castagnole, di nome e di fatto

Ci sono cose che finché non le fai non sai nemmeno il perché.
Il perché siano tanto famose, il perché esistono da sempre nel loro tempo preciso, il perché si chiamano come si chiamano.
Così è stato delle castagnole, che abbiamo sempre visto, sentito, annusato e pure mangiato a Roma (e pure fuori di qui) senza fermarci a pensare, se non vagamente, cosa avessero poi in comune con le castagne.
Invece mentre le fai, mentre le friggi, mentre le vedi gonfiarsi e creparsi nel mezzo assumendo il tostato colore di una castagna, all’improvviso realizzi che non è astrazione o metafora, che è proprio vero alle castagne somigliano.

Poi come se non bastasse mangiandone a profusione (che calde calde sono un’altra cosa…) scopri pure che tendono a “intuppare il gargarozzo” e allora meglio berci su un bicchierone di latte o anche, come preferisce il fotografo, un bicchierino di rum che infondo già ci sta nell’impasto…

La ricetta

300 g di farina
2 uova e un tuorlo
100 g di burro
60 g di zucchero
la buccia grattugiata di mezzo limone bio
un pizzico di sale
1/2 bicchierino di rum

+ olio di semi di arachidi per friggere
+ zucchero a avelo e zucchero semolato (* cannella)

Montare le uova con lo zucchero, unire il burro tiepido, la farina con il sale, la scorza di limone e in ultimo il rum. Impastare fino a ottenere una pasta morbida e leggermente appiccicosa (dovrebbe comunque staccarsi bene) e quindi lasciare riposare coperta 1 ora.
Formare delle palline della grandezza di una noce e friggere in olio di arachidi ben caldo: la difficoltà sta nell’azzeccare temperatura e tempo, le castagnole devono avere il tempo di cuocersi all’interno senza scurisirsi troppo in esterno. Il consiglio è di fare una prova con la prima, aprirla per controllare la cottura e quindi procedere con le altre.
Una volta scolate, passate nella carta assorbente e leggermente raffreddate le castagnole vanno tuffate in un mix di zucchero a velo e zucchero semolato a cui aggiungere cannella in polvere se piace.

3 Commenti a “castagnole, di nome e di fatto”

  1. martina scrive:

    foto stupenda! buona giornata.

  2. Ania scrive:

    buone, buone, buone!!! Bella l’idea della cannella in spolveratura..non ci avevo mai pensato ;) Grazie

  3. sara scrive:

    Mi ricordano troppo la mia infanzia!!!!Bellissima presentazione.Bacione