il pulpo di John Berger

Il pulpo a la gallega è probabilmente il piatto (uno dei?) preferito dal fotografo. Così quando tra le pagine di un libricino di piccole visioni meraviglia di John Berger, ne abbiamo letto questa vivida celebrazione non si poteva resistere: leggerlo fa bene e fa venire fame!

Poi certo toccherà cucinarglielo o portarlo in Galizia

“Su ogni fuoco sta in equlibrio un enorme paiolo di rame pieno di acqua che sobbolle fin dall’alba. Le cuoche sono donne vestite di nero come contadine, e stanno in piedi dietro i pentoloni. Ogni volta che sreve altro cibo, una di loro si china sull’acqua fumante e tira fuori un altro polpo cotto.
Sono creature grandi, grandi come i girasoli più grossi. prima di finire nel paiolo, sono stati sbattuti sulle rocce per renderne tenera la carne. Poi sono stati immersi tre volte nell’acqua prima di venirci lasciati dentro a cuocere. La terza volta hanno assunto un colore rossastro.
Una donna in nero sistema un polpo cotto su un piano di lavoro in legno. è lì che luccica, non più rossastro, ma fosforescente – gli stessi colori dei getti di gas, verde, bianco, viola. Con un paio di cesoie lei lo taglia a fette rotonde. Le fette hanno all’incirca le dimensioni di anelli con sigillo. Spruzzati di sale, aceto, olio, pepe di Caienna, e serviti su piatti di legno rotondi, questi anelli sono una festa.
I piatti di legno vengono condivisi. Trafiggi il gioiello di tua scelta con uno stuzzicadenti di legno e lo mangi con il pane galiziano che non rivela la presenza di lievito.

Ognuno degli stretti tavoli ha i propri piatti di legno, i propri bicchieri di stuzzicadenti, le proprie pile di pani e le proprie ciotole di ceramica per bere il rosato locale. Gli anelli di polpo hanno il sapore del mare e delle labbra dei marinai.”
John Berger, Fotocopie, Bollati Boringhieri, Tonino 2004

6 Commenti a “il pulpo di John Berger”

  1. gu scrive:

    mi fate venire fame. e anche voglia di pulpo alla galliega

  2. Enza scrive:

    Lungomare di castellammare del golfo. Lí c’é (o forse c’era) il chiosco del purparo non é alla gallega solo per la sostituzione dell’aceto con il limone é a strascinasale. Vale un volo trapani birgi.

  3. Claudia scrive:

    uhmm, l’aceto però non mi risulta… (fonti: 2 anni di vita in Spagna e vari assaggi del piatto in Galizia).

    • maite scrive:

      in effetti Claudia nemmeno a me risulta l’aceto, però adoro a tal punto Berger che gliel’ho perdonato.