terrina di sgombro

Gli anni Settanta sono dentro di noi, c’è poco da fare. Per quanto si cerchi di emanciparsi, di andare oltre, di emendarsi e di lasciarseli alle spalle loro sono sempre lì, te li ritrovi in bocca senza capire bene perché.
Nel caso di questa terrina però i passaggi non sono stati così involontari, ed anzi percorsi a ritroso in piena consapevolezza, pure con un certo sforzo, visto che il libro di Elena Spagnol non si sapeva bene dove fosse andato a finire.
100 piatti facili di alta cucina
, Elena Spagnol per Sonzogno editore non è solo un classico, ma è stato un passaggio fondamentale dell’autonomia (e dell’autostima) di mia madre in cucina e successivamente della mia. Prima somministrato in pillole al telefono (un po’ come quelle favole, qualche anno prima), poi finalmente al secondo anno di università concesso in uso, generosamente accluso ai bagagli in partenza per Siena tra la biancheria stirata e qualche provvista per la sopravvivenza a lunga durata.

Una delle ricette più eseguite, più replicate a cene, merende, feste e pure week end di reclusione pre-esame era una terrina di tonno, riadattata, parole della Spagnol, da una ricetta di Helen McCully ed oggi ripescata in rete (quasi uguale) con il nome roboante ed esotico di terrina di tonno alla bostoniana.
Oggi però non sono più gli anni Settanta e neppure più gli anni Novanta, dunque il tonno qui non si compra più. Dunque al tonno abbiamo sostituito lo sgombro ed abbiamo eliminato i pistacchi (ci starebbe bene propabilmente un po’ di pepe rosa in grani di cui però al momento eravamo sprovvisti).

La ricetta di Elena Spagnol (riadattata)

Ingredienti

200 g di sgombro sott’olio (ben scolato)
2 uova sode
180 g di formaggio spalmabile
3 cucchiai di cognac
pepe bianco macinato abbondante

Scolare bene lo sgombro, spezzettarlo con le dita e metterlo nel frulatore con tutti gli altri ingredienti. Montare bene fino a ottenere una crema a grana fine e spumosa, conservare in frigo per almeno 3 ore e servire ben fredda. Tutto qui.

13 Commenti a “terrina di sgombro”

  1. francesco da novara scrive:

    ogni ricetta è un brano di letteratura!

  2. claudia scrive:

    beh, non saranno più gli anni Settanta ma questo “paté” di sgombro è intramontabile a parer mio! Mi ci hai fatto venire voglia ora…
    Io facevo una cosa simile, negli anni 90 però, con il prosciutto cotto :D

    • maite scrive:

      è vero sì Claudia c’era pure quello di prosciutto, altro cavallo di battaglia della vita universitaria e mi sa, nella mia versione, sempre tratto dal libro della Spagnol, ora vado a indagare…

  3. ce li siamo lasciati indietro ma ci portiamo a casa questa bella ricetta :)

  4. Gio scrive:

    la ricordo anch’io la crema di sgombro… non vorrà certo dire che sono vecchio??? :D

  5. Gaia scrive:

    tutto qui? e vi par poco? con quell’aroma di cognac (che non tengo°) deve essere fenomenale…

  6. Oxana scrive:

    Adoro lo sgombro sott’olio! Coppio subito la ricetta, mi piace tutto tutto, grazie;)

  7. maru scrive:

    Mi piacete proprio! Ho addirittura un debole per i vostri di ricordi universitari (e annesse ricette).
    Qui, secondo voi, qual’è il formaggio spalmabile giusto? Del tipo inodore-insapore? E il cognac è sostituibile?

    • maite scrive:

      ehm grazie. Per il formaggio sì proprio quello inodore e insapore era all’uni, ora se vuoi andare più sul “sofisticato” anche una robiola leggera o più neutro un quark. Sul congnac, secondo me ci sta e ci vuole. Baci