il panpepato di Cecilia ed Emma

In questo caso davvero c’è solo da dire grazie. Grazie ad Emma, grazie a Cecilia, grazie a Massimo e grazie un poco pure a Matteino che sa scegliere bene.
Le ricette, lo diciamo spesso e lo viviamo di più, non sono solo regali generosi, ma fatti di mani, esperienza e sapori con la capacità di tenere tutto insieme. Nel panpepato queste virtù sembrano pure più evidenti, mescolanza fatta per durare di ingredienti preziosi. Dunque grazie.

La ricetta la trascriviamo parola per parola dalla bocca di Ceclia, che con Massimo ha a Tavarnelle val di Pesa un’osteria che si chiama la Gramola.

Premetto che io preparo anche la frutta candita, i fichi secchi e giulebbati e uso il miele delle nostre api, un millefiori che viene estratto alla fine della stagione così da comprendere tutte le fioriture.

Ingredienti:

500 g di fichi secchi
500 g di arancio candito
500 g di cedro candito
700 g di mandorle sgusciate
700 g di nocciole sgusciate
400 g di noci sgusciate
300 g di pinoli sgusciati
500 g di miele
100 cc di vino rosso
100 g di zucchero
un pizzico di sale
8 g di pepe nero macinato
5 g di cannella
2 g di chiodi di garofano
3 g di macis
6 g di coriandolo
3 g di noce moscata
+ cacao amaro

La frutta secca deve essere leggermente tostata e le spezie pestate finemente.
In un largo tegame far scaldare il miele, con il vino, lo zucchero e il sale, aggiungere la frutta secca e far caramellare girando spesso con un mestolo per una ventina di minuti avendo cura di mantenere una temperatura moderata.
Aggiungere gradatamente la frutta candita e le spezie.
Far amalgamare bene, poi versare il composto ancora caldo in uno stampo e pressare il contenuto. Far raffreddare per una notte.
Sformarlo e cospargerlo di cacao amaro.

Il panpepato è un tipico dolce senese. Ha origini molto molto antiche, e rappresentava l’esaltazione della ricchezza, per i suoi ingredienti, al tempo molto costosi e difficili da reperire. Anche per questo si è diffuso da Siena, attraverso l’Umbria per arrivare al Vaticano. Da qui troviamo anche  un “Panpapato” a Ferrara,  che lo ricorda molto e che ha come ingrediente principale il cioccolato.
Per la sua complessità, la produzione del Panpepato oggi è molto limitata ed è stato quasi totalmente rimpiazzato dal Panforte, di più semplice realizzazione sia per gli ingredienti che per la lavorazione.

3 Commenti a “il panpepato di Cecilia ed Emma”

  1. questo è da provare!!! lo segno per il prossimo Natale! uno spettacolo!!

  2. Sara scrive:

    Quello ferrarese è il Pampapato o Pampepato: nell’impasto c’è il cacao è a forma di zuccotto schiacciato e viene ricoperto con cioccolato fondente fuso fatto poi indurire