taste 2012

La premessa è d’obligo: sara un post personale, personalissimo, con poco di istituzionale e con la rinuncia in partenza all’oggettivo, all’omnicomprensivo al volo d’insieme. Sì perché se Taste lo guardi per esteso diventa difficile farne il riassunto, venirne a capo e metterci il punto e allora per non perdere il filo conviene innanzitutto trovarsi un punto di vista, mettersi a sedere, fare un respiro e da lì incamminarsi.

Il nostro punto di partenza (e di molti ritorni) è stato il pollaio. Poetico e geniale allestimento, creato come l’anno scorso dai ragazzi della Fondazione Achille Castiglioni (Francesco Gusella, Marco Marzini, Michele Malazzini, Daniela Petrillo) per Guido Tommasi editore (il nostro editore…). Ci siamo seduti lì, tra una balla e l’altra (questo è il titolo del progetto) e abbiamo chiacchierato, sorriso, abbracciato gli amici, alzato gli occhi al cielo a guardare colombe, seguito scale a vertigine bianca.

Poi ci siamo incamminati per molte escurioni alcune mirate, altre proprio a casaccio disegnando man mano una mappa che si chiariva assaggio per assaggio, sul filo dei consigli e delle esperienze proprie e di quelle altrui.

Il prosciutto San Giovanni di Capitelli
ovvero: non dirò mai più che a me il prosciutto cotto non mi fa impazzire. Perché questo prosciutto qui è la prova provata che dipende, dipende da come le cose si fanno, dipende dalla materia prima, insomma dipende. Lo abbiamo assaggiato sia tradizionale che leggermente affumicato, lo abbiamo assaggiato di mattina, di pomeriggio e pure all’imbrunire e ne avremmo voluto ancora e ancora perché si scioglie in bocca, ha sapore e non sale, perché non senti la fibra che spesso nel prosiutto cotto impasta la bocca.

Fossa dell’Abbondanza_ Anna e Renato Brancaleoni

“I miei genitori avevano un emporio e sartoria dove i contadini andavano ad approvvigionarsi pagando in natura (uova, grano, formaggi, pollame,…). Una Parte di questi prodotti veniva portata sui mercati principali e monetizzata mentre la rimanente diventava oggetto di stagionatura. La si doveva conservare per essere poi immessa sul mercato in seconda battuta; per questo la si trasformava ed arricchiva con profumi e sapori.” (Renato Brancaleoni)

La storia sta qui, il formaggio ci si affina dentro con un sapore e una personalità che altre cose, magari pure buonissime, non hanno. E staresti ad ascoltare e ad assaggiare, ad assaggiare e  ad ascoltare, di un naso (quello del signor Renato) che si è formato a vent’anni  per amore della Vespa del padre, di una nipotina con un naso già molto promettente che ha dato il nome al più dolce dei loro formaggi, Il bluMatilde..
www.fossadellabbondanza.it

e poi torni alle colombe…

e poi riparti e ri-trovi un ricordo. Negli anni di un’altra vita in cui insegnavo a Torino c’era (e ancora c’è), pericolosamente vicino alla stazione, il negozio di Giordano che fa cioccolata eccelsa, ma che fa soprattutto gianduiotti eccelsi, prodotti artigianalmente e sicuramente tra i migliori mai assaggiati nella vita.

http://www.giordanocioccolato.it/

e poi e poi suggestioni in ordine sparso, lungo tre giorni di sguardi e di assaggi.

Ci ha colpito, e tanto, un libro rosso con tanti disegni che illustravano piatti della cucina italiana (dal fegato alla veneziana, alla trippa alla romana, dai canederli alla pasta per la pizza) che stava in una sezione un po’ defilata e senza troppe spiegazioni (!?). I disegni in mostra erano di illustratori iraniani e ci sono piaciuti parecchio, non siamo però riusciti a scoprire molto di più…

