zuppa di fagioli (lucani) e bottarga (campisi)

Il titolo, lo assicuro, ha tutto un suo velo di (auto)ironia. Non certo nell’associazione fagioli-bottarga, che è di per sè una cosa serissima, ma per quello sguardo  da fuori che ancora a tratti, e per fortuna, ci prende a leggerci tutti di un fiato. Sì perché da quando (e presto saranno già tre anni) abbiamo messo mano al blog e cominciato a scrivere, riflettere, fotografare (contiuando per altro a masticare, assaggiare, deglutire e chiacchierare come facevamo prima) il cibo ha acquisito altre dimensioni.
Tu dici zuppa di fagioli, sì certo ma di che tipo? e da dove vengono? hanno buccia fina, grossa? sono stati raccolti nell’anno? e poi dici bottarga, certo, ma comprata dove? e grattugiata, intera? di quale bestia marina?

e naturalmente è tutto molto bello, molto giusto, proprio perché, in un mondo senza quasi più storie, intestardirsi nel far parlare il cibo è una cosa che val la pena. Come dire dargli nome, cognome, chiedergli da dove viene e pure un po’ perché, senza scordarsi però che i fagioli sono fagioli, la bottarga bottarga.

Se poi volessimo seguire il filo e il gusto delle storie à rebours potremmo dire che i fagioli lucani sono parte del bottino dell’ultimo Taste (del resto avevamo già detto dell’amore per quei prodotti e per quel modo di comunicarli), mentre il rapporto con Campisi è estivo, reiterato e rituale. Ci andiamo ogni anno, a Marzamemi, ogni anno siamo colpiti da sindrome femminile da acquisto complusivo che sfocia immancabilmente in confusione semi-paralizzante (sia che si sia in gruppo che in delegazione ristretta con deleghe telefoniche). La faccenda è al contempo risolta ed esasperata dalla possibilità di farsi spedire il tutto a casa e così ogni anno, aspetiamo al rientro dalle vacanze, l’arrivo del pacco di Campisi. Fermiamoci qui e veniamo alla

ricetta

1 pugno di fagioli (cannellini possibilmente) per commensale + 1 finale di creanza
rosmarino
citron confit (oppure sale e scorza di limone)
bottarga (di tonno possibilmente)
olio extra vergine di oliva
2 gocce di colatura di alici

Tenere a mollo in fagioli in acqua per 8 ore, quindi scolarli e cuocerli a fuoco lentissimo con un rametto di rosmarino finché non saranno teneri. Una volta cotti frullarne la metà e quindi rimetterli nella pentola, aggiungere un mestolo di acqua e condire con il citron confit proseguendo la cottura per 10-15 minuti a fuoco lentissimo (se si dovesse asciugare troppo allungate con poca acqua calda). Cinque minuti prima di spegnere aggiungere (con pasimomia e attenzione) la colatura di alici. A fiamma spenta aggiungere l’olio e infine la bottarga grattugiata, coprire con il coperchio, lasciare riposare qualche minuto e quindi, finalmente, mangiare.

maite

9 Commenti a “zuppa di fagioli (lucani) e bottarga (campisi)”

  1. lydia scrive:

    Intestardirsi nel far parlare il cibo in un mondo senza neanche più storie, giuro che questa me la rivendo, è bellissima

  2. daniela scrive:

    Ecco, il punto cruciale è quello: non scordarsi che i fagioli sono fagioli e la bottarga bottarga. Ti capita di andare al ristorante e leggere un canto della Divina Commedia invece della lista delle pietanze. Ma il cibo è storia, la nostra.

  3. cavolo nn c’ho mai pensato all’abbinamento fagioli+bottarga!

  4. guglielmo scrive:

    voi mi fate venire fame, insomma, beh, non che non ne abbia di solito… ma ora anche di piu’ :)

  5. Elena scrive:

    … ogni fagiolo biodiverso o fogliuzza di aromatica “boh che è?” (vedi cilantro)
    ha un gran sacrosanto diritto di esserci, con la sua carta d’identità e la sua storia.
    Natura ci dona una ricchezza gioiosa… dare un nome unouno ai suoi tesori (e goderne assaporando) è un piccolo modo di ringraziarla!
    Fagiolo lucano? ma va che saporino tutto suo…
    Grazie, per le vostre storie con i “nomi”.
    A presto (stata un po’ lunga scusate), Elena

  6. ma il sapore finale??!!
    sono curiosissima, qualche suggerimento?

    mi pare una ricetta pazzesca..

  7. maite scrive:

    @Chiara: vale un pensiero in effetti, se ti capita, provalo
    @guglielmo: gnam.
    @elena: sacrosanto diritto alla carta di identità e alla storia!
    @vale: che dire? si sentiva tutto quanto, insomma equilibrio e il giorno dopo era pure meglio.