di pan’ino, lampredotto e cuppetiello

‘Ino in trasferta sul marciapiede romano di Settembrini a Prati non ce lo potevamo perdere. Questioni sentimentali, oltre che di gusto, perché ad Alessandro siamo legati, e detto più di corsa, gli vogliamo proprio bene. Le ragioni sono tante ed hanno a che fare con i suoi panini che abbiamo imparato a conoscere a mena dito (quasi da dentro, ci verrebbe da dire, ma questa è un’altra storia…) ed hanno a che fare con lui in persona, occhiali, barba e affetto compresi.
Dunque l’altra sera (mercoledì ad essere precisi) Alessandr’Ino stava in ottima compagnia, quella di Luca Cai e Pasquale Torrente, a festeggiar il cibo di strada: panini, lampredotto, alici di Cetara e cuppetielli di fritturina di pesce.

Ne avevamo parlato già su Gastronomia Mediterranea perché l’idea di riunire proprio a Roma tradizioni e innovazioni legate al cibo che sta in mano ci era piaciuta e tanto. E non si tratta di finger-food in termini modaioli e transitori, ma di quello che in Italia si fa da sempre e sempre si continuerà a fare.

Luca Cai ha a Firenze un’osteria/tripperia (Il Magazzino, piazza della Passera, 2-3) dove abbiamo mangiato più di una volta e dove il fotografo si rifiuta testardamente di cambiare menù: i tortelli al lampredotto sono imprescindibili. Ma di versioni di trippa e lampredotto ce ne sono in effetti di ogni taglio e di ogni misura; caparbietà e intelligenza di prendere una delle glorie della pancia di Firenze e santificarla, sdoganarla e declinarla bene. Da settembrini ha portato oltre al panino classico bagnato nel brodo, un sushi di lampredotto che era meno esotico o strambo di quel che al suono potesse sembrare.

Pasquale Torrente lo avevamo incontrato nella festosa giornata del Maccatuto alle strade della mozzarella e di lui e delle sue alici, della coluatura ecc ecc naturalmente sapevamo per fama e per merito. E c’è da dire che al morso lo capisci chiaramente che non sono come tutte le altre, che hanno consistenza e carnosità e un sapore che è proprio a parte.

Sì, ma alla fine, cosa abbiamo mangiato? in ordine sparso: cuppitiello di pesciolini fritti, sushi di lampredotto, focaccia con pancetta stufata/ricotta affumicata/verdure grigliate e pane burro e alici. Pare poco?

5 Commenti a “di pan’ino, lampredotto e cuppetiello”

  1. massimiliano scrive:

    ciao,

    vi regalo un’idea, gratis, davvero: preparare un libro sui panini di ‘ino?

    tra i librini quadrati di guido tommasilo vedrei bene

  2. Andrea scrive:

    In vena di idee io invece propongo di continuare la linea sulla cucine regionali

  3. ecco io vi invidio quando fate i resoconti di queste serate..si ve le invidio proprio, perchè io n se ne so mai nadaaaaa? ehehe la prox volta che vo a Firenze vado a provare il magazzino!