Poco più in là invece abbiamo ritrovato le certezze, gli amici, quelli che riabbracci dall’anno prima e a cui chiedi cosa c’é di nuovo. Così Anna di Donna Fugata ci racconta del lavoro di molti mesi con I dolci di Giotto, prodotti di altissima qualità realizzati dalla Pasticceria del carcere di Padova, cooperativa sociale che dà lavoro a 120 detenuti. Insieme hanno realizzato un panettone (proposto in pre-assaggio a Taste, ma anche al prossimo Vinitaly, e commercializzato da novembre del 2012). Di questa storia c’è piaciuto tutto: innanzitutto la genesi che ha Taste come ragione, Donna Fugata e I dolci di Giotto si sono infatti conosciuti nell’edizione 2011 perché “vicini di banco”, si sono innamorati e hanno deciso di combinare lievitazione e moscato. Così è nato prima il progetto e poi il prodotto che ha moscato Kabir non solo nella bagnatura delle uvette ma anche nell’impasto: risultato sensazionale, detto da chi, non ama in modo particolare il panettone…

norizie qui:

http://www.donnafugata.it/pagine/Comunicati%20Stampa-News-Immagine-I-Dolci-di-Giotto-e-Donnafugata-Due-produttori-di-eccellenza-insieme-per-il-sociale-in-anteprima-a-Taste-2012-,Dettaglio023,IT,3305,Press_Area001-news.aspx

e qui:

http://www.idolcidigiotto.it/web/guest/rassegna-taste-in-carcere

E poi Laura della Dispensa di Amerigo a cui abbiamo chiesto aiuto e consiglio per il me ne lavo le mani di Gastronomia Mediterranea che ci ha confortato con un rosolio alle rose da meditazione (anche se il fotografo dice che è da femmine!) e che ci ha parlato di una cosetta di cui siamo molto molto curiosi e che riguarda certi nuovi treni… ne riparleremo.

Ma nei tre giorni di Taste, per quanto bella e fascinosa la Stazione Leopolda sia, abbiamo avuto voglia e pure bisogno di mettere la testa fuori, di respirare la luce e di starcene al sole. Così domenica mattina siamo stati da Barthel, con la consueta vertigine di ammirazione per la quantità meravigliosa di cose raggruppate in quel luogo, e l’emozione tutta nostra di vedere l’allestimento del nostro ortista preferito, Mirco ovvero L’orto di Michelle, e di sentirlo anche raccontare la sua esperienza di orto virtuale, ma infondo tanto, tanto concreto.

“Sdraiato su balle di fieno
leggo un libro sereno
e all’ombra di un ulivo
mi sento piuttosto giulivo,
con le colombe in volo
non mi sento più solo.”

8 Commenti a “taste 2012”

  1. Bellissime le foto!!!!!! un grazie particolare per il sostegno…siete state le mia forza! Mirco

  2. maite scrive:

    Grazie per le foto, ma per il resto no Micro sei tu che sei stato fortissimo! però è stato bello esserci. Baci baci

  3. silvia.moglie scrive:

    e mi mordo ancor più le mani. che domenica per non abbandonare la bici non sono entrata a Taste. e invece potevo incontrarvi fuori di Taste!

  4. Gaia scrive:

    punti di vista che mi hanno aperto gli occhi su quello che, ahime’, mi sono persa…
    ma ci sono troppi visi, storie, assaggi, incontri e vite che un solo pomeriggio non riesce a racchiudere!
    grazie!

  5. Marco scrive:

    Grazie ancora Calycanthy, per le chiacchierate golose, le risate, la compagnia e le splendide foto dell’allestimento!
    a presto
    grazie!

  6. Mario scrive:

    L’occhio più intellettuale ed immaginifico è sempre uno scorcio da non sottovalutare. Per quanto sia affascinante è al tempo stesso difficile da gestire per non cadere nell’affettato o nello chic voluto. In questo caso il tuo scorcio trova il giusto equilibrio e non certo per le foto quanto per il tono che fa da filo conduttore al resoconto.
    Complimenti.

  7. [...] zonna “birre” di Taste (vedi) è zona di caccia del fotografo. In versione Incontentabile sempre! Quest’anno si è fatto [...]

  8. daniela scrive:

    Grazie a voi per tutto, per la compagnia, per la curiosità e per i vostri sorrisi che sono ormai una garanzia.
    Bellissime le foto delle balle, tra le balle. E il dettaglio dello smalto è la chicca in più.
    A presto,