babaganoush (in assenza)

Che differenza passa tra il babaganoush e il caviar d’aubergines? E cosa resta quando il frullatore resta e si perde la tahina?
Questioni oziosette certo, ma fino a un certo punto, che hanno a che fare con la consistenza, gli strumenti e sì pure gli ingredienti.
Quando un secolo fa (era il 2008, gloups!) pubblicavamo la ricetta di quella specie di mousse che compariva spessissimo sulla tavola ancora studentesca (!), con invitati sempre imprecisi ma in compenso costantemente affamati, era il vissuto francese. L’avevamo “imparata” a Parigi e da lì in poi propinata a go go. Si procedeva (e si procede) spediti: melanzane in forno e poi mixer (robotino da cucina insomma) ma anche la forchetta e un po’ di lavoro di polso in mancanza (frequente) di strumenti, poi lo yogurt e l’aceto.

L’ascendenza però, lo sapevamo già allora, era mediterranea, libanese in particolare ma mediorientale in generale, e negli anni questo mezé ha trovato nel nostro lessico di cucina il suo nome da mille e una notte, babaganoush appunto. Non che le due creme siano esattamente la stessa cosa: una vuole la tahina, l’altra lo yogurt, una il limone l’altra l’aceto, per non parlare della consistenza più granulosa per il caviar, più fina per il baba. Ma è anche vero che in funzione della dispensa le due scuole si sono spesso mischiate, usando lo yogurt al posto della tahina (come del resto già predicato per l’hummus), ma prediligendo il limone e l’uso del frullatore….

insomma è facile e pure piacevole perdere l’ortodossia! detto questo se volete cimentarvi con il babaganoush vi serviranno

melanzane (2 grandi di quelle tonde a buccia viola chiaro, oppure 4-5 di quelle piccole e lunghe con buccia viola scuro)
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di tahina
2 cucchiai di olio eztravergine di oliva
il succo di mezzo limone
sale

+ un frullatore

Incidete le melanzane con i rembi di una forchetta per evitare che esplodano in cottura e cacciatele così come stanno nel forno già caldo (200°C), lasciatele per almeno un’ora, un’ora e mezza a seconda della grandezza. Una volta che si saranno completamente raggrinzite e afflosciate, toglietele dal forno, spellatele e fate loro perdere un po’ dell’acqua in eccesso tenendole in uno scolapasta. Eliminate anche i semi di troppo se le melanzane ne fossero molto cariche, e trasferite la polpa nel bicchiere del frullatore assieme a tutti gli altri ingredienti. Frullate a lungo, fino a ottenere una crema setosa. conservate in frigo e servite con i crostini o il pane che preferite.

note:
- se non aveste la tahina, potete sostituire con lo yogurt greco, se non aveste lo yogurt greco potete sostituire con una piccola patata bollita.
- aromatizzate a vostro piacere il babaganoush la menta ci sta benissimo, ma pure il prezzemolo e perchè no il basilico o anche qualche altra erbetta…

2 Commenti a “babaganoush (in assenza)”

  1. Gaia scrive:

    Ecco cos’era cio’ che Annina osservava con curiosità!!
    ;-)
    baci

  2. Stefania O scrive:

    L’ho preparato proprio questa estate e quando l’ho servita dicendo che era babagonoush, mi hanno guardata come se parlassi di marziani… :D