liberati

Non è un caso, non è l’estro di un momento, non è una fatalità, né tanto meno un calcolo. Se le foto qui sotto a tema Liberati sono tante, ma proprio così tante, è perché da Liberati ci abbiamo passato un pomeriggio (quasi) intero.
La cosa difficile è stata parcheggiare, perché il Tuscolano, che dalla Roma a cui siamo più abituati sembra lontano financo esotico, è popolato, popoloso, pieno di gente e di macchine, in prima, doppia e qualche volta tripla fila, a spina, a fila indiana, ma sempre vicine vicine. Una volta entrati, però, tutto è stato semplice. Perché Liberati è una bottega, di quelle fini, con le cose giuste, scelte con cura, presentate con cura, conosciute con cura, ma è anche (yuppi!) una bottega vera.
Una bottega che è anche di quartiere, dove si entra per comprare le polpette per la cena, un vino da portare agli amici, una bottega con la mamma alla cassa, il babbo macellaio, il figlio che ha trovato la sua strada tra tradizione e innovazione, ma non così per dire, come uno slogan macinato e ri-macinato, ma per davvero nei modi, nei prodotti, nelle mani. Se c’era bisogno di capirlo, lo abbiamo capito bene (benissimo!) durante un’esperienza comparata e goduriosissima in cui, mano al coltello, la battuta di Fassona se la vedeva con una Maremmana ed allora lo senti il fieno? lo vedi il colore? una è seduta, tenerissima e morbida l’altra sa di pascolo, profuma, non conosce la stalla.

Dunque ci siamo fermati, abbiamo fotografato, chiacchierato, assaggiato, ri-chiacchierato,  di nuovo, con chi stava dietro il bancone, dietro la cassa, dietro il prosciutto, con chi passava di lì per il vino, per le polpette, per il prosciutto Dok dell’Ava (quello che al fotografo non piace proprio per nulla…), e pure per certe caciottine al ginepro, per le coppiette, la marmellata di clementine, la farina Marino insomma già che eravamo lì abbiamo pure fatto la spesa. La prossima volta però veniamo in metro.

Bottega Liberati

Via Flavio Stilicone 278-280-282
Metro: Giulio Agricola
Tuscolano (Quartiere Don Bosco)

http://www.bottegaliberati.com

Grazie a tutti per l’accoglienza meravigliosa, grazie a Roberto, a Emilio a Giulia, grazie davvero a tutti. E un grazie particolare anche a Luca che ci ha portati fin qui.

14 Commenti a “liberati”

  1. comidademama scrive:

    Amo le vostre recensioni. Quando vengo a Roma mi ci portate?

  2. izn scrive:

    Aaaaaaaaaaahhhh!!! La bottega magica dei Liberati (sospiro). Ma quanto è bello il grembiule arancione di Roberto? E quanto è dolce e geniale Giulia?? Roberto, sai che qui a Formello si sta proprio che è una meraviglia? Mai pensato di trasferire la bottega a Roma nord, in mezzo alla campagna selvaggia? Qui c’è un sacco di posto per parcheggiare :-)))

  3. trolley scrive:

    Confermo che è proprio una bottega di quartiere, quando la sera ho il frigo che chiede aiuto in 10 minuti a piedi risolvo il problema cena e con molto piacere per il palato!

  4. Ila scrive:

    Wow che posto! Da aggiungere alla lista dei luoghi imprendibili, in cui dovrete assolutamente portarmi….QUANDO VERRO’ A ROMA…!???!

    • maite scrive:

      certo che sì Ila, ma tu sbrigati a venire! che qui la lista si allunga e ti ci vorrà qualche mese per fare tutto…

  5. Ila scrive:

    Ops…volevo scrivere imperdibili :)

  6. M. scrive:

    Dio che invidia. E che gola…

  7. guglielmo scrive:

    allora
    1 io volevo esserci anche io
    2 ma quanto e’ invitante quel battuto al coltello
    3 sono stato a roma sabato! me lo potevate consigliare :P
    4 beh mi sa che a roma c’e’ sempre un buon motivo per tornarci
    5 ma quanta fame c’ho ora?

  8. Luca scrive:

    Prego, prego…;-)
    Da parte mia posso solo aggiungere che tutte le volte che sono passato alla Bottega, l’atmosfera e la cordialità, anzi direi l’allegria, erano sempre quelle di quel pomeriggio.

    P.S. un saluto anche ad Arnaldo che non c’era…

  9. Alex scrive:

    Facciamo che vengo a Roma quando viene Elena e ci portate insieme?

  10. claudia.f scrive:

    bellissimo. rendete tutto un po’ speciale. grazie
    c.

  11. [...] è che Roberto Liberati (quel “macellaio” tanto speciale di cui avevamo già parlato: qui ) ha il ricordo vivo e vegeto del garofolatino della sua nonna e che dunque non solo ci ha fornito [...]