un cigno “per bene”

Ci sono dispiaceri bambini che durano il tragitto di un’ora o di un giorno, rincorrendosi in un tempo che è sempre al presente.
La compagna di banco mi ha rubato la gomma, ho sbagliato l’ultimo salto giocando all’elastico, la maestra è noiosa, la molletta smarrita, le vacanze lontane, e la neve svanita.
Ma nel ricordo bambino di quei giorni e quell’ora c’è sempre alla fine il ritmo di un rito: la domenica mattina si scende in città, io e papà, papà ed io.
Il Corrierino dei piccoli, un pacchetto di Big-Buble blu. Poi seduti al caffè a leggere insieme, il succo di frutta e un magnifico cigno, sbuffoso di panna, leggero leggero. Sempre lo stesso.

Si affaccia sulla mia settimana, lo guardo e penso, ogni volta, che non posso mangiarlo, è troppo bello, troppo danzante. Ma la panna mi invita, le ali sono cucchiaini perfetti. Alla fine non resta che il lungo collo sinuoso, lo mangio per ultimo, come ogni volta, pensando felice domenica prossima.

Per mille e uno conforti ricevuti, spalmati sulle settimane della scuola lontana, ho deciso finalmente di farmi da sola quel cigno. Impastare i bignè, metterli al forno, montare la panna, dargli la forma e poi poggiarlo, leggero, sul vassoietto di legno. Ricordo anche lui ma di un tempo che è qui, che mi porta ogni giorno il primo caffè.

La ricetta quella no, non è qui, la trovate se volete nella rete, appena un poco più giù…

con il cigno delle elementari abbiamo infatti partecipato ad una raccolta di ricette per Genova, per l’alluvione che forse è “passata” ma che ha lasciato il suo segno profondo ben oltre il tempo corto e fluttuante dei giornali.

Tutte le notizie sul progetto qui: http://www.libroperofficina.it/
Per acquistare e scaricare il libro qui: http://kartaedizioni.com/negozio/ricette-per-bene/

4 Commenti a “un cigno “per bene””

  1. Elvira scrive:

    Il cigno è anche nella mia infanzia. Però io il collo lo mangiavo per primo, intinto nella panna, e poi mi abbandonavo ai piccoli sbuffi bianchi raccolti nelle ali-cucchiaino.

    Ma quanto è elegante il tuo, e quanto è bello questo progetto? :)

  2. marcella scrive:

    Il Cigno c’è anche nella mia d’infanzia,in quella pasticceria nell’alto lago tappa fissa dei viaggi verso la montagna….
    Non li ho piu’ incontrati dei cigni così….

  3. maite scrive:

    ma che bello condividersi i cigni!

  4. elisa scrive:

    un cigno
    c’est plus que l’enfance plus que la légèreté !
    oui le carton de gateau du diamche moi aussi avec mon père
    c’est juste une certaine idée de la vie
    la volupté et l’innocence de la gourmandise
    merci pour ce moment suspendu
    à bientôt de se voir à Rome
    Elisa