tra Velasquez e Berlino

Dunque siamo in partenza, chiudiamo le valigie, tra pioggia (Roma) e sole (Berlino). Questa sera saremo lassù, già al cafè Dresden per il primo sopraluogo. Poi domani giornata di spignattamenti e la sera il libro, la presentazione, la festa con le amiche della Dante Connection ed Elisabetta Gaddoni che condurra e tradurrà (!) le parole.

A casa lasciamo la confusione degli scatoloni per i lavori alle porte: non si trova più una forbice, un libro, una pezzetta, nemmeno il barattolino dei capperi portati dal mare. E proprio quando tutto è nell’entropia, come un gomitolo arruffato, lei decide di spuntare, superba e un po’ fanée.

Quella rosa lì si chiama Velasquez è arrivata in giardino la primavera scorsa sull’onda dell’entusiasmo, quello che ti assale appunto a primavera e ti fa dimenticare che hai il pollice grigio. Appena arrivata non ha perso il suo tempo (e il nostro… sigh) ed ha collezionato di tutto: afidi, muffe, coccinilla, peronospera, ruggine e mal bianco. Poi quando tutto sembrava perduto, eccola, rossa, profumata, aperta come una dalia, un miraggio floreale. La lasciamo in una Roma uggiosa e autunnale, ma quando domenica notte torneremo le racconteremo tutto, ma proprio tutto.

Per tutti i dettagli sulla serata di Berlino qui:    http://www.danteconnection.de/wir-holen-siziliens-kuche-nach-berlin/2012/08/

2 Commenti a “tra Velasquez e Berlino”

  1. Ila scrive:

    Che meraviglia, sembra una dalia travestita da rosa. Anch’ io peró vi aspetto per un resoconto dettagliato della trasferta berlinese. In bocca al lupo!
    Un abbraccio a tutti e tre.

    • maite scrive:

      Ciao Ila! recuperiamo energie, scarichiamo quel migliaio di foto e finalmente riusciremo pure a raccontare come è andata..