menù dal vero: una cena per cinque a fine ottobre

Mille quasi mille, e per la precisione 975 sono a ieri i post pubblicati su questo blog, la maggior parte, manco a dirlo, sono ricette passate per le nostre mani, le nostre bocche e le nostre pance. Carni, pesci, zuppe (tante), dolci (di Marie), biscotti, polpette assieme ad appunti, mercati e libri che hanno accompagnato i giorni e segnato la nostra vita non solo alimentare. Sì ma in tutto questo menù di carta virtuale ci ricordiamo qualche volta di replicare e di assemblare?
No perché nel nostro cucinare che è reale, realissimo e quotidiano, tanto da essere in qualche modo la nostra cifra, finiamo per declinarci sempre in copia unica: mai rifare una ricetta (soprattutto se funziona!) perché non si pubblica due volte, perché vuoi mettere sperimentare da capo? Si tratta chiaramente di una malattia seria e preoccupante, che per fortuna non ci attanaglia sempre e nella vita replichiamo, replichiamo ciò che ci piace, qualche volta persino senza sentirci in colpa.
Così abbiamo pensato di inserire e in qui e in là qualche menù dal vero, qualche replica fedele di quel che è stato sulla nostra tavola, non solo perché come diceva la mia mamma il difficile è comporla una cena nella sua coerenza “grammaticale” e “lessicale”, ma anche perché così può servire da promemoria.

La cena era di mercoledì, il 23 ottobre per la precisione e stavamo a Roma. A tavola eravamo in cinque, più una nina nel suo ovetto che non voleva saperne di chiudere gli occhi e che per tutto il pomeriggio aveva seguito ad occhi sempre sgranati gli strani accanimenti di cucina. Dunque niente di difficile: si tratta di un menù da poter fare con una mano sola, con poco anticipo e persino con una bimba in braccio.

Che abbiamo mangiato?
- Zuppa di zucca e zenzero
- peposo di manzo
- puré semplificato di patate dolci e non
- fagiolini e cavolo cappuccio rosso
- torta al cioccolato e crema di marroni con gelato alla nocciola

Per la zuppa di zucca niente di più facile eravamo infatti nella versione basic:
un gran pezzo di zucca (1,2 kg con la buccia),
una patata di media grandezza
una cipolla bionda
1 pezzetto (2 cm) di zenzero
Olio extra vergine di oliva qb al momento di servire
sale

Nella pentola a freddo mettere la zucca sbucciata (è il grosso del lavoro), la cipolla a pezzetti e la patata (sbucciate pure loro), lo zenzero sbucciato e sninuzzato, coprire di acqua e far cuocere finché tutto non è morbido 8aggiungendo se necessario un po’ di acqua strada facendo. Frullare tutto con il frullatore ad immersione, salare e lasciar lì pronta per l’uso.
Nota: potete prepararla con anticipo se avete tempo e scaldarla al momento di servire
Questa è appunto la versione basic, se volete qualcosa di più estroso potete pescare qui:
- zuppa di zucca, yogurt e mapo
- zuppa di zucca e latte di cocco
- crema di zucca e mandorle
- velutata di zucca alle nocciole e crema di whisky
o persino qui:
- zucca in carrozza
e qui:
- zuppa di zucca, amaranto e porri

Il peposo di manzo è una splendida invenzione toscana, di Impruneta secondo leggenda e ha il favoloso merito di farsi da solo, ci vuole solo tempo e possibilmente una pentola di ghisa (o comunque a fondo spesso). è una di quelle cose che dal libro della Cucina Toscana in poi non abbiamo mai smesso di cucinare da ottobre fino a febbraio.
Vi serviranno:
1 kg di muscolo di manzo tagliato in grossi pezzi
4-5 spicchi di aglio
una manciata abbondante di pepe in grani
1 bottiglia di Chianti classico
sale
facoltativa la salvia

Mettete tutto nella pentola (tranne il sale), accendete a fuoco basso e fate cuocere coperto per due ore e mezzo ma pure tre. Verso la fine della cottura aggiustate di sale.
Anche qui come sopra, potete giocare d’anticipo mettere sul fuoco e dimenticarvene o quasi.
Potete servire il peposo con patate bollite o come nel nostro caso con un puré semplificato di papate dolci e patate normali (2 patate dolci e 4 normali lessate semplicemente con la buccia e quindi sbucciate e schiacciate. Se invece siete in vena di esser più sofisticati provate con questo:
- puré di radici

Per contorno avevamo anche fagiolini lessati e sbianchiti serviti con una salsa verde e un’insalata di cavolo cappuccio tagliata fine servita con una salsa di yogurt e cren mescolati (ma se preferite anche olio e aceto vanno benone, magari con qualche semino di cumino).

Infine per dolce la torta più semplice del creato, con una cucchiaiata di gelato alle nocciole:
- torta al cioccolato e crema di marroni
Nota: pure qui giocate tranquillamente d’anticipo, il dolce si conserva benone anche un paio di giorni

15 Commenti a “menù dal vero: una cena per cinque a fine ottobre”

  1. angelo.s scrive:

    mi piace.
    a.

  2. mi strapiace questa idea del menu!!!!!M.

  3. maite scrive:

    e a me piace l’idea che vi piaccia!

  4. cristina scrive:

    Bella l’idea del menù! la zuppa di zucca mi intriga. La provo!

  5. Rosie scrive:

    Hummm, trés belle idée……Super apréciée ;)

  6. Manuela scrive:

    Come ti capisco!A volte-no direi, spessimo- per quanto buone,certe ricette vengono fatte una volta,al più due, perchè c’è da provare, testare e da lasciarsi ispirare.
    Vero è anche che quando devo assemblare un menù mi rifugio là dove so che ho già avuto una buona risposta.
    Questo menù è completo e colorato,mi piace davvero!
    Manuela

  7. Twostella scrive:

    Se aggiungete un posto a tavola io prendo il treno …

  8. simonetta scrive:

    bellissima l’idea del menu…perché è verissimo la parte più difficile è assemblare con equilibrio tutte le ricette. Poi, si sa ..quando non ci servono diciamo “questa la dovrei rifare…questa alla prossima cena..” e poi quando servono? niente, cervello vuoto!

  9. roberta scrive:

    ah, ma che bello il menu! ancora, ancora!!