bicchierini di cuccìa per santa lucia

La cuccìa è un dolce che in Sicilia si prepara esclusivamente per Santa Lucia, il 13 dicembre. Come per quasi tutto, in Sicilia ne esistono svariate versioni che cambiano da città a città (oltre che da famiglia a famiglia), ma è soprattutto a Palermo e a Siracusa che la tradizione è sentita. A Palermo infatti sarebbe arrivata, secondo la leggenda proprio la notte tra il 12 e 13 dicembre di un anno di carestia del ’600 spagnolo, una nave carica di grano (vale a dire di salvezza…) ed è proprio il grano l’ingrediente principale e festeggiato nella cuccìa, assieme ai canditi e alla ricotta. 
A Siracusa la faccenda, se possibile, è ancora più seria perché Santa Lucia che lì nacque, è sì patrona della città, ma non ci “abita” più poiché è stata rapita (in termini reliquiari) da pirati bizantini o veneziani e portata in laguna, dove ancora sta in una chiesa a lei dedicata, tutta bianca, proprio vicino alla stazione ferroviaria di Venezia-Santa-Lucia.
Del resto in tutto il Triveneto Santa Lucia è molto amata, ed è qui che Maite da bambina ha imparato che se in quella notte così buia si mettono sull’uscio un po’ di sale e un po’ di acqua per l’asinello che la conduce, si troveranno al mattino regali e dolciumi, caramelle, torrone e mandarini.
Quest’anno seguendo ancora quel saggio consiglio rivelato allora da MariaLuisa e con l’aiuto telefonico della zia Fiorella i bicchierini vuotati si sono riempiti di cuccìa

… piccolo miracolo di luce, che ci fa pensare che il buio sia quasi alle spalle, e speriamo pure la carestia e già che ci siamo anche l’alluvione!

La ricetta

Nota: esistono svariate versioni di cuccìa dolce: in tutte c’è il grano, ma in alcune la ricotta in altre la crema di latte, in altre ancora la crema gialla di uovo. La nostra versione è a base di ricotta e mixa i conisigli della zia Fiorella (che è l’unica nella famiglia di Maite a saperla a memoria) e la versione di un vecchio (e stupendamente illustrato!) libro di cucina siciliana: La Sicilia e le isole in bocca, di Antonio Cardella, Il Vespro editore, pubblicato a Palermo nel 1978, lì si vede una bellissima Santa Lucia con le palme del martirio, un vassoietto con i suoi occhi perduti e naturalmente la cuccìa.  

Ingredienti
400 g di grano cotto (noi abbiamo utilizzato quello precotto per dolci che si usa per la pastiera ma la tradizione vuole che si metta a mollo per due giorni cambiando l’acqua, in quel caso pesarlo alla fine del processo e non da crudo)
200 g di ricotta (noi abbiamo usato ricotta di mucca ma se la si reperisce sarebbe meglio di pecora)
2 cucchiaio di zucchero
canditi a piacere
cioccolato fondente grattugiato a piacere

Il grano va tenuto in ammollo per 2 giorni cambiando l’acqua, quindi cotto a fuoco basso in acqua leggermente salata per circa 3 ore. Una volta cotto scolarlo con molta cura e tenere da parte (in alternativa usare il grano precotto per la pastiera).
Montare la ricotta con le fruste elettriche assieme allo zucchero finché non si avrà una crema molto leggera, a quel punto passarla al setaccio e unirvi prima i canditi, quindi il grano. Rimpire i bicchierini alternando strati di cioccolato e decorare a piacere. Lasciar riposare in frigo un paio di ore prima di servire.

maite

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16 Commenti a “bicchierini di cuccìa per santa lucia”

  1. lenny scrive:

    Anche da noi è molto sentito il culto di Santa Lucia e la tradizione vuole che si prepari una “cuccia” con il grano cotto secondo il procedimento da voi descritto e poi dolcificato e servito con il vinocotto.
    Ciao

  2. Assaporare il dolce, “ascoltando” storia e tradizione è un piacere unico!

  3. Ady scrive:

    Con la vostra meravigliosa cuccia avete fatto affiorare la mia napoletaneità, una bella pastiera nel bicchiere?
    Diciamo una pastiera destruttura…magari per Pasqua ci penso visto che per questo Natale il destino ha deciso diversamente
    Che meravigla quel libro!
    Buona domenica

  4. caly scrive:

    mi sembra un’idea da approfondire assolutamente Ady, del resto vedrai Pasqua arriverà in un baleno (speriamo! che di freddo non se ne può già più…).
    Il libro, sì in effetti è una vera meraviglia, e pensare che giaceva quasi dimenticato in seconda fila nella libreria di cucina, meno male che certe cose si scoprono e si riscoprono tante volte.
    Buona domenica anche a te

  5. caly scrive:

    @lenny: adoriamo anche noi il vino cotto! a proposito sai che è in corso anche una raccolta di ricette a tema?

  6. cobrizo scrive:

    da noi invece si festeggia così il san martino. allo stesso modo, vino per il santo e sale grosso per l’asinello in cambio dei regalini per i bambini! purtroppo non ci sono dolci tipici…
    che bello il libro!

  7. cobrizo scrive:

    ho detto una stupidaggine: volevo dire san nicolò, il sei dicembre. pardon, tra santi, sale e asinelli,… mi son bevuta il cervello! ;-)

  8. maite scrive:

    eh figurati cobrizo…, ci stanno tutti quanti: Santa Lucia, Klaus, Martino e Nicolò naturalmente!

  9. cat scrive:

    magici questi dolci! io ho assaggiato la versione col grano bollito nel latte zuccherato, accompagnato dai chicchi di melograna, un dolce che più simbolico di così…saluti golosi, cat

  10. caly scrive:

    grazie cat! bello con il melograno, pieno di luce in effetti e l’anno prossimo bisognerà pensarci, visto che per il melograno abbiamo una passione… Tu come va con il tuo braccio? e l’infornamento di biscotti? oggi qui (a Rovereto) infornamento di zelten a batteria(ehm!)

  11. artemisia scrive:

    bello il bianco e nero con tocchi di colore.

  12. rosanna scrive:

    con la ricotta siciliana o quella che si trova (non così facilmente, eh ?) a roma diventa una cuccia specialissima

  13. [...] 2008 era stata cuccia, ma l’anno scorso, colpevoli, ce ne siamo (quasi) dimenticati, troppo presi ad andare e [...]

  14. [...] 2008 era stata cuccia, ma l’anno scorso, colpevoli, ce ne siamo (quasi) dimenticati, troppo presi ad andare e [...]

  15. Daniela scrive:

    Che carina quest’idea dei bicchierini con la cuccia! Anche io sono una siciliana espatriata e anche se vivo all’estero da molti anni non mi faccio mai mancare la cuccia il giorno di Santa Lucia. Ho sempre supplicato qualcuno dei miei amici e parenti di spedirmi il grano dalla Sicilia, ma effettivamente proverò anch’io a usare il grano già cotto della pastiera. Quello qui a Lussemburgo si trova. Tra l’altro è un’idea deliziosa e facile da far preparare ai bambini del nostro corso di cucina che, come tutti i bambini, si divertono da matti a mescolare e montare creme di tutti i tipi. E poi beate voi che avete il Fotografo! Le vostre foto sono a dir poco stupende!

  16. rosy scrive:

    è una ricetta molto semplice da preparare è davvero interessante credo che proverò a farla, spero che mi venga bene visto che è la prima volta che la farò.