i kipferl di Felder

Il week end è stato di quelli da far tremare la glicemia. Al mercatino della Chiesa Valdese di Roma c’era una folta schiera di manine al lavoro (lo avevamo annunciato qui, mentre Caris ne racconta qui), un tavolo sommerso di dolcezze (e non solo) e chiacchiere a non finire.
Per noi c’è scappato pure uno zighinì (buonissimo) per pranzo, mentre il fotografo poverino se ne stava rincattucciato a casa con l’influenza.

A mo’ di viatico prima di lasciarlo solo a casa gli avevamo però concesso cinque biscottini (ma proprio cinque di numero) sottratti all’ultimo pacchettino, roba romantica (!), molto da femmina (!!), ma l’ha consolato non poco.

La ricetta è di Felder, scovata nell’ultimo numero di Elle à Table (che li chiama francesemente Kipferle) ed è comprovato che cura l’influenza.

La ricetta

Ingredienti
per 20 pezzi

35 g di zucchero semolato
1 stecca di vaniglia
120 g di burro morbido
140 g di farina
60 g di polvere di mandorle
1/2 cucchiaino di vaiglia liquida (noi non l’avevamo)

+
60 g di zucchero a velo
30 g di zucchero semolato
2 sacchetti di zucchero vanigliato

Pre-riscaldare il forno a 170 gradi. Versare lo zucchero semolato nel mixer, aggiungere la stecca di vaniglia e mixare fino ad ottenere uno zucchero molto vanigliato. Setacciare lo zucchero, unire il burro, la farina, la polvere di mandorle e la vaniglia liquida. Mescolare l’impasto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una pasta omogenea. Lavorare questa pasta con la mano in modo da ottenere una palla. Dividetela in quattro pezzi. Sul vostro piano di lavoro leggermente infarinato, fomate dei salsicciotti allungati. Allineateli  e tagliateli in pezzi regolari di circa 2 cm. Arrotolateli in forma di cornetti regolari. Metteteli in una placca da forno eggermente infarinata, infornateli e lacsiateli cuocere per circa 15 minuti. Durante questo tempo mescolate insieme lo zucchero a velo, lo zucchero semolato e lo zucchero vanigliato. Quando escono dal forno lasciate raffreddare i biscotti prima di passarli nello zucchero vaigliato.

14 Commenti a “i kipferl di Felder”

  1. Elvira scrive:

    Allora il fotografo sta meglio?

    Mentre mi scioglievo mangiando uno di questi biscottini mi sono detta che non imparerò mai a pronunciarne il nome :)

    Un abbraccio affettuoso a voi, è sempre una gioia vedervi!

  2. Alex scrive:

    Come vi ho pensato e mi sono ricordata della prima volta in cui ci siamo incontrati … proprio al mercatino della Chiesa valdese. I kipferl sono una garanzia, piacciono a tutti e fanno miracoli.
    Un abbraccio a voi tre

  3. robertopotito scrive:

    i kipfer una delizia autentica. E voi ancor più deliziose…
    grazie mille per la vostra partecipazione. Un abbraccio!

    • marie scrive:

      grazie a te Roberto, per tutto.
      Il tuo panettone è fantastico. Qui urge corso. Un abbraccio.

  4. maite scrive:

    @Elvira: sì, sì, sta meglio, anche se insiste che forse 36,8 è ancora un po’ febbre… Grande abbracci a voi, grandi e piccino.
    @Alex: mi ricordo perfettamente anche io ed in effetti quest’anno ci sei mancata. PS ho ancora il tuo quaderno intonso, lo conservo e mi manca il coraggio di usarlo.
    @Roberto: ma grazie a te di fare tutto quel che fai. A presto.

  5. lise.charmel scrive:

    li feci l’anno scorso da regalare alle amiche a Natale: mi avete fatto venire voglia di rifarli!

  6. guarda… anche se non dovessero curare l’influenza andrebbero bene lo stesso. Ti assicuro :)

  7. paoletta scrive:

    cercando di non farmi distrarre troppo da quel golosissimo zucchero a velo, questi dolcini mi ricordano tantissimo le “corna di gazzella” di origine africana, che mi fecero provare tanti anni degli amici marocchini…che belli questi “incroci” geografico-culinari!! buona serata

  8. sara scrive:

    quando riesco a trovare un po’ di tempo per fare i biscotti di Natale i kipferl ci sono sempre (sono anche riuscita a farmi regalare uno splendido stampo per farli ;-))
    la prossima volta proverò sicuramente questa ricetta, sono in cerca di quella perfetta!

  9. Mario scrive:

    I kipfer mi mancano e mi pento di averli avuti a portata di mano senza portarli a casa. Ricetta segnata tanto più che cura l’influenza…ah dimenticavo 36,8 gradi sono certamente…ancora febbre! :P ahahahahaha
    PS
    Tutto risolto mia sorella avrà il pacchetto cn i due libri…posso dire che sono stati scritti anche da due amiche o è millantato credito? :P ehehehehe

  10. caris scrive:

    Me li ricordo benissimo perchè sono di una bontà unica! li regalerò per Natale (sempre che riesca a non mangiarli io)

  11. [...] ricetta originale la potete trovare qui. Personalmente ho trovato difficoltà a tritare lo zucchero con la stecca di vaniglia nel [...]