano i piatti!

  7. gregorio scrive:

    adesso mi vergogno un po’, ma a casa nostra (4 maschi fuori sede) furoreggiava la pasta con i sottaceti.

  8. agnese scrive:

    Io sto ancora in casa con studenti fuori sede (io ho finito gli studi da un annetto e sto inutilmente e disperatamente cercando lavoro) e tutto quello che dici è vero. Il mio frigo, in comune con gli altri ragazzi, è sempre pieno di zucchine, anche sotto natale! Fortunatamente io mi adeguo alle stagioni ma in passato, mentre dovevo conbattere con 13 esami da dare all’anno, ammetto che non era affatto così e mi riempivo lo stomaco di affettati, formaggi e piatti di pasta veloci.

  9. maite scrive:

    oh mon dieu, ma mica è il caso di vergognarsi! ci siamo passati tutti, anche se effettivamente la pasta ai sottaceti la trovo un po’ hard…

  10. emidio mansi scrive:

    Ma come faccio a non adorarvi? Condivido riga per riga l’esperienza raccontata.E che gioia era andare a casa delle “femmine” a mangiare qualcosa di decente… :-)

  11. enza scrive:

    per noi anche meno.
    pasta e patate era la più gettonata insieme alla pasta al tonno.
    l’insalata in quantità industriali dentro al frigo che si è grasse e bisogna fare la dieta e immancabimente finiva nella mondezza.
    Mimmi voleva la fettina sottile sottile e io non ho mai capito come potesse fare, lei che era senese.

  12. ilaria.f scrive:

    vi scopro oggi per caso e siete una meraviglia!

  13. pappabuona scrive:

    I miei amici studenti preparavano quasi ogni giorno un sugo con salamino piccante (naturalmente soffritto in un mare d’olio)….ho ancora i bruciori di stomaco….

  14. Miro scrive:

    Spaghetti aglio, olio e peperoncino erano un must, soprattutto di notte di ritorno dai locali, con la fame chimica di chi ha bevuto troppo

  15. le rocher scrive:

    Che idea simpatica ed originale!

  16. Laura scrive:

    Ma certo Maite,
    pasta alle zucchine quando non era mensa S. Agata!
    Ma che sorpresa scoprire sulla terrazza che esistevano anche le erbe aromatiche, i semi e la senape in grani :)
    Laura

  17. maite scrive:

    piccolo aggiornamento per dire che da poche ore sono on line i risultati: qui http://ilpomodorosso.blogspot.com/2011/05/and-winner-are.html.
    Io per parte mia giuro a me stessa che è la prima e l’ultima volta che faccio il “giudice”, troppo dura la faccenda…