dalla zuppa al risotto

Se non è zuppa è pan bagnato, certo, ma pure il risotto non ci sta poi male. Storia semplice questa e molto, molto dal vero, perché se una sera di autunno appena annunciato arrivano a cena due amici senza preavviso, lo scampolo di zuppa che avanzava nel frigo non basta a fare la cena.
Si potrebbe allungar la minestra, tirar la coperta ma si rischia di lasciar qualcuno con la fame e con i piedi scoperti. Eccolo allora che fa capolino pure qui a Roma, dove in effetti lo cuciniamo ben poco, un pacchetto di riso (Carnaroli persino). Basterà una cipolla e poco più e non ci accorgeremo neppure di aver dimenticato, come sempre, di comprare il pane.

Questa storiella semplice e realmente accaduta serve solo a prendere nota che dagli avanzi può nascere tutto, o quasi. Una tazza di zuppa di zucca avanzata ma pure di zuppa di zucchine, di cavolfiore, di broccolo romanesco, di sedano rapa o di qualsiasi altro gusto è la base più che perfetta per farci un risotto. Si procede come di consueto in ogni risotto, ed anzi si fa pure più in fretta, unica avvertenza per noi la cipolla tagliata un po’ grossa, giusto per sentire un po’ di morso tra i denti, ma qui veramente è solo questione di piaceri personali.

La ricetta

Ingredienti
1 tazza abbondante di zuppa avanzata
4 tazzine di riso Carnaroli
1 bicchiere di vino bianco secco
1 cipolla
30 di burro
3 cucchiai di parmigiano
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Per prima cosa tirar fuori la zuppa dal frigo e intiepidirla giusto un po’. A parte far soffriggere la cipolla in poco olio extravergine di oliva senza che colori, aggiungere il riso e tostare, quindi bagnare con il vino e far evaporare. Aggiungere la zuppa, mescolare bene e portare a cottura il riso aggiungendo poca acqua (calda!) quando necessario. Aggiustare di sale a fine cottura, mantecare con il burro (freddo) e il parmigiano, aggiungere il pepe se piace e servire.

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