baccalà alla flamenca

Ha riaperto. Il banchetto -baccalà, stoccafisso e aringhe asciutte- al mercato di San Giovanni di Dio, ha riaperto. E noi, felici e contenti ci siamo fiondati dalla signora per averne un bel pezzo di baccalà, bianco e immacolato e già carico di promesse.
A casa, anche per far le coccole al fotografo che in questi giorni festeggia un certo compleanno a cifra piena, abbiamo deciso di fare le esperienze comparate, di cucinare cioé il baccalà in due diverse versioni, etrambe di derivazione spagnola, ma molto, molto diverse tra loro. L’esigenza nasceva pure, tocca ammetterlo, da una difficoltà in cui spesso finiamo per incappare, ovvero la fatica di scegliere: quale facciamo? questo o questo? e allora è un attimo scivolare sul vabbè-allora-tutte- e-due….

Questa prima versione, che su Cucina (rivista spagnola che il fotografo riporta indietro ogni volta che scappa a Barcellona) de Otono, chiamano non si sa bene perché a la flamenca è decisamente gustosa, anche se non esattamente dietetica (pur avendo  largamente censurato la panna nella nostra versione…).

La ricetta

Ingredienti
4 filetti di baccalà
2 dl di panna liquida
4 cucchiai di mostarda in grani
olio extravergine di oliva
sale e pepe

per il puré:
6 patate medie
1 dl di latte
2 cucchiai di burro
2 cucchiai di senape in grani
sale e pepe

Mettere la panna liquida in un pentolino e scaldare per 4 minuti, unire la senape e salare, proseguire la cottura per altri tre minuti, quindi lasciar intiepidire. Una volta raffreddata spennellare con la salsa i filetti di baccalà e tenerli da parte.
Cuocere le patate per 20 minuti, scolarle e schiacciarle bene con la forchetta, unire (a caldo) il burro, il latte e la senape in modo da ottenere un puré omogeneo, aggiustare di sale.
Far dorare i filetti di baccalà in una padella antiaderente con un cucchiaio di olio extravrgine di oliva per 2 minuti per lato. Disporre un letto di puré caldo nel piatto  e accomodarci sopra i filetti di baccalà, condire con la salsa rimanente e qualche rametto dell’erbetta preferita (nel nostro caso pimpinella).

10 Commenti a “baccalà alla flamenca”

  1. Sara scrive:

    e allora…. auguri per quel certo compleanno al fotografo e … buon appetito!

  2. Gaia scrive:

    Tanti auguri per i 30 anni del fotografo!
    ;-))

  3. agri scrive:

    dunque il baccalà alla flamenca è il dolce per il compleanno del fotografo? beato lui!

    • maite scrive:

      ehm, no, non è il dolce del fotografo, perché il fotografo ha voluto per il suo genetliaco un dolce di quelli da due giornate (?!??!!) di lavoro imprevisti compresi… sigh

  4. ila scrive:

    Ullalaaaaaa!Con questa ricetta da leccarsi i baffi i festeggiamenti per il compleanno tondo del Fotografo sono iniziati alla grande.Io comunque sono contro la censura della panna…
    BUON COMPLEANNO E BACI GRANDI!

  5. Symposion scrive:

    buona questa versione flamenca! chissà perché poi questo nome, mica balla?? :D
    auguri al fotografo!

  6. Valeria scrive:

    evabbè, dai, dietetica un’altra volta! mo’ venerdì che c’è il mercato compro il baccalà e la provo!

  7. Mario scrive:

    Quel “banchetto baffuto” che frequentiamo ad ore così lontane tra loro ma decisamente vicine per i rimandi del buon gusto in cucina (il tuo ovviamente, io mi arrangio :P ehehheehe) prima o poi farà da crocevia ad una spesa “insieme”…magari ti presento gli altri miei ‘amici’ della combriccola con l’aspettativa che però…potrebbero, anzi di certo sarannoanche i tuoi :D ahahahahahaha
    Ottimo lo spunto me lo segno in attesa di incrociarci…sperando che la cosa avvenga prima che io vado al mercato con il “carrellino” :P eheheheheeh

  8. Ma che bontà…E poi la senape in grani è divina! L’ho assaggiata la prima volta quando vivevo a Parigi e me ne sono subito innamorata!!! Ottima ricetta…davvero! Prendo nota ;)!
    Ema