di musetto, di cavolo fiolaro, di macellerie

Qui zitti zitti abbiamo lasciato passare un anno e ci ritroviamo con una data che suona ancora buffa da scivere, quasi il titolo di un film di fantascienza. Ma a dimostrar che è vero, che i giorni sono scivolati più o meno lentamente tra Venezia e il Trentino, il raffredore e il mal di gola sono rimaste alcune tracce alimentari che hanno fatto appena in tempo a imprimersi nella macchina del fotografo affamato. Tra questi la gioia di un musetto con tutta una sua storia particolare che sapeva di cavolo fiolaro, di peregrinazioni gastronomiche, di un “povero” padre messo alle calcagna di aspirazioni cibesche.
Sì perché a furia di sentire parlare di cibo, di prodotti, produttori, pani con madre certificata, formaggi di fossa, di altura, di transumanza, cavoli assortiti, puntarelle, misticanze capita che anche il padre più distratto, pur con una buona predisposizione al cibo, scorga in una macelleria tutta una promessa. La cosa era iniziata, a dire il vero, con tutta la vaghezza di qualche notizia sfogliata sull’inserto domenicale del Sole 24 ore a firma di Paolini, ma poi dietro a questa si è scatenata una caccia al tesoro.
Battuta palmo a palmo la zona, comprato un salame (in verità soppressa) solo per avere indicazioni sulla macelleria giusta, finalmente il papà ha trovato l’indirizzo giusto e conquistato il musetto con cavolo fiolaro nell’impasto.

Risultato finale? Da sbattersi per terra! e, oseremo dirlo, leggero, leggero che non ci si crede… a meno di non mangiarne 4 (o erano 5?) fette in una volta sola.

Per evitare altre cacce al tesoro la macelleria si chiama Nogara e sta a Sovizzo (Vi), notizie sulla composizione dei musetti in generale qui

Per il broccolo fiolaro invece qui

1 Commento a “di musetto, di cavolo fiolaro, di macellerie”

  1. jacopo scrive:

    Siete GRANDI !!!
    Mi avete fatto scoprire un mondo che non conoscevo: è bello promuovere, nell’era 2.0, queste tradizioni e coltivazioni centenarie, che, in fondo, sono la nostra ricchezza !