aringhe marinate di Coriolano

E alla fine ci siamo riusciti. Spellate, sfilettate, dislescate e infine marinate.
Io che temevo per la pelle me la sono invece vista brutta con le lische: ma quante ne tiene un pesce relativamente così piccolo? e quanto lunghe e quanto strette? come l’impalcatura ossea di una nave vichinga.

La ricetta quella viene direttamente da Ciriolano, che a sua volta ha rielaborato quella della mamma Giulia, il tutto per mediazione elettronica di Silvia.
Grazie a tutti.

“Mettere l’aringa in acqua calda per ammorbidirla per poi levare la pelle più facilmente. Una volta spellata aprire l’aringa, mettere da parte le uova, levare la spina centrale e sfilettarla. Levare la pelle che riveste le uova e metterle sott’olio insieme ai filetti di aringa. Lasciare riposare almeno qualche ora prima di mangiare.

NOTE

Coriolano spezzetta i filetti, ci aggiunge un po’ di buccia di arancia, delle olive nere snocciolate e un po’ di erba cipollina, invece la madre lascia i filetti interi aggiungendo solo le uova, che lascia intere perché tanto un po’ si sfarinano una volta lasciate nell’olio.

Per spellarla si usa anche scaldare una padella e abbrustolire la pelle dell’aringa prima su un lato e poi sull’altro, ma con l’acqua calda si stempera un po’ il salato ed è più buona”.

3 Commenti a “aringhe marinate di Coriolano”

  1. Alex scrive:

    Mia madre ne andrebbe matta

  2. Claudia Annie scrive:

    che supermeraviglia originalissima, questa ricetta! complimenti, un bacio!

  3. Che pazienza che ci vuole a togliere le spine! Mi piace tanto questa ricetta, ma si possono conservare qualche giorno in frigorifero?