Le paté de mémé

Il fotografo si lamenta, si lamenta e si lamenta. La verità è che quando lo lasciamo solo, non solo se la spassa, ma di norma è ben circondato di provviste. Questa volta nel suo panierino di sostentamento è finito pure un barattolo fait-maison del paté di Mémé.
Mémé è il termine francese per dire nonna, ma ovviamente per noi la mémé è la nonna di Marie, anche se lei è spagnola, ma vive da più di sessant’anni in Francia, proprio in una delle zone del Foie Gras e di tutto quello che ne con-segue. Mémé Jeanne (ovvero Juana) vive vicino a Toulouse, per la precisione a Gourdon en Quercy e di barattoli di paté ne mette insieme (e poi en route) molti, anzi moltissimi. I suoi barattoli viaggiono ormai da anni tra la Francia e l’Italia, e quando arriva in Toscana, ha sempre paté per tutti.

Sì, ma la ricetta?

Telefonando à mémé Marie si diceva: “e ora come faccio?” che le nonne, si sa, sono tutte un po’ ad occhio. “Poi ti regoli”, “Ne metti quel che serve”, “fai come al solito”, “quando vedi che va bene”, “ne metti un poco-non troppo-non troppo poco- insomma giusto…”

E invece mémé ha dato una risposta più che precisa. Ecco le sue parole tradotte in italiano.

Vegetariani astenersi nel leggere il procedimento!

La ricetta

dosi:

1 kg di fegato d’anatra (sono i fegati quelli preparati appositamente per fare il fois gras, cioè l’anatra purtroppo viene letteralmente ingozzata per farle avere un fegato molto grosso).
2 kg di impasto per fare le salsicce (anche qui si deve dire al macellaio che serve per fare il paté così darà la carne vicino alla guancia che è migliore)
sale e pepe (e qui è ad occhio (!!), ma dice che ci vuole un bel po’ di pepe. Il sale come per salare tipo un kilo di pasta)

procedimento:

Pulisci i fegati, togli se ci sono i nervetti, tagliali a pezzettini e poi comincia ad amalgamarli con l’impasto per le salsicce come se tu facessi una pasta brisée. Dopo un po’ aggiungi il sale ed il pepe, mi raccomando abbastanza pepe per dargli un po’ di verve. A questo punto, dopo aver pulito bene i barattoli, metti l’impasto, premendo molto bene per togliere la possibile aria. Chiudi e fai bollire per sterilizzare circa 3 ore. A questo punto sono pronti e si conservano per molti, molti anni.

Merci, mémé Juana/Jeanne.

14 Commenti a “Le paté de mémé”

  1. comidademama scrive:

    Ho avuto il piacere di assaggiarlo ed è da Premio Nobel.
    Non credo mi azzarderò a provare a farlo. Se non altro per la difficoltà che ho nel reperire dei buoni ingredienti. Ma mai dire mai.

    Grazie mille mémé Juana/Jeanne per avere condiviso la ricetta.

  2. Elvira scrive:

    Merci à vous, non so se nanche io lo farò mai (anche perchè, ammetto, devo ancora assaggiare un paté di fegato d’oca e capire se mi piace), ma leggervi e immaginare dalle parole tradotte la mémé ch racconta è stato bellissimo :)

  3. Alex scrive:

    Quel barattolino è commovente

  4. sara scrive:

    ecco…. anche io vorrei un barattolino di quella bontà….

  5. viola scrive:

    ciao!!!!! ho molta nostalgia dei vostri meravigliosi piatti. Sto aggiornando il blog e sono senza blogroll, per me un disastro! Spero di finire presto e di tornare alle mie visite regolari ( più o meno insomma) Per il momento comunque vedo che i due punti di domanda stanno ancora li……Non mi sono persa una presentazione ufficiale insomma ;)
    Il patè è delizioso. Un bacione e a presto

    • maite scrive:

      ciao Viola non ti sei persa presentazioni né ufficiali, né ufficiose però ti dico (quasi in un orecchio…) che i punti di domanda saranno in libreria il 3 novembre.

  6. Mademoiselle Manuchka scrive:

    Evviva la nonnina.. e i punti interrogativi..

  7. lydia scrive:

    Ecco, quei patè sono arrivati anche in costiera sorrentina e sono stati protagonisti di un aperitivo/cena per me e il mio papà cor a cor.
    Strepitoso.
    Il mio era in un barattolo di latta, una buatta per dirla alla napoletanofrancese: un sogno

    Evviva i punti interrogativi

    P.s.
    non vorrei proprio essere nei vostri panni, dovete pensare a ben 4 dediche cadauno, che fanno 12

    • marie scrive:

      si, Lydia, era proprio quello. A volte lo prepara nei barattoli di vetro ed altre volte nelle “buatte” che viaggia meglio.
      ??? :)

  8. M. scrive:

    Io che ho un bel debole per paté, terrine e ogni pastrocchio di quella fatta mi ci cimenterei al volo, solo che di fegati grassi di anatra dalle parti mie non se ne trova. Lo posso sostituire con altri pezzi di volatile o sono costretto a comprarmi un pennuto e a ingrassarlo a colpi di carbonara? E le terrine di quadrupede, come si fanno le terrine di quadrupede?

  9. vi dirò una cosa: una volta a casa di amici la nonna mi fa mangiare dei buonissimi crostini con del patè sopraio nn chiedo di cosa sia mangio e bastail giorno dopo la vedo all’opera nel prepararlo e stavo per morire..ecco certe cose io è meglio che le mangi e basta senza indagare.ihihihih

  10. Lena scrive:

    ok la vostra mémé del Sud-Ouest è un mito! Appena posso ordino un fegato all’allevatore!!!
    Brave Brave anzi Bravi!!!

  11. Francesca scrive:

    Ricetta semplice e favolosa…è quello che cercavo!