La storia è sempre un po’ la stessa: una mattina andando al mercato abbiamo incontrato questo meraviglioso cavolo tutto verde e tutto foglie, non avendolo mai visto la seduzione è stata immediata e folgorante, potevamo resistergli?
Questa volta però la signora Fausta ce l’ha proprio dovuto scrivere come si chiamava perché il nome non riusciva proprio a entrare in testa, chissà perché.

F-i-o-l-a-r-o dunque e il nome deriverebbe dalla quantità di “fioi” (=figli, nel senso di giovani gemme) che si trovano lungo il fusto di questo cavolo veneto, tipico del vicentino. La signora Fausta, che ha cresciuto il nostro un po’ più a nord, ci ha tenuto ad informarci che di gusto è simile al cavolo nero, ma un po’ più delicato… a quel punto era chiaro cosa farne, essendo adepte di un pesto inventato per caso da Maite a Firenze, proprio a base di cavolo nero.

Variazioni poche rispetto alla versione originale con il cavolo toscano e uguale soddisfazione, soltanto per compiacere un certo gusto alla miniatura di certe affezionate lettrici di questo blog (!), le trofiette le abbiamo messe in una zuppiera minima riuscendo persino a utilizzare finalmente (!) anche le mini-salsiere… e pensare che il fotografo le disdegnava (!), incredibile no juliette?

Ingredienti:
un cavolo fiolaro
due spicchi d’aglio rosa
40 g circa di pinoli
tre cucchiai di parmigiano
un cucchiaio di vezzena
olio extravergine q.b.
sale

Pulire le foglie del cavolo sfilando la parte verde dal gambo (conviene partire da sotto tenendolo con una mano e salire stringendo con l’altra), lavare con cura e lessare velocemente in poca acqua leggermente salata. Una volta cotte scolare e lasciare raffreddare, quindi frullare nel mixer con l’aglio, i pinoli e i formaggi, emulsionando con l’olio in modo da ottenere un pesto corposo, aggiustare di sale e utilizzare.

maite



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This entry was posted on Venerdì, Novembre 14th, 2008 at 01:25 and is filed under paste, roba verde (o quasi). You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

6 commenti


  1. Lory on Novembre 14, 2008 06:00

    Nooooooooo questo nooooo le voglio le voglio le voglio!!!
    Hanno anche un qualcosa di antico!
    Al pesto nn ci avevo pensato ,l’ho usato così.

    http://lamercantedispezie.blogspot.com/search?q=fiolaro
    Però questa versione in pesto mi piace molto ,la mia serviva più che altro a dar da mangiare agli occhi in tempi di magra ;-))
    Buon we ragazzi!!!!

  2. ilfotografo on Novembre 14, 2008 09:16

    le abbiamo scovate al mercatino delle pulci di barcellona (encantes), e portate via ingaggiando trattative all’ultimo soldo… Lory, tu avrai già fatto colazione da un pezzo, vado a fare la mia, buona giornata.

  3. adina on Novembre 14, 2008 11:03

    da buona vicentina apprezzo eccome il broccolo fiolaro! è tipico di creazzo, e solo lì, in una ristretta zona, trova il suo sapore migliore. anche io ne avevo parlato un po’ di tempo fa. a gennaio c’è la sagra :-). a me comunque piace sbollentato appena e via. ciao!

  4. maite on Novembre 14, 2008 11:06

    per noi invece una scoperta recentissima adina, ma già lo adoriamo!

  5. cecilia on Gennaio 12, 2010 08:43

    Salve a tutti
    La foto del cavolo che avete inserito non è quella del cavolo nero che conosciamo in toscana e con il quale si fa il pesto di cavolo nero.
    Il cavolo nero è di colore molto scuro e le foglie hanno delle piccole “bolle”.

    Ciao e buon appetito
    Cecilia

  6. maite on Gennaio 12, 2010 09:30

    @Cecilia: ciao. No, in effetti, come è scritto, questo qui sopra non è un pesto di cavolo nero, ma di cavolo fiolaro che è un cavolo tipico della località veneta di Creazzo.
    Il cavolo nero lo conosciamo bene, anzi possiamo dire di adorarlo e lo trovi su queste pagine ritratto qui:
    http://lacucinadicalycanthus.net/?p=1711
    e cucinato qui:
    http://lacucinadicalycanthus.net/?p=1724
    e qui:
    http://lacucinadicalycanthus.net/?p=1718

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