l’altra faccia di calycanthus

Il fatto che spesso i fratelli minori abbiano le idee più chiare dei maggiori lo avevamo constatato fin dall’inizio di questo blog che ha ormai “ben” quasi cinque mesi. Ponderati nelle scelte e incerti nell’enunciazione delle proprie identità i figli primogeniti finiscono qualche volta per farsi raggiungere dall’irruenza senza pensieri di chi è arrivato dopo: e così sembra essere successo alla Cucina di calycanthus, sorellina minore di Calycanthus.
In realtà nell’una c’è molto dell’altro e viceversa… così se si sa che nella cucina c’è l’arte, nell’arte proviamo a metterci la cucina…

…così abbiamo fatto in occasione della mostra di Pietro Weber, Città d’Oriente, che si è conclusa proprio ieri. Della mostra, evento parallelo di Manifesta7 e in relazione con Oriente Occidente, ci sarà spazio e modo (speriamo!) di parlare altrove, qui due parole sulla vernice del 10 settembre per la quale La Cucina ha preparato una quantità esorbitante di biscottini di kamut con le forme disegnate dall’artista  (ritagliate poi a mano una a una da Maite e Marie), bicchierini di melone e melanzane secondo una ricetta ebraica “trafugata” a un matrimonio, e un aperò di prosecco e succo di melograno…

… domani i dettagli delle ricette, oggi un grande grazie a Pietro innanzitutto, a Gilberto, a Marianna, a Ilaria, agli amici e ad Anna che lo ha fatto succedere!

1 Commento a “l’altra faccia di calycanthus”

  1. silvia scrive:

    La mostra era bella e i vostri cibi pure ciao