quando Milano incontra Roma: la cena di identità golose all’Open Colonna

C’è chi dice che gli stereotipi ci aiutino a vivere: bombardati da una quantità imponderabile di stimoli e di informazioni non possiano processare tutto, dunque prendiamo qualche scorciatoia e ci fidiamo di quel che si dice, di quel che si sa, degli stereotipi appunto.
L’altra sera all’Open Colonna di Roma per le cene di Identittà Golose nell’ambito del progetto Sognatori del Gusto, qualche tentazione in questo senso l’abbiamo avuta perché, inevitabilmente, il matrimonio tra Roma e Milano, tra Milano e Roma di stereotipi se ne porta dietro tanti, anzi diciamo pure che ce li ha dentro incorporati.
La serata è stata mondana, mondanissima sulle terrazze da urlo dell’Open Colonna con il tempo più dolce che solo Roma sa sfoderare. Paolo Marchi con la brigata di Identità era in trasferta a presentare cinque giovani chef del centro-sud (l’anno scorso era toccato al nord), Antonello Colonna faceva gli onori di casa.
Noi al gran completo ci siamo goduti la serata con qualche brivido, prima la memoria della macchina fotografica bruciata, poi la perdita delle chiavi (di casa, della macchina, di tutto… per fortuna ritrovate!); abbiamo sofferto un po’ per i tacchi alti (la cena era più o meno in piedi) e naturalmente mangiato…


Gli chef erano:
Valerio Centofanti de L’Angolo d’Abruzzo a Carsoli (L’Aquila)
Piero D’Agostino de La Capinera a Taormina (Messina)
Nicola Fossaceca Al metro di San Salvo (Chieti)
Enrico Pierri del Sanlorenzo a Roma
Michele Rorondo di Masseria Petrino a Palagianello (Taranto)

Fronte cibo quel che ci ha colpiti di più è stato, probabilmente per affezione sicula, l’insalata di arance di Leonforte con cipollotto di Giarratana, pesce azzurro e mandorle di Pietro D’Agostino. Il fatto è che la cipolla giarratana è uno di quegli ingredienti che non solo abbiamo messo nel libro, ma che proprio conserviamo nel cuore: è un fatto di forma e di sostanza, la cipolla giarratana è buonissima e bellissima, tonda, dolce e, come molte cose in Sicilia, grossa, ma proprio esagerata, fino a 2 kg l’una! Le mandorle poi, quelle pizzute di Avola che ben conosciamo, stavano coerentemente bene in quell’insieme, a compensare l’arancio che pure non spingeva, a fare crema senza pesare.

Ci è piaciuto molto anche il Cherry Cake di Nicola Fossaceca che della ciliegia utilizzava tutto, peduncoli compresi, peccato solo che con l’audio non proprio perfetto e l’ora che avanzava ci siamo persi i dettagli della ricetta. Del resto, tocca dirlo? eravamo a Roma, mica a Milano!

La notizia a questo punto è ufficiale e arriva alla fine di una carrellata di foto come mai su questo blog si sono viste tutte insieme, a novembre (il prossimo novembre, con data ancora da definirsi…) il matrimonio si farà: Identità golose avrà una sua giornata romana. A rivederci.

6 Commenti a “quando Milano incontra Roma: la cena di identità golose all’Open Colonna”

  1. che bello che deve essere stato, che invidia! però quella maxi foto della ragazza semianoressica coperta dalle fettuccine proprio li mi ha fatto passare la fame..ma come gli vengon in mente certe cose?? bah!

  2. Dana scrive:

    Io c’ero! E’ stato divertente e curioso essere lì, visto che non avevo mai preso parte ad eventi del genere. Però l’audio era proprio pessimo!
    Anche a me l’insalata di arance di Leonforte con cipollotto di Giarratana, pesce azzurro e mandorle è il piatto che è piaciuto di più.

  3. pina scrive:

    I was there e concordo in pieno: il sugherello con le cipolle e gli agrumi era veramente gustoso, solare,proprio primaverile, ecco.
    Peccato davvero per l’audio, troppa mondanità e troppa confusione :(

  4. Vincenzo scrive:

    Bello il reportage. E segnalo tra gli aperitivi la pizza di Franco Pepe [noi abbiamo fatto anche un intermezzo con le caiazzane ;-)]

  5. agnese scrive:

    concordo con Chiara…la foto della ragazza dai capelli rossi in stile “Profumo” la trovo molto inadeguata…un’evento all’insegna del buon cibo non si concilia affatto con la solita modella taglia 36-38…

  6. Maria scrive:

    serata bellissima! Pietro D’Agostino con l’insalata d’arance di Leonforte con cipollotto e sugherello: un trionfo. Peccato per gli altri chef: l’audio, già precario, è peggiorato.