paté di fegatini al melograno

L’idea di avere a che fare con un paté può apparire, considerata a freddo, piuttosto agghiacciante. Troppo complicato, troppo laborioso, troppo difficile, troppo sofisticato per farlo a casa, per farlo da soli, per farlo per la prima volta… sì perché in realtà il nodo è tutto lì: la prima volta…
Se il paté si è fatto almeno una volta si scopre che in realtà è facile e ri-pieno di soddisfazione, a patto, come spesso succede in cucina, di rispettare alcune regole, di quelle basilari, un po’ come le buone maniere e i segreti delle nonne: scegliere bene e pulire meglio i fegatini, non cuocerli troppo evitando di farli seccare, utilizzare eccellenti basi alcoliche per fiammeggiare e infine avere la pazienza di ripassare tutto al setaccio dopo aver frullato.
Tutta questa fatica (relativa) per avere il piacere di accompagnare il paté con il melograno perché meglio, e soprattutto più facilmente che il principe e la fanciulla della fiaba i due sapori si sposano magnificamente: l’aspro del frutto e il dolce del fegato, un sapore breve e uno lungo.

La ricetta

Ingredienti
150 g di fegatini di coniglio
50 g di fegatini di faraona
300 g di fegatini di pollo
160 g di burro
5 cucchiai di panna
2 scalogni
1 foglia di alloro
2 foglie si salvia
4 cucchiai di Marsala
3 cucchiai di Armagnac
sale e pepe
1 bel melograno

Pulire con cura i fegatini, facendo attenzione al grasso, e soprattutto alle sacchette di bile di cui possono restare tracce. Lavarli, asciugarli bene e quindi rosolarli in una padella dal fondo spesso con 20 g di burro, gli scalogni tritati finemente, una foglia di alloro e due foglie si salvia, alzare la fiamma e aggiungere prima il marsala e poi l’Armagnac, cuocere per qualche minuto mescolando fino a quando non saranno coloriti da tutti i lati ma ancora rosa all’interno, salare e pepare. Lasciar raffreddare, quindi frullare con il resto del burro e la panna, precedentemente montata, quindi passare tutto al setaccio. Disporre il paté in una terrina e lasciare raffreddare per un paio di ore in frigo.
Al momento di servire cospargere con i semi del melograno sgranati e tenere almeno mezz’ora fuori dal frigo.

Nota: Per la ricetta è tutto, per quanto riguarda invece la fiaba dell’Amore delle tre melagrane (Fiabe italiane, raccolte e trascritte da Italo Calvino, Einaudi, Torino 1956), ecco come continua:

(…) Il giovane aperse una melagrana e saltò fuori una bellissima ragazza bianca come il latte e rossa come il sangue, che subitò gridò: Giovanottino dalle labbra d’oro, dammi da bere se no mi moro. Il figlio del Re prese l’acqua nel cavo della mano e gliela porse, ma non fece in tempi. La bella morì. Aperse un’altra melagrana e saltò fuori un’altra bella ragazza dicendo: Giovanottino dalle labbra d’oro, dammi da bere se no mi moro. Le portò l’acqua ma era già morta. Aperse la terza melagrana e saltò fuori una ragazza ancora più bella delle altre due. Il giovane le gettò l’acqua in viso e lei visse. Era ignuda come l’aveva fatta sua madre e il giovane le mise addosso il suo cappotto e le disse: -Arrampicati su questo albero, che io vado a prendere delle vesti per coprirti e la carrozza per portarti a Palazzo-

e domani un’altra ricetta e un altro pezzettino della fiaba…

maite

11 Commenti a “paté di fegatini al melograno”

  1. Mademoiselle Manuchka scrive:

    che meraviglia

  2. maite scrive:

    Grazie Mademoiselle Manuchka. E a proposito di vere meraviglie… qui nevica!

  3. cobrizo scrive:

    anche qui nevica Maite. traffico in tilt sulle strade! ;-)

  4. Elvira scrive:

    Sono dell’idea che (almeno in cucina) per tutto ci deve essere una prima volta….ed il periodo prenatalizio mi sembra perfetto per provarci col paté :)
    “un sapore breve ed uno lungo”: eloquentissima e sintetica descrizione :)))

  5. Ady scrive:

    Molto raffinata questa ricetta e che meraviglia la terrina…non mancherò di seguire anche la terza parte della favola!!Buon inizio settimana

  6. Loste scrive:

    Ne vado matto, la famiglia un po’ meno. Loro preferiscono quello di carciofi, coniglio (carne al 80%), prosciutto, e quando se ne trova cervo … I paté, una delle mie passioni.

  7. Ciao Maite, eccomi visitando il vostro bello e interessante blog, ottimo anche dal punto di vista grafico. La favola delle melograne la conoscevo, ma la ricetta del patè con i chicchi di questo meraviglioso frutto simbolo della fertilità e della rinascita no: tenterò di realizzarla al più presto, così come gli gnocchi di zucca che adoro.
    Ti propongo una chiacchieratina radiofonica con ricetta nella mia rubrica di Radiodue “che bolle in pentola?”:parleremo così del vostro blog.
    Se ti va di farla, mandami un recapito telefonico per chiamarti e concordare l’ora e il giorno della registrazione.

  8. Un vero capolavoro … iniziare un pasto con
    questa delicata bontà è un privilegio! E
    magari dopo proseguire con una tazza di
    consommè in crosta di sfoglia :-) … mi sento
    come una principessa!

  9. maite scrive:

    Cara cuoca itagnola, grazie per le tue belle parole, e siamo naturalmente felicissimi dell’idea di una chiacchierata radiofonica nel tuo programma! Ti scrivo via mail il contatto, a prestissimo.

  10. maite scrive:

    che dici twostella, mettiamo insieme il menù della vigilia?
    a proposito siamo un po’ di rincorsa per il tuo tea-time ma speriamo di farcela, ce la mettiamo tutta!

  11. artemisia scrive:

    ma sì, i chicchi di melograno debbono stare assai bene con un patè; buona idea!

    anche immersi in una coltre di trasparente gelatina sul detto patè :)