pesto di cilantro (cioè coriandolo)

Se il fotografo decidesse un giorno di farsi un autoritratto alimentare il dubbio potrebbe essere se circondarlo di cozze, avvolgerlo di chorizo, o appunto spalmarlo di cilantro (alias coriandolo) perché, in tutto il mondo vegetale edibile, è l’unico stelo che gli provochi una passione intensa.
C’è da dire, poi, che se lo chiamiamo cilantro e non coriandolo è per una sorta di idioletto da blog, perché le prime esperienze con il coriandolo fresco in foglietta verde sono state spagnole e anche perché in molti dei mercati di Roma, Trionfale compreso, è più conosciuto con questo nome nei banchetti di cibi etnici dove riusciamo a reperirlo. Avevamo pure provato a piantarlo (sempre nel giardino semi-incolto del fotografo) e lui per una volta tifava da vicino: mettiamone tanto! a grandi mazzi! una piantagione! ma a dire la verità ha sempre un po’ stentato. Quest’anno ci riproveremo, tocca per forza, visto che oltre che a lui piace molto anche a noi. Per intanto però quell’anima buona di Marie con quello che ha pescato a Ponte Milvio (inteso come mercato, ovviamente) ha fatto un piccolo pesto per il fotografo, con la scusa che a volte lo maltrattiamo un po’. La collanina che lo avvolge è sempre opera delle sue manine ma questa volta è un regalo per me.

Grazie Marie!

La ricetta è tratta dal Petit Larousse des Recettes aux Fruits du Verger

Per un barattolo da 250 g di pesto

1 o 2 denti d’aglio
40 g di parmigiano grattugiato
15 cl di olio d’oliva extra vergine
1 cucchiaino di sale grosso
50 g di mandorle senza pelle
1 mazzo di coriandolo

Pulire le foglie del coriandolo ed eliminare i gambi. Pestare in un mortaio l’aglio con le mandorle ed il cilantro precedentemente tagliato, aggiungere a questo punto il sale, il parmigiano e l’olio d’oliva piano, piano. (Volendo per versioni meno autentiche ma più rapide si possono infilare direttamente tutti gli ingredienti nel mixer)
Si conserva in un barattolo chiuso in frigo per almeno 1 settimana.

19 Commenti a “pesto di cilantro (cioè coriandolo)”

  1. betta scrive:

    a questo punto mi viene da dire a Marie: se mi fai un bel pesto al coriandolo anche a me, mettiamo su un banchetto di collane a fianco a quello del sidro, proprio lì… a Ponte Milvio…

  2. betta scrive:

    c’è un certo eccesso di me e di mi ma spero che me lo perdoniate… bacetti

  3. non è colpa vostra, ma il coriandolo è nella top five delle cose che detesto… sarà quel retrogusto di palmolive…. comunque siete sempre un’oasi felice

  4. la gaia celiaca scrive:

    che poi questo coriandolo o cilantro che dir si voglia, sarebbe poi anche quello che in francia si chiama persil arabe e anche persil de chine (prezzemolo arabo o cinese)…

    così, tanto per aumentare la confusione :-)



    bello questo pesto al Coriandrum sativum ;-)

  5. Alex scrive:

    Ieri ho comprato un bel po’ di coriandolo. Capisco l’entusiasmo del fotografo

  6. alex scrive:

    ODE AL CORIANDOLO. Incappo in questo post e sento il dovere di spendere un paio di parole sul coriandolo, per me passione e disperazione. Passione perché per me che sono part-British é sempre stata consuetudine trovarlo ovunque come il prezzemolo mentre, ora, da quando vivo in Italia, è diventato merce rarissima. Disperazione perché, assuefatta come sono al suo gusto unico, ho tentato più volte di sopperire a questa mancanza coltivandomelo da me. Ma quanto è difficile! Non tanto perché stenti a crescere ma il ‘maledetto’ per tutta la sua somiglianza superficiale con il prezzemolo non gradisce essere trattato nello stesso modo – ie: non ci si può permettere di tagliarlo aspettandosi una ricrescita. Lui – il coriandolo – una volta tagliato…è andato. E se non sei lì, a raccoglierlo in tempo, monta e va a seme. Tanto che sono arrivata alla conclusione che l’unica soluzione sia seminarlo di continuo a rotazione. Ma ragazzi, così diventa un lavoro!!! Quindi continuo ad accaparrare quel poco che trovo, quando lo trovo, e per la maggior parte del tempo a rimpiangerlo. (p.s.: just Coriander, unless you are American you don’t call it Cilantro!!!)

  7. Elena scrive:

    .. direi di spalmarlo di cilantro. Il fotografo dico. Così bravo è,
    merita una salsa squisitissima come questa.
    Credo proprio la assaggerò sulle radici bianche che ho
    trovato dal mio ortolano (che le ha trovate dal suo contadino top secret
    fornitore). Lesso appena le bislunghe e me le gusto in verde.
    Grazie, ricette e pensieri come sempre illuminati!
    (nb. metto senz’altro nei miei taglia-cuci).
    Elena

  8. il coriandolo l’ho mangiato solo secco..fresco mai! Dovrò rimediare se dite che è cosi buono!
    Quelle collane sembrano dei ribes!

  9. Reb scrive:

    Questo fotografo mi piace sempre di più, anche se qualcuno si ostiene a pensare sappia di cimice (il coriander, non il fotografo).
    Gli accostamenti cromatici sono spettacolari, e quei giri di palline colorate sono strepitosi, come tornare bimbe e giocare ancora con le collanine di caramelle!
    ps: ma la mia preferita, rimane quella in fili di maglina :)

  10. Kja scrive:

    Anche io lo chiamavo cilantro all’inizio perche leggevo il nome cosi` ma non sapevo che fosse un termine di origine spagnola. Un pesto solo di coriandolo non l’ho mai fatto in genere lo ficco nei mix con aneto e basilico e come frutta secca anacardi ma anche perche` ne ho scorte importanti in cucina

  11. Glu.fri scrive:

    Eppure io con il cilantro (qui a sud del mondo usatissimo, soprattutto nei ceviche e co.)ho un rapporto di odio/amore…..
    Se vi puó far piacere qui c ´é una salsetta buonissima con tantoooo cilantro (ero in un momento di amore):
    http://glu-fri.blogspot.com/2010/07/las-recetas-de-los-amigos-guacamoles-de.html

  12. [...] la cucina di calycanthus: pesto di cilantro (cioè coriandolo) Ti piace? [...]

  13. [...] started from this post of La Cucina di Calycanthus about “Pesto di cilanto (cioe’ coriandolo). I was curious about the usage of Coriander [...]

  14. pina scrive:

    Ce l’ho in giardino. Dopo il Portogallo non potevo più farne a meno. Quando ho trovato la piantina al mercat contadino di San Teodoro a Roma, ho sgranato gli occhi. Per ora resiste…speriamo :)

  15. Daniela scrive:

    hmmmm hmmmm hmmmm… da mezz’ora mi aggiro per casa riuscendo a dire solo “hmmmm, hmmmm, hmmmm”, quindi volevo condividere con voi il mio “hmmmmmmmmmmm”, visto che il mio Lupo ha voluto pasta in bianco (“io quella cosa verde che puzza non la mangio”)! Una sconosciuta che vi legge tutti i giorni può serenamente dirvi che vi adora, senza creare un certo disagio? Grazie

    • maite scrive:

      daniela, hmmm, hmmmm… possiamo ricambiare, senza creare lo stesso disagio? mi sa che ti adoriamo già un po’